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“Congratulazioni a Dorfmann: ora ampi spazi per le regionali”. L'analisi del Bard sui risultati delle Europee

Il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti commenta i risultati delle elezioni europee: “È stata una non-campagna: non si è parlato di temi, ma solo di polemiche e di lotte partitiche all’interno delle coalizioni. Questo certo non avvicina gli elettori” 

Di Antonio Gheno - 11 giugno 2024 - 18:36

BELLUNO. “In un’elezione dove come sempre hanno vinto tutti, vogliamo fare le nostre congratulazioni ad Herbert Dorfmann, riconfermato al parlamento europeo”: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti apre il suo commento ai risultati delle elezioni europee.

 

Le europee.

 

La Svp ha sostanzialmente tenuto in provincia di Belluno rispetto alle elezioni del 2019: 3,9% oggi, 4,0% cinque anni fa. “È l’unico dato confortante, in uno scenario che ha visto crollare in provincia l’affluenza di oltre 10 punti percentuali”, continuano dal Bard. “Quando tutti i partiti nazionali avranno finito i loro festeggiamenti, sarà il caso che qualcuno si chieda per quale motivo cresce la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, anche in quelle realtà dove le elezioni amministrative avrebbero invece dovuto fare da traino”.

 

“È stata una campagna non-campagna: non si è parlato di temi, ma solo di polemiche e di lotte partitiche all’interno delle coalizioni. Questo certo non avvicina gli elettori”, il commento del movimento.

 

C’è poi la questione preferenze: Dorfmann porta a casa 1569 preferenze, che lo mettono al settimo posto a livello provinciale dietro i big della politica nazionale e regionale. “Purtroppo non è passato il messaggio dell’importanza dell’indicazione della preferenza: poco meno di un elettore su due ha scritto il nome di Dorfmann sulla scheda, cinque anni fa erano stati il 62%; se fosse stato mantenuto quel rapporto parleremmo di circa 2000 preferenze. Quel che importa è comunque aver raggiunto l'obiettivo di portare Dorfmann a rappresentarci ancora una volta in Europa”.

 

Le prospettive.

 

Il voto delle europee apre poi interessanti prospettive in vista dei prossimi confronti elettorali, e il Bard guarda già con interesse alle regionali 2025: “L’esito delle urne indica una forte estremizzazione del voto, trainato soprattutto dai leader e dalle candidature nazionali, che apre un interessante spiraglio per i moderati. Le regionali saranno tutto un altro tema, con candidati locali e collegi ripartiti su base provinciale: se non verrà introdotto il terzo mandato per i presidenti di regione, il prossimo anno in Veneto assisteremo ad una vera rivoluzione, che non potrà che passare anche per una realtà popolare, moderata e autonomista come queste regione e la nostra provincia sono sempre state. Da questo scenario di oggi bisogna partire per costruire un percorso credibile anche per il territorio bellunese nella corsa elettorale 2025”.

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