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Toninelli è con Fraccaro: ''Tunnel del Brennero si può bloccare''. Gli industriali: ''Gravissimo, provocherebbe un infarto europeo''

Il ministro delle infrastrutture da Bruno Vespa conferma che la linea dei 5Stelle è critica rispetto alla grande opera già realizzata per il 35%. Gli industriali non ci stanno: ''Fondamentale per la sostenibilità sociale, economica e ambientale''

Di Luca Pianesi - 31 ottobre 2018 - 12:04

TRENTO. ''Bloccare il Brennero provocherebbe un infarto europeo'', così il presidente di Confindustria Trento Enrico Zobele quello di Assoimprenditori Alto Adige Giudiceandrea e il vicepresidente nazionale Pan dopo aver sentito le parole del ministro dei trasporti e delle infrastrutture da Bruno Vespa. Toninelli, infatti, ha espresso le sue perplessità rispetto a quella che, a tutti gli effetti, è una delle opere più attese ed importanti per tutto l'asse Nord Sud del vecchio continente. Ma dopo aver affermato il 13 giugno che l'opera "è strategica", aver compiuto l'ormai mitica gaffe di darlo già per aperto, funzionante e già cruciale per gli industriali italiani il 9 ottobre, ieri ha deciso che ''la posizione del collega Fraccaro è una posizione sensata che riflette la visione del M5s che si interroga giustamente sul merito e sulla utilità di alcune grandi opere".

 

E la posizione del ministro Fraccaro è quella espressa il 18 ottobre a Bolzano durante la campagna elettorale (che non a caso ha visto precipitare l'M5S in regione su percentuali molto basse): '''I costi dell'opera sono superiori ai benefici e quindi per noi dei 5 stelle il Tunnel del Brennero si deve bloccare perché adesso noi vogliamo investire sulla mobilità sostenibile. Se ci fosse una diversa analisi nei prossimi anni e se ci saranno i soldi per andare avanti, se ne riparlerà ma adesso tutto questo non c'è''.

 

L'opera è già completata per il 35%, sono stati affidati contratti per 2,2 miliardi di euro, vi lavorano oltre 600 persone e una cinquantina di ditte locali, l'intera opera dovrebbe costare circa 8,384 miliardi di euro di questi il 40% a carico dell’Unione Europea e il 60% suddiviso tra Italia ed Austria (QUI APPROFONDIMENTO). Risorse che, ovviamente, non verrebbero investite da nessuno per ''investire sul trasporto locale e la mobilità sostenibile'' come vorrebbe il ministro Fraccaro e, a questo punto, anche il ministro Toninelli.

 

''Il tunnel del Brennero è un’opera strategica per il futuro del nostro territorio. Metterla in discussione significa mettere a rischio la sostenibilità sociale, ambientale ed economica della regione e significa provocare un infarto europeo, perché il Brennero è lo snodo centrale che collega il nord e il sud dell’Europa”. Così gli industriali del Trentino-Alto Adige reagiscono ai dubbi sull’opera avanzati dal ministro Toninelli, e dal ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro.

 

Gli industriali, in particolare, ci tengono a specificare le tre forme di sostenibilità come si declinano: ''La sostenibilità sociale vuol dire reti e infrastrutture di collegamento che diventano sempre più decisive. Permettono a persone, dati e merci di spostarsi, favoriscono la competitività internazionale delle imprese locali e quindi garantiscono il mantenimento di posti di lavoro sul territorio. La sostenibilità ambientale perché si sposterà il trasporto merci da gomma a ferro. Il tunnel del Brennero con le relative tratte di accesso è decisivo per rilanciare e rendere maggiormente attrattivo la ferrovia anche per le imprese. La sostenibilità economica, infine - completano - perché l’economia del Trentino-Alto Adige dipende in modo determinante dalla raggiungibilità della regione. Bloccare le infrastrutture di collegamento significa bloccare lo sviluppo del territorio, perché si mettono a rischio i posti di lavoro e gli investimenti che queste imprese garantiscono''.

 

''Siamo i primi a volere realizzare le grandi opere nel pieno rispetto del territorio, perché in questi territori ci viviamo anche noi - afferma il Presidente di Confindustria Trentino Alto Adige e Vice-Presidente nazionale con delega alle Infrastrutture, Stefan Pan -. Allo stesso tempo dobbiamo far capire a tutti la rilevanza strategica delle reti di collegamento. Sono sempre più decisive: non solo per la competitività, ma per la sopravvivenza stessa di un territorio. Chi non è raggiungibile, chi non può permettersi di essere aperto al mondo, sparisce: vale per le nostre imprese, ma vale anche per i territori in cui viviamo e lavoriamo''

 

Sulla stessa linea i due Presidenti di Confindustria Trento, Enrico Zobele, e Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea: “Se vogliamo fare del bene al nostro Paese e al nostro territorio, non possiamo permetterci di frenare o addirittura di paralizzare le nostre imprese. Facciamo del bene al nostro Paese se permettiamo alle nostre imprese di correre e di sprigionare appieno la loro energia, ed è per questo che non possiamo dire di no ai grandi corridoi infrastrutturali”.

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