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Fuga M49, Dorigatti dell’Oipa: “Ora sciopero della fame”. Degasperi M5S: “Era già tutto previsto, a questo serviva l’ordinanza”

La notizia della fuga di M49 dal Casteller e il conseguente via libera all’abbattimento dato da Fugatti scatenano le polemiche, l’affondo degli animalisti: “L’incapacità della Provincia di Trento nella gestione dell’orso è diventata per M49 una sentenza di condanna a morte”. Durissimo l’intervento del Movimento 5 stelle Degasperi: “Per l’ennesima volta l’apparato della Pat ha mostrato all’Italia la sua inadeguatezza”

Di Tiziano Grottolo - 15 luglio 2019 - 14:15

TRENTO. È la notizia della giornata, M49, l’orso più ricercato del trentino, era stato catturato nella tarda serata di ieri a Porte di Rendena e condotto al Casteller. Era, perché il plantigrado è rimasto rinchiuso solo per un paio d’ore prima di riuscire a scavalcare le recinzioni elettrificate e darsi alla fuga.

 

Proprio in questo momento sulle sue tracce c’è la squadra ‘orso’ del personale forestale della Provincia che per rintracciare l’animale si sta servendo anche di alcuni segugi.  Adesso M49 si trova immerso in un ambiente molto più antropizzato e senza più il radiocollare che gli era stato rimosso appena arrivato nella struttura del Casteller. Ora però l’ordine è cambiato: Fugatti ha dato il via libera all’abbattimento.

 

Come c’era da immaginarsi le reazioni sia del mondo animalista che di quello politico non si sono fatte attendere.

 

La delegata dell’Oipa di Trento Ornella Dorigatti ha annunciato che inizierà uno sciopero della fame contro l’abbattimento di M49: “Lo hanno fatto apposta – denuncia l’esponente di Oipa – i metodi di questa amministrazione sono sconvolgenti, sembra di essere in una dittatura, mi appello al ministro Costa affinché intervenga”.

 

Dello stesso avviso anche la Lav che in un comunicato scrive: “L’incapacità di gestire l’orso è semmai una responsabilità della Provincia di Trento, sin qui fallimentare nel garantirne la convivenza con le popolazioni, nonché la detenzione nella struttura dove pure l’animale era stato portato, con tanto di rimozione del radiocollare, unico sistema di localizzazione e identificazione certa dell’animale. Questa incapacità è diventata, come da copione, una sentenza di condanna a morte”.

 

Dura anche la reazione del consigliere pentastellato Alex Marini: “Le notizie che stanno circolando in queste ore sulla fuga di M49 dal recinto del Casteller hanno dell'incredibile – commenta Marini – non si capisce come l'orso, una volta catturato, abbia prontamente potuto ‘evadere’ e darsi nuovamente alla macchia, evento mai accaduto prima nella storia di questa struttura e che desta più di una perplessità”.

 

Marini ha poi invitato Fugatti a riferire in aula: “Se come pare l'orso verrà abbattuto ci troveremo di fronte ad un caso ancora più grave di quello verificatosi per Daniza – attacca il consigliere – lo stupefacente sviluppo di queste ore lascia francamente esterrefatti e pieni di dubbi, per cui si renderà necessario un chiarimento approfondito della questione in tutte le sedi opportune”.

 

Secondo il consigliere del M5S sul tavolo delle spiegazioni ci sono due possibili ipotesi: “Non necessariamente in contrasto fra loro, o le recinzioni del Casteller sono inadeguate a svolgere il loro compito e fino ad ora nessuno se ne era reso conto, oppure da qualche parte c'è stato un errore umano, in ogni caso – conclude Marini – ci sono delle responsabilità che vanno evidenziate”.

 

Ancora più duro se possibile l’intervento del consigliere Filippo Degasperi che pubblichiamo integralmente:

 

“Per l’ennesima volta l’apparato della Provincia autonoma di Trento ha mostrato all’Italia la sua inadeguatezza. D’altronde quello che ci riportano le cronache era l’esito che i nuovi padroni del Trentino cercavano da tempo. Mancando del coraggio per assumere da soli le iniziative sbandierate in campagna elettorale avevano bisogno di una serie di sponde create ad arte.

 

Come prima cosa si è scelto un bersaglio, M49, e per mesi si è deliberatamente evitato di adottare le misure di prevenzione e di dissuasione necessarie per contenerlo. Poi si è aizzata la folla che, come da manuale, si è prestata a fungere da coreografia alla messinscena orchestrata dai registi di Piazza Dante. Nel più rigoroso silenzio e senza alcuna trasparenza si è poi proceduto a catturare il bersaglio. Sempre nell’opacità totale si è poi andati a raccontare ai trentini creduloni che l’orso cattivo, dannoso, pericoloso ecc. era addirittura riuscito a fuggire. E quindi via libera alle carabine.

 

Esattamente quello che si voleva fin dall’inizio. Incapaci di gestire i grandi carnivori in Trentino l’unica soluzione è sparare da sempre. D’altronde, non a caso, i nuovi padroni hanno confermato in toto la schiera di burocrati e tecnici che negli anni ha portato la situazione a questo punto. Per scatenare le guerre chi difetta di coraggio da sempre cerca il casus belli, necessario per sgravarsi di responsabilità attribuendola alla vittima.

 

A questo serviva l’ordinanza di cattura e a questo si è prestato chi quell’ordinanza ha sostenuto. A questo punto le dimissioni di chi si è occupato di M49 ad ogni livello, portandoci a questo vergognoso esito, sono il minimo sindacale. In attesa che chi di dovere si ravveda, inizi ad ascoltare il Ministro dell’Ambiente e interrompa subito la caccia grossa”.

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