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Caos Levico, Olivi: ''Figuri di terzo e quart’ordine raccomandano di votare per i candidati “in linea” con l’attuale maggioranza? Atto di straordinaria gravità'' 

Dopo le minacce arrivate al presidente del consorzio commercianti di Levico da parte di un parente di uno dei candidati più votati che sostengono Acler come sindaco il Pd si schiera apertamente con Beretta per il ballottaggio. Zeni: ''Vi è un approccio alla politica intesa meramente come controllo del potere senza rispetto per istituzioni e regole''

Di Luca Pianesi - 07 giugno 2019 - 13:47

LEVICO. ''Sappiano, questi novelli Bravi, così come le persone e le associazioni alle quali questi si sono rivolti adombrando conseguenze nel caso di una sconfitta del beniamino di turno, che la loro condotta non verrà tollerata e che risponderanno in tutte le sedi delle loro parole e delle loro azioni''. E' l'ex assessore Alessandro Olivi a parlare e a commentare quanto riportato ieri da il Dolomiti e quindi dell'incredibile caso di minaccia fatta da un parente di uno dei candidati più votati tra quelli nelle liste che sostengono Tommaso Acler al presidente del Consorzio dei commercianti di Levico Efrem Filippi. Una minaccia chiara e diretta: ''Se non vince la nostra parte non arriveranno i contributi dalla Provincia'' (QUI ARTICOLO).

 

Il tutto a pochi giorni dal ballottaggio che vede giocarsi la carica di sindaco proprio Tommaso Alcer e Gianni Beretta. E anche alla luce di quanto accaduto in questi giorni (si va dal messaggio audio inviato dal candidato sindaco Acler a un candidato di un'altra lista dove lo invitava a far bene i suoi calcoli perché avendo un'attività in caso di sua vittoria lui sarebbe stato buono ma gli altri chissà; per arrivare alla delibera decisa dal commissario straordinario a mezzora dal termine del suo mandato per dare il via libera alla costruzione di un'area commerciale in riva al Lago su terreni anche della famiglia dello stesso Acler) il Partito democratico di Levico ha scelto di sostenere la candidatura di Gianni Beretta (''sul piano politico - comunicano - la coalizione di destra, con la forte presenza della Lega per Salvini, è totalmente incompatibile con la nostra storia, i nostri valori, i nostri ideali e il nostro linguaggio. Sul piano programmatico, rispetto a scelte fondamentali, il nostro programma è più in sintonia con la coalizione civica).

 

Filippi all'indomani delle minacce avvenute direttamente nel suo negozio ha scritto una lettera al presidente Fugatti e ai due candidati sindaci. ''Mi auguro - commenta al riguardo l'altro ex assessore provinciale, Luca Zeni - che il presidente della Provincia Fugatti intervenga subito (anche se al momento dalla Pat nessuno ha preso le distanze da quanto avvenuto ndr) perché è inammissibile che vengano messi in discussione i rapporti istituzionali che dovrebbero intercorrere tra Comuni e Provincia. Questi rapporti non sono arbitrari ma sono regolati da leggi e norme. Siamo ancora in uno stato di diritto, voglio sperare, ma certo questi atteggiamenti sono figli di un comportamento che parte dall'alto. Vi è un approccio alla politica intesa meramente come controllo del potere e il tutto viene gestito con grande arroganza. Non c'è rispetto per i rapporti istituzionali e c'è scarso rispetto per le istituzioni democratiche. Io mi auguro che questo signore abbia millantato e che non ci sia nessun avallo da parte della politica sia locale che provinciale verso certi, gravissimi, tipi di comportamento''.

 

 

''Ciò che è avvenuto a Levico - aggiunge Olivi - e che con riguardo alle recenti elezioni comunali non pare essere caso isolato, non ha nulla a che vedere con il diritto di governare, e rappresenta anzi un'aberrazione dell’idea di governo che colpisce e offende in prima istanza proprio chi oggi ai vertici delle nostre istituzioni siede. Il fatto, noto, che sul territorio provinciale si muovano in questi giorni figuri di terzo e quart’ordine che, paventando ripercussioni, raccomandano di votare per i candidati “in linea” con l’attuale maggioranza, costituisce un atto di straordinaria gravità. Come sa bene il presidente Fugatti, che sono certo essere del tutto estraneo da una simile condotta, governare non significa dividere in due la comunità, scavando un solco tra chi può ora passare all’incasso e chi invece deve rinunciare anche solo a pensare di avere soddisfazione per le proprie intraprese e per il proprio lavoro. Governare significa avere la possibilità di giudicare il merito e la responsabilità di scegliere di conseguenza, creando ponti e connessioni tra una comunità e le prospettive che sempre interamente la riguardano''.

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