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Dopo Fugatti arriva Dalzocchio: ''Gli anziani erano costretti ad accettare i richiedenti asilo nelle Rsa in nome del buonismo''

La capogruppo in consiglio provinciale della Lega tenta di difendere il presidente della Pat dopo le dichiarazioni di Pinzolo: ''Sia perché molti anziani son soliti esprimersi in dialetto sia perché questi sono i desideri dei loro stessi familiari, si trovano più a loro agio con operatori italiani o quanto meno residenti in Trentino da tempo''. Il Pd: ''Evidente che non sapendo cosa dire non sa nemmeno come dirlo''

Di Luca Pianesi - 04 settembre 2019 - 06:01

TRENTO. Anziani ''costretti'' a dialogare con i richiedenti asilo che (da volontari) si sono offerti di andare nelle case di riposo per provare a parlare e condividere qualche esperienza con qualcuno; un ''clima di paura'' che da anni si respirerebbe, non si sa bene dove e non si sa bene perché; i nonni e le nonne che parlando in dialetto preferirebbero ''operatori italiani o quanto meno residenti in Trentino da tempo''.

 

Pezo el tacòn del buso diceva qualcuno: pare proprio che la capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio sia riuscita nell'impresa di rendere ancor meno digeribile la pessima uscita del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che a Pinzolo aveva esordito nel suo comizio davanti ai militanti leghisti e a Salvini spiegando che una fantomatica signora lo avrebbe ringraziato perché da quando c'è lui non ci sarebbero più i richiedenti asilo nelle case di riposo a fare compagnia agli anziani.

 

''Parole che fanno solo tristezza sia dal punto di vista istituzionale che umano'', ha commentato l'ex presidente della Pat Ugo Rossi (che ha anche depositato un'interrogazione sull'argomento in Aula) mentre Piergiorgio Cattani, il presidente di Futura, affetto da una grave disabilità, ha spiegato che non tutti possono permettersi il lusso di essere razzisti (QUI ARTICOLO) e certe affermazioni sono pura propaganda, deleteria per la società. Dalzocchio, però, è riuscita a mettere la freccia e superare il suo presidente a destra e a tutta velocità. 

 

Il suo comunicato lo pubblichiamo integralmente qui sotto (della serie ai posteri l'ardua sentenza). Questo il commento del Gruppo consigliare del Partito democratico del Trentino al riguardo: ''Dalla nota della consigliera Dalzocchio, che considera “attenzione alle necessità dei nostri anziani” la scelta di proibire che a far loro compagnia siano persone richiedenti asilo, risulta evidente che, non sapendo cosa dire, non sa nemmeno come dirlo. D’altra parte, non è semplice riuscire a commentare positivamente la dichiarazione di un presidente che si vanta pubblicamente d’aver fatto in modo che i richiedenti asilo ospitati nel proprio territorio non possano più andare a fare compagnia agli anziani nelle case di riposo''.

 

''Cosa c’è di positivo in una simile scelta? - scrive il Pd - E chi sarebbe a beneficiarne? La sensazione è che, ancora una volta, l’ansia da prestazione per la presenza del sempre più acciaccato “Capitano”, abbia fatto smarrire il buon senso anche a Fugatti, tanto da indurlo a gonfiarsi il petto per una disposizione sulla quale, se confermata, avrebbe fatto meglio a stendere invece un velo pietoso. Nell’attesa, immaginiamo vana, di sapere quante lettere il presidente della Provincia abbia ricevuto, quanti cittadini abbia incontrato, quante strutture si siano a lui rivolte affinché intervenisse con tempestività contro l’insopportabile piaga dei richiedenti asilo che fanno compagnia agli anziani, ci piacerebbe conoscere, questo si carte alla mano, con quale atto formale abbia scongiurato il perdurare di un fenomeno così scelleratamente rivoluzionario come quello di due persone che si incontrano, per parlarsi, e tenersi compagnia''.

 

Ecco la nota della capogruppo del partito di maggioranza in Provincia Mara Dalzocchio

 

Pur nel rispetto che sempre si deve alle opinioni altrui, mi trovo costretta a dissentire dagli interventi – in perfetto stile politically correct – di quanti, commentando le recenti dichiarazioni del Presidente della Giunta provinciale Fugatti, hanno dichiarato di trovare «sconcertante» l’ipotesi che i richiedenti asilo possano non avere più il permesso di andare nelle case di riposo per tenere compagnia agli anziani.

 

Dissento per varie ragioni, a partire da quello che ritengo essere il nocciolo della questione, che non è l’idoneità o meno dei richiedenti asilo né la loro buona volontà – di cui nessuno, a priori, dubita -, bensì le necessità di ascoltare le richieste che ci sono pervenute da molti famigliari e da molti anziani ospiti in RSA che sono stati costretti, proprio in virtù di un buonismo che sta sempre più assumendo i toni di vero e proprio estremismo, ad accettare la presenza di richiedenti asilo e che si trovano nella condizione, senza in alcun modo essere razzisti, di non poter muovere alcuna critica poiché vittime di un clima di paura che è stato imposto negli anni. Ci sono infatti molti anziani i quali, sia per il fatto che son soliti esprimersi in dialetto sia perché questi sono i desideri dei loro stessi familiari, si trovano più a loro agio con operatori italiani o quanto meno residenti in Trentino da tempo.

 

Aggiungo, inoltre, che si sta parlando di settore pubblico: nessuno, quindi, impedisce ai privati di avvalersi dell’assistenza dei richiedenti asilo, ma è evidente che all’Amministrazione provinciale spetta il dovere di uno sguardo volto alla generalità dei casi e non alle singole situazioni. Soprattutto, ripeto, il Presidente Fugatti faceva – e fa – un ragionamento pensando agli anziani, categoria con esigenze differenti, per esempio, da quella più generale dei disabili.

 

Concludo auspicando un abbassamento dei toni che ritengo urgente, dal momento che è assurdo che ad ogni minimo passaggio, dichiarazione o sospiro della Giunta Fugatti vi sia da parte di alcuni – a mo’ di riflesso pavloviano – il continuo agitare gli spettri della xenofobia e del razzismo, cose che tutti condanniamo ma che nulla c’entrano con la volontà di far sì che agli anziani in casa di riposo venga offerto un servizio il più possibile all’altezza”,

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