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Caso Diciotti, Tonini attacca Fraccaro: ''Ha preferito difendere Salvini dal processo'', la difesa di Marini: ''Il Pd ha fatto di peggio''

Botta e risposta tra Partito democratico e Movimento 5 stelle dopo la consultazione online e il risultato a non autorizzare a procedere contro Matteo Salvini. Una decisione poi resa ufficiale dalla giunta per le immunità del Senato. Anche se deluso dalla consultazione online, il pentastellato difende il ministro: "Tonini proprio a Roma ha fatto peggio"

Di Luca Andreazza - 20 febbraio 2019 - 19:05

TRENTO. Botta e risposta tra Partito democratico e Movimento 5 stelle dopo la consultazione online e il risultato a non autorizzare a procedere contro Matteo Salvini (Qui articolo). Una decisione poi resa ufficiale dalla giunta per le immunità del Senato: respinta la richiesta del tribunale di Catania contro il vice premier leghista per il caso della nave Diciotti.

 

Un provvedimento preso a maggioranza: 16 voti contro il processo e 6 a favore. Tra i "No" all'autorizzazione anche quello, scontato dopo la consultazione, del ministro Riccardo Fraccaro. "Il Movimento 5 stelle - dice Giorgio Tonini, consigliere provinciale del Pd - si è espresso: il ritardo dello sbarco dei migranti dalla Diciotti è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato. Il suo è un voto legittimo, previsto dalla Costituzione e lecito negli intenti. Manifesta però una scelta che politicamente non apprezzo e non condivido. Sono infatti convinto che le accuse a carico di Salvini siano gravi sia sotto un profilo giuridico che sotto un profilo umanitario".

 

 

I numeri non tradiscono la giunta per i pentastellati che restano compatti: 6 voti pro Salvini. A questi si aggiungono quelli di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Autonomie. Sì al processo invece da Pd (4 esponenti), Pietro Grasso (Leu) e Gregorio De Falco (Misto).

 

"Le imputazioni di sequestro di persona e arresto illegale - aggiunge Tonini - derivano dalla scelta di trattenere persone inermi e stremate in una situazione al limite della sopportabilità, una decisione nella quale davvero fatico a intravedere anche solo un briciolo della ragion di stato che Fraccaro adotta come giustificazione. In passato, ricordo l’onorevole estremamente reattivo nell’invocare si lasciasse mano libera agli inquirenti contro questo o quel politico. Registro che questa volta ha preferito difendere Salvini dal processo".

 

Arriva nel giro di poche ore la difesa da parte di Alex Marini, anche se è tra i delusi della votazione online (Qui articolo). "Da che pulpito arriva la predica, si direbbe. È bene ricordare a Tonini - commenta il consigliere provinciale del Movimento 5 stelle - che noi abbiamo sempre votato 'No' a chi, dopo aver commesso un reato, usava la carica politica come scudo. Il Pd ha invece salvato dell’arresto diversi parlamentari garantendo impunità e non è nella condizione di dare lezioni".

 

E il pentastellato riporta alcuni casi. "Nelle ultime legislature - aggiunge Marini - il Pd ha votato a favore dell’immunità parlamentare a favore di Antonio Azzolini, Domenico De Siano e Alberto Tedesco. Questo solo per fare alcuni nomi. E Tonini era a palazzo Madama quando il suo partito votava 'No' all’arresto, per giunta coperto dal voto segreto".

 

Il consigliere provinciale del Movimento 5 stelle mette in luce la metodologia che ha portato alla decisione romana. "Abbiamo svolto una votazione online tra gli attivisti - conclude Marini - che hanno ribadito come il ministro Salvini abbia portato avanti una linea decisa collegialmente, compiendo un atto nell’esercizio delle proprie funzioni che rientra nella linea del governo: quella di affermare un principio di solidarietà a livello europeo. Il Pd invece è campione di immunità e ha sempre pensato a salvare i propri sodali per meri interessi di bottega: Tonini avrebbe fatto meglio a tacere".

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