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Critica la Giunta e allora al dirigente sanitario arriva la diffida: "E' un atto intimidatorio, una censura politica"

Il responsabile del Centro salute mentale di Rovereto Roberto Pergher è stato diffidato con una lettera dell'avvocatura della Provincia a non esprimere più opinioni sulla gestione della sanità da parte della Giunta leghista. Protagonista di un botta e risposta con l'assessora Segnana, lo psichiatra ribadisce: "Sta nell'ambiguità del mio ruolo dirigenziale di dire la mia sul tema"

Di Davide Leveghi - 20 novembre 2019 - 19:22

TRENTO. “Onestamente non capisco perché abbiano aspettato tre mesi per ammonirmi a non esprimere opinioni politiche. La mia è una posizione necessariamente ambigua, essendo quella di un dirigente dell'Azienda sanitaria, ma questa mi pare una censura, un tentativo intimidatorio al fine di non farmi esprimere il pensiero su temi di cui sono competente”. Risponde così lo psichiatra Roberto Pergher, responsabile del Centro salute mentale di Rovereto, a seguito del recapito di una diffida da parte dell'avvocatura della Provincia.

 

Le posizioni critiche espresse sulla gestione della sanità da parte di una Giunta presentatasi alle elezioni come decisa innovatrice del settore gli sono valse un avvertimento a lasciare da parte la politica. Un invito che Pergher, in virtù proprio delle sue competenze sul tema, fatica ad accettare. “Il mio datore di lavoro – tiene a specificare – è l'Apss, è bene distinguere i due campi, quello disciplinare da quello politico. Le mie sono state critiche rivolte alla politica e pertanto la valutazione fatta in seno alla Pat è stata a sua volta di tipo politico, una censura politica che mai avevo subito in precedenza”.

 

Il preludio di questa situazione va ritrovato a cavallo tra aprile e maggio. Lo psichiatra Pergher, dirigente dell'Azienda sanitaria e candidato non eletto con Forza Italia – quindi con la coalizione che avrebbe vinto le elezioni – stigmatizza la gestione della sanità da parte della Giunta leghista imputandole “pochezza”, “mancanza di prospettiva” e “incapacità di operare proposte”. Le aggregazioni funzionali, gli ammiccamenti all'anti-scienza no-vax e la facile demagogia sui malati psichiatrici, la palese continuità con la gestione precedente (in particolare nel campo di competenza dello stesso Pergher) ma soprattutto l'assenza di una visione di sistema vengono imputate a chi, nel corso della campagna elettorale, aveva promesso una netta svolta nel comparto sanità (qui l'articolo).

 

La risposta dell'assessora alla salute Stefania Segnana non si fa attendere. Le critiche di Pergher, risponde piccata, non sono altro che una ripicca per la mancata selezione a direttore dell'Unità operativa di psichiatria di Trento. Pertanto sono accuse scaturite da motivi personali – l'assessora ci tiene a sottolineare, non senza malizia, il numero di voti ottenuti alle elezioni (qui l'articolo).

 

“Mi si accusa di aver avuto motivazioni personali – ribadisce Pergher – ma il livello della mia critica era ben diverso. È evidente che fossi contrariato ma fa parte delle mie competenze entrare nel merito della gestione politica della sanità, sta nell'ambiguità della mia posizione di dirigente. Ho detto cose che dicevo da sempre e la risposta di Segnana è stata nuovamente insufficiente”.

 

La polemica nondimeno continua. Sia sul piano tecnico, con le critiche agli Ufe (Utenti familiari esperti), considerati un modello anti-scientifico (qui l'articolo) , sia su quello politico, con ulteriori e aspre parole rilasciate all'agenzia Opinione. “Fugatti non sa distinguere uno psichiatra da uno psicologo”, “la sua ancella Segnana contratta il potere con i funzionari della dinastia precedente”, le questioni sanitarie sono “sconosciute o ignorate” dalla Giunta leghista.

 

Valutazioni sferzanti che parevano però essere cadute nel nulla, almeno fino ai primi di novembre, quando allo psichiatra viene recapitata una diffida a firma dell'avvocatura della Provincia. Il contenuto è chiaro: il dirigente Pergher si astenga da future illazioni sulla gestione sanitaria dell'attuale Giunta e dell'assessora di competenza.

 

Finora questa Giunta pare aver sviluppato poco gli slogan della campagna elettorale – rincara la dose Pergher – non si capisce quale sarà la politica sanitaria in futuro. Questa infatti non si fa a slogan ma con una visione. In un momento di contrazione delle risorse come questo forse bisogna pensare a come allocarle bene, a pianificare dei modelli di ristrutturazione virtuosa, come ad esempio una maggiore decentralizzazione”.

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