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È Dorfmann l'unico europarlamentare eletto in regione: ''Affluenza in crescita, le persone hanno capito il pericolo sovranista''

Segnana: ''Gli elettori vogliono fidarsi, dobbiamo dar loro ragioni per farlo''. Suppletive, Marchiori smentisce le voci sulle quasi 9.000 schede bianche: ''Nessun ordine di astensione, gli elettori non si sono sentiti rappresentati''

Pubblicato il - 27 maggio 2019 - 17:46

TRENTO. Herbert Dorfmann è l'unico europarlamentare eletto in Europa in queste elezioni 2019. Per il candidato della Svp (supportata dal Patt, in collegamento con Forza Italia, Udc, Rete 22 Ottobre per l'Autonomia e Grande Nord) la legislatura che si apre ora è la terza a Bruxelles (qui articolo). Ha già dichiarato, prima del voto (qui articolo), di voler confluire ancora nel Ppe "per avere Weber alla presidenza della Commissione". Ora plaude all'aumento dell'affluenza ("Gli europei hanno capito che c'è in gioco il progetto europeo stesso") e promette di impegnarsi "per tutto il Trentino Alto Adige".

 

"Dopo decenni un aumento dell'affluenza alle urne del 10% è un dato importante - afferma Dorfmann che, dopo il termine dello spoglio, ha voluto fare una conferenza stampa a Bolzano e una a Trento - Gli europei hanno capito che c'è in gioco di qualcosa di più grande, che è in gioco il progetto europeo stesso, hanno capito il pericolo rappresentato dai sovranisti. Perciò l'affluenza ha superato il 50%".

 

Quindi l'analisi del voto, di un "successone annunciato per i sovranisti che non è avvenuto", di un voto che anche in Francia ha visto "Le Pen perdere voti". (e "Il dato del Regno Unito è dato dalla sua situazione particolare", spiega). "Rimane un centro moderato che come numeri rimane quello di prima" dichiara Dorfmann. Quindi l'auspicio: "Spero che i 73 deputati italiani, le forze italiane, convergano verso il centro moderato per non rimanere outsider".

 

Quindi l'elenco dei prossimi impegni (domani il vertice straordinario convocato per analizzare gli esiti del voto per il rinnovo dell'Europarlamento e il 2 luglio la prima riunione del parlamento in cui "si capiranno quali saranno le nuove maggioranze") e la speranza che tutti abbiano compreso la necessità di una "fase di riforme per l'Unione europea". "Qualche partito - aggiunge Dorfmann - ha fatto una campagna con argomenti importanti, quale quello del clima dei Verdi".

 

Il focus si sposta quindi sui voti raccolti da Svp ("Passati da 138.000 a oltre 141.000") e a livello personale da Dorfmann ("Da 94.000 a 100.000 preferenze personali") e sull'affluenza. "Tutte le forze erano rappresentate e la gente voleva scegliere, quindi ha votato" ha detto l'europarlamentare rimarcando il buon andamento dell'elezione a Bolzano. E in Trentino? "È chiaro che questa tornata elettorale non è confrontabile con quella di cinque anni fa. La Lega è forte; nel 2014 era forte il Pd. Il risultato 2014 in Trentino non era ripetibile, anche vista una campagna elettorale della Lega molto concentrata sui temi della politica nazionale. Tutto ciò considerato per me anche in Trentino abbiamo raggiunto un buon risultato. Mi impegnerò per tutta la regione, tutto il Trentino Alto Adige: sento l'incarico e voglio essere a disposizione per la politica del Trentino quando ce ne sarà bisogno in Europa".

 

Quindi l'accenno al risultato delle suppletive: "Non era facile spiegare alla gente che era opportuno fare un voto disgiunto".

 

Un tema, quello dell'elezione di due deputati in sostituzione alla camera di Fugatti e Zanotelli, su cui in queste ore girano diverse letture. Su tutte la voce per cui le quasi 9.000 schede bianche nel collegio di Trento sarebbero state un modo per il Patt "di provare a contarsi", una sorta di "ordine di scuderia" (qui articolo).

 

Sull'argomento torna, dalla stessa prospettiva di Dorfmann, anche il segretario del Patt trentino Simone Marchiori. "È difficile - afferma - far capire alle persone l'importanza di votare per il proprio partito e per le idee in cui si crede. Si immagini, ammesso che avessimo voluto, far passare l'idea di votare scheda bianca. Evidentemente una parte dell'elettorato non si è sentita rappresentata dalle idee in campo, questa penso che sia l'unica spiegazione. Noi, da parte nostra, ci siamo occupati delle elezioni europee e non abbiamo dato assolutamente alcuna indicazione sulle suppletive. Alcuni dei nostri erano più per uno che per l'altro, però sempre a titolo personale, c'era libertà di voto".

 

Prosegue: "In un'intervista mi avevano chiesto per chi avrei votato: avevo detto che votare è un diritto e un dovere, ma io avevo la fortuna di essere in un collegio dove non si votava, perciò me ne lavavo le mani in un certo senso. Questo però non vuol dire suggerire di non votare, ovviamente, ho detto a tutti che bisognava votare, ma che decidessero in coscienza".

 

Marchiori esclude anche una "conta": "Non penso si sia trattato di questo. Se gli elettori del Patt non si sono sentiti rappresentati e hanno deciso di votare scheda bianca, questo non lo so. Di sicuro non ci sono stati ordini di scuderia. Poi possiamo interrogarci sulla storia che ci sarebbe stata se fosse stato sposato il ragionamento che abbiamo fatto come Patt, ma con i se e con i ma non andiamo tanto lontani".

 

Una cosa è certa, secondo il segretario Patt: "Le europee e le suppletive sono state un referendum, hanno dato un parere sul governo Lega-Cinque stelle e penso che la Lega da questo punto di vista abbia passato l'esame. È inutile girarci intorno, l'elettorato trentino ha premiato soprattutto Matteo Salvini e i Cinque stelle sono arretrati. Questo è il dato politico, poi possiamo dare tutte le letture che vogliamo, ma di fatto penso che un'elezione nazionale sia stata caricata con questo tipo di messaggio. Il centrosinistra? Se guardiamo alcuni dati si può vedere una ripresa del centrosinistra, in realtà poi siamo nella stessa situazione di prima. Forse è il caso di pensare fuori dagli schemi".

 

Poi il ragionamento in vista delle comunali: "Per le comunali adesso faremo le nostre valutazioni, secondo me il Partito autonomista, come ha fatto per le europee e negli ultimi mesi, deve pensare a cosa vuole essere lui per primo e quindi a fare un ragionamento su se stesso e sulla visione di Trentino che si ha. E poi vedere chi condivide questo tipo di visione. Dopodiché, sia da una parte o sia dall'altra o sia un terzo polo vediamo. Certo che queste elezioni in questo momento non danno grande spazio a un terzo polo, perché oggettivamente il centro non esiste, però io su questo non mi esprimo. Vediamo andando avanti. Penso che si debba partire da adesso".

 

Il Patt potrà fare da ago della bilancia? "I dati vanno così. Comunque, bene o male, pur azzoppata dal discorso delle suppletive (avevamo un deficit di visibilità non essendoci la stella alpina sulle suppletive è ovvio che sulle suppletive dovevi dire: "Sulle suppletive vota quello che vuoi, ma sulle europee vota la stella alpina", non è un passaggio semplice) la percentuale presa dal Patt in città fa da ago della bilancia, ma presuppone sempre che il Patt vada o a destra o sinistra, ma non è che vogliamo andare a destra o a sinistra. Noi vogliamo costruire un percorso, poi se sbocca da qualche parte o trova dei supporter ben venga, ma noi non dobbiamo andare a cercare qualcuno o a inseguire gli altri, noi dobbiamo essere protagonisti di una linea politica" risponde Marchiori.

 

Infine a prendere la parola è la candidata trentina del Patt, Claudia Segnana, seconda in lista e soddisfatta del risultato portato dalla sua candidatura d'appoggio a Dorfmann (qui articolo). "Sono contenta per Herbert - dichiara - È fondamentale prendere queste elezioni come una ricarica per gli anni a venire, ma anche come monito per il futuro. Essendo un volto nuovo penso le persone abbiano voluto farlo sentire molto a me: ci hanno fatto capire che vogliono avere ancora fiducia in noi, ma che noi dobbiamo dare loro le ragioni per farlo. L'elezione di Dorfmann, poi, è la conferma che l'unione di semplicità e onestà pagano".

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