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Bypass ferroviario di Trento, Fugatti: “Avanti con la fase progettuale”. Ora 6 mesi per arrivare al progetto preliminare

Il presidente della Pat annuncia: “Lunedì prossimo sottoscriveremo un accordo con Comune di Trento e Rfi su circonvallazione di Trento, interramento della ferrovia cittadina e sistema metropolitano Nordus”. Vallagarina e Rotaliana però, chiedono chiarimenti in merito alle criticità di carattere ambientale, ma anche sulle interconnessioni con le linee di trasporto esistenti sul territorio

Di Tiziano Grottolo - 05 novembre 2019 - 19:08

TRENTO. Nella giornata di ieri si è svolto a Trento l’incontro che ha visto protagonisti il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, il Comitato tecnico scientifico, l’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero, i cui componenti sono stati recentemente nominati dalla Giunta provinciale, e il Consiglio di coordinamento e di indirizzo, chiamato a dare voce alle esigenze dei territori interessati alla grande infrastruttura.

 

L’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero, attraverso il contributo del Comitato tecnico scientifico, si occupa del monitoraggio delle fasi di realizzazione delle tratte d'accesso sud al corridoio del Brennero sul territorio trentino, ponendo l’accento sui temi legati alla salvaguardia dell'ambiente, alla tutela sociale, alla salute e alla sicurezza sul lavoro.

 

Oggetto della discussione lo stato d’avanzamento degli studi a proposito del progetto integrato della città di Trento, che prevede la realizzazione di un by-pass ferroviario per la linea merci, l’interramento della ferrovia storica e il “sistema metropolitano” Nordus, e sulla disamina di alternative progettuali per la circonvallazione di Rovereto. Entrambe le opere sono comprese nel Lotto prioritario 3, uno dei 4 Lotti prioritari di opere di accesso al Tunnel di base che saranno realizzati sulla linea del Brennero nei territori delle province di Verona, Trento e Bolzano.

 

“La riunione di oggi – ha affermato Fugatti – testimonia della nostra volontà di procedere con la fase progettuale assieme da un lato a Rfi ma dall'altro agli enti territoriali, nella consapevolezza dell'importanza che quest'opera strategica riveste per lo sviluppo del Trentino”.

 

Questa è stata anche un’occasione affinché tecnici, sindaci e rappresentanti degli enti territoriali potessero esprimere le loro considerazioni a proposito dei vari progetti. In particolare, per quanto riguarda le tratte non direttamente comprese nel Lotto 3, i territori della Rotaliana e della Vallagarina hanno avanzato dubbi circa le possibili criticità di carattere ambientale, ma anche sulle interconnessioni con le linee di trasporto esistenti sul territorio, dalla ferrovia della Valsugana in primis.

 

“Lunedì prossimo sottoscriveremo inoltre un atto aggiuntivo al Protocollo d’intesa siglato nell'aprile del 2018 fra Provincia, Comune di Trento e Rfi – riprende il presidente della Pat – a partire da questa firma avremo 180 giorni per arrivare al progetto preliminare della circonvallazione di Trento, assieme all'interramento della ferrovia nel tratto cittadino e al 'sistema metropolitano' Nordus. Ma parleremo anche di interconnessioni, di ferrovia della Valsugana e degli altri temi che ci stanno a cuore”.

 

In chiusura dei lavori è stata condivisa la proposta di attivare due Tavoli congiunti per trovare soluzioni comuni con i territori della Rotaliana, a nord di Trento, e con quelli a sud di Rovereto, procedendo quindi lungo il percorso di confronto e collaborazione già tracciato. Per quanto concerne il tratto di accesso fra Verona e Fortezza sono stati individuati sette lotti in tutto, di cui quattro prioritari, compreso il Lotto 3, che interessa le circonvallazioni di Trento e Rovereto.

 

Vale la pena evidenziare come, in occasione dell’ultimo Comitato tecnico scientifico, si fosse deciso di procedere separatamente per Trento, più vicina alla definizione di un progetto integrato definitivo, e per Rovereto, dove sono presenti ancora alcuni "nodi" da sciogliere. Il Protocollo siglato lo scorso aprile infatti, relativo alla città capoluogo, prevedeva di esaminare, oltre al progetto di circonvallazione vera e propria, anche altri interventi, con l'interramento della linea storica e la realizzazione del “servizio metropolitano” Nordus.

 

Sono state esaminate diverse alternative, senza e con l'interramento della ferrovia per circa 2,5 chilometri, valutando i costi, le difficoltà tecniche, e soprattutto l’efficacia dell’opera in ordine alle problematiche che si propone di risolvere. Dal tavolo di confronto è emerso che il progetto integrato, comprendente anche l’interramento, avrebbe un impatto molto maggiore in termini di riqualificazione urbana e di riconnessione fra le parti della città ora separate dalla ferrovia.

 

Il prossimo 11 novembre, oltre alla firma di un atto aggiuntivo al Protocollo, a partire dalle 14.30, nel Palazzo della Provincia, si terrà su queste tematiche un incontro pubblico, alla presenza, oltre che del presidente Fugatti e del sindaco di Trento Alessandro Andreatta, dell’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Spa, Maurizio Gentile.

 

“La presenza a Trento dei vertici di Rfi Spa – fa sapere la Pat in un comunicato – sarà l’occasione per analizzare le prospettive future della mobilità ferroviaria in Trentino, approfondendo il quadro a livello di Corridoio del Brennero, il progetto di circonvallazione ferroviaria della città capoluogo e il futuro della ferrovia della Valsugana, con il progetto di elettrificazione e del collegamento con il bellunese”.

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