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Dallapiccola: ''Fugatti? E' un Fughini, segue le orme di Salvini. Tanta apparenza e poca sostanza. In primavera arrivano i problemi''

L'ex assessore analizza i quasi cento giorni del nuovo governo provinciale a trazione Lega. "Diversi gli errori, tante le omissioni rispetto al compito per il quale sono stati chiamati a governare. Una distrazione di massa per nascondere sotto il tappetto tanta polvere: risponde solo Fugatti, gli assessori sono esclusi dalla vita politica: controfigure, ombre che ogni tanto prendono colore sui social"

Di Luca Andreazza - 24 dicembre 2018 - 19:04

TRENTO.  "I vertici politici della Lega a livello nazionale e provinciale non sono così distanti, qui c'è un po' Salvini e un po' Fugatti, abbiamo un Fughini", dice l'ex assessore Michele Dallapiccola, che aggiunge: "Sembra quasi che il desiderio di apparire sia maggiore della volontà di raggiungere risultati importanti. Diversi gli errori, tante le omissioni rispetto al compito per il quale sono stati chiamati a governare dai cittadini. Una distrazione di massa per nascondere sotto il tappetto tanta polvere: risponde solo Fugatti, gli assessori sono esclusi dalla vita politica, controfigure, ombre che ogni tanto prendono colore sui social".

 

Se da un lato la vicinanza al territorio e la presenza costante è chiaramente un plus, servono poi i fatti e i risultati. A quasi cento giorni dalla tornata elettorale in Provincia, gli unici provvedimenti presi sono quelli legati all'apertura del punto nascita di Cavalese (Qui articolo) e del depotenziamento di Cinformi (Qui articolo), una prospettiva che preoccupa le associazioni che ruotano intorno al sistema (Qui articolo), i sindacati per la perdita dei posti di lavoro (Qui articolo) e il centrosinistra nella veste di Futura. Tanti gli appuntamenti della nuova Giunta "saltati", come quello dell'inaugurazione della funivia Colbricon (Qui articolo).

 

Certo, iniziare il proprio governo al netto dei postumi del maltempo non è banale. Una responsabilità, che può trasformarsi in un volano, a patto di fare bene. "Noi avevamo messo in guardia la Lega di non fidarsi del governo amico - prosegue Dallapiccola - l'esperienza ci insegna che sono più le richieste dei favori. E infatti ora mancano 70 milioni alle casse provinciali, le risorse legate al maltempo non si vedono e l'amministrazione deve correre ai ripari".

 

L'impatto di scoprirsi maggioranza. "Ora - evidenzia l'ex assessore - si confrontano con la grande e pesante responsabilità di gestione. E' inoltre scarsa la capacità di gestire gli attacchi alla nostra autonomia, la specialità deve essere coltivata con viaggi e relazioni, non si risolve dedicando il proprio tempo solo ad apparire sul territorio: ci si deve spendere e far rispettare anche a Roma".

 

Insomma, inizia a essere sempre più preoccupato il Patt. Le Stelle alpine si sono calate nell'inedito ruolo di opposizione in modo attivo. Senza urlare e senza recriminazioni, ma forti dell'esperienza degli ultimi cinque anni, Rossi & Co si sono seduti in consiglio provinciale con spirito costruttivo, da un lato per lasciare tempo al centrodestra di ambientarsi alla guida di piazza Dante, ma per contribuire con idee e proposte nella partita del maltempo, così come nel governo. 

 

E' il Patt che intervenuto per mediare nell'elezione di Walter Kaswalder in qualità di presidente del Consiglio provinciale, il via libera di Rossi si è rivelato decisivo (Qui articolo). E' sempre il Patt che per primo (e forse unico) ha subito delineato una visione di futuro di gestione post maltempo. Si può essere d'accordo e si può essere contrari, ma l'analisi resta: prima proprio Dallapiccola sulla gestione degli alberi a terra (Qui articolo) e poi l'ex governatore sulla parte economica (Qui articolo).

 

"Ora ha preso solo provvedimenti di immagine - commenta Dallapiccola - non può pensare di aver risolto i problemi della sanità trentina, dopo anni di attacchi diventata un'eccellenza, con due guardie mediche: vista la disponibilità finanziaria sarebbero state riattivate da qualsiasi altro governo".

 

Il futuro per il Patt è già dietro l'angolo. "Deve iniziare a prepararsi ai grandi temi - spiega - i nodi verranno al pettine in primavera: la gestione dell'orso e del lupo, le problematiche relative all'ortofrutta e in particolare nel comparto della mela con il grande problema dell'asse La Trentina-Melinda che scricchiola e che impone profonde riflessioni. Ecco poi la Valdastico, una bandiera tanto sventolata per un piano senza dettagli e estremamente nebuloso: serve più attività, si deve correre".

 

Un Patt che guarda preoccupato alle sorti del Trentino, sempre più vicino ai criteri italiani che autonomi. "Il livello nazionale - dice l'ex assessore - è stato sicuramente segnato dalla grande retromarcia nella finanziaria, sapientemente descritta come un'ottima chance per gli italiani e inizio di un grande cambiamento: tanti proclami e molte promesse, ma alla fine Di Maio e Salvini sono rimasti con le mosche in mano. Non solo però l'Italia, questo influisce anche sul Trentino: nessuno contesta l'aspetto positivo nell'eventuale riduzione del carico fiscale sulle imprese, ma è la classica vittoria di Pirro se mancano le coperture per la nostra Provincia e si deve correre ai ripari". 

 

Una situazione simile, stop&go, si è verificata negli scorsi giorni alle nostre latitudini. "L'ultima variazione di bilancio - conclude Dallapiccola - nasconde il problema e allunga i tempi. Questo provvedimento anticipa semplicemente fondi da capitoli futuri. Queste risorse andranno poi trovate a marzo, senza dimenticare che aver posticipato la discussione di bilancio significa avere disponibilità di risorse solo in estate. Il margine di azione è veramente già stretto. Non siamo sereni".

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