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''Troppi morti e incidenti nei boschi dopo il maltempo'', disegno di legge di Dallapiccola: ''Convertiamo alcune aree a pascolo''

Il disegno di legge che arriva in Giunta mercoledì 2 gennaio prevede incentivi per l'acquisto di macchinari e la conversione di alcune aree a coltivazione e pastorizia: "Si possono attirare nuovi fondi europei e renderci un po' più autonomi nell'acquisto di mangimi e foraggi"

Di Luca Andreazza - 31 dicembre 2018 - 14:18

TRENTO. "La Provincia deve cambiare passo nella gestione dei danni del maltempo, anche per evitare ulteriori morti tra i boschi trentini", queste le parole dell'ex assessore Michele Dallapiccola, che entra nel dettaglio pronto a presentare per mercoledì 2 gennaio un disegno di legge per modificare la norma provinciale del 2007 che riguarda le foreste e la protezione della natura.

 

Un provvedimento che mette in evidenza la necessità di intervenire secondo due direttrici per il recupero e l'immissione sul mercato del legname presente a terra in enorme quantità, ma soprattutto per salvaguardare lavoratori e operai impegnati nel risanamento del territorio

 

E se dal disastro che si è verificato nei nostri boschi tra fine ottobre e inizio novembre riuscissimo a rialzarci attraverso la revisione del nostro modello di allevamento? Questo si era chiesto il consigliere provinciale del Patt tra le pagine de Il Dolomiti: dagli anni '80 siamo passati a un modello di allevamento con grandi stalle e fieno importato e adesso in Trentino abbiamo 50 mila mucche per 1.200 proprietari, mentre in Alto Adige 100 mila mucche e 12 mila proprietari (Qui articolo).

 

Se si aumentano i prati si può cercare di invertire la rotta, mentre per l'emergenza legno si possono creare dei depositi con sistemi di irrigazione per evitare che venga venduto tutto e subito a prezzi bassissimi (Qui articolo). E se l'ipotesi della conservazione del legno ha subito trovato terreno fertile, anche quella di recuperare a pastorizia e coltivazione alcune aree ha trovato consensi, ma si è fermata. Così l'ex assessore ritorna alla carica e presenta un disegno di legge.

 

"L'ondata di maltempo - prosegue l'ex assessore - ha causato un danno enorme e si è assistito alla parziale riduzione delle aree boschive, condizione nuova per il nostro territorio. Il laborioso spirito dei trentini ha fin da subito messo in moto il proprio sistema di attività lavorative al fine di recuperare queste zone, riportare la coltivazione del bosco a regime e ridare dignità al paesaggio. Si può però ragionare e pianificare un ritorno al modello 'alpino' di allevamento e attirare nuovi fondi dell'Unione europea".

 

Forte dell'esperienza come assessore, ma anche della trattativa tra Roma e Bruxelles che nella scorsa legislatura ha portato oltre 300 milioni di fondi per sostenere l'agricoltura trentina. "In questi anni - evidenzia Dallapiccola - abbiamo costruito due strumenti formidabili, il Pguap (carta di sintesi geologica) e il Pup per la protezione della popolazione e dell'ambiente: al netto dei vincoli idrogeologici riteniamo importante che la Giunta, attraverso un apposito regolamento, individui un'estrema semplificazione dell'approccio burocratico per il cambio di destinazione d'uso, passare da bosco a prato". 

 

Un passaggio importante in quanto in Provincia esiste un estremo bisogno di superfici prativo foraggere supplementare rispetto all'attuale fabbisogno necessario al patrimonio zootecnico. "Da sempre - aggiunge il consigliere provinciale - il Trentino è acquirente di materie prime, come mangimi e foraggi: produzioni e bestiame troverebbero da questo, seppur limitato, aumento di superficie un grande giovamento, anche nell'ottica di implementare il marchio qualità Trentino e il marchio europeo prodotto di montagna".

 

Non solo. "Più superficie utile a pascolo a disposizione del sistema zootecnico - dice Dallapiccola - potrebbe sbloccare ulteriori risorse in sede Pac. Ci si può presentare alla trattativa con le altre Regioni italiane per riparto più vantaggioso e contrastare le decurtazioni previste negli stanziamenti in linea generale".

 

Questo provvedimento intende inoltre mettere in sicurezza un comparto falcidiato, purtroppo, da diversi morti e infortunati tra i boschi del Trentino. "In normali condizioni - continua l'ex assessore - il lavoro del boscaiolo è pericolosissimo, ma ora la situazione presenta maggiori insidie. La stabilità e le trazioni degli alberi presenta inevitabilmente delle anomalie a causa del maltempo. La Giunta dovrebbe agire per individuare elementi di finanziamento e sostegno che riguarda l'acquisto di attrezzatura boschiva di livello tecnologico avanzato particolarmente utile per proteggere gli operatori durante il lavoro nel bosco".

 

Le straordinarie condizioni di caduta del legname e le posizioni dei tronchi, oltre alla fragilità idrogeologica mette ulteriormente a rischio gli operatori. "Il nuovo governo di centrodestra - ribadisce il consigliere - deve prevedere un apposito regolamento per incentivare il diritto di accesso a questi finanziamenti e sviluppare così anche la diversificazione e le certificazioni delle imprese agricole: l'implementazione meccanica specialistica dell'attrezzatura permetterebbe di aggredire il danno boschivo al riparo da situazioni straordinarie".

 

Un piano forestale che dovrebbe arrivare nella seconda metà di gennaio, circa tre mesi dopo l'ondata di maltempo. Un centrodestra reduce dalla sorta di time out della finanziaria (Qui articolo) "Siamo preoccupati per la lentezza dei provvedimenti. Ora - conclude Dallapiccola - il nuovo governo cura molto l'immagine. Se da un lato la vicinanza ai territori e i numerosi incontri possono essere un bene, dall'altro lato rallentano tutto. Gli assessori devono uscire dall'ombra di Fugatti e cambiare marcia, altrimenti a primavera inizieranno i guai".

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