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Lotta alla cimice asiatica, mentre il Trentino è fermo agli slogan, l'Emilia Romagna passa ai fatti: "Rilasci di vespa samurai in primavera''

Piazza Dante aveva annunciato urbi et orbi la scoperta della presenza dell'antagonista del flagello della frutticoltura italiana e chiesto a Roma pieni poteri ma nulla si è mosso. Intanto l'Emilia Romagna è già riuscita a stilare un cronoprogramma. I primi rilasci? A primavera, senza aspettare un anno come da timore iniziale

Di Luca Andreazza - 23 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. L'Emilia Romagna batte il Trentino. Agli slogan, gli altri rispondono con i fatti: la sperimentazione dei rilasci della vespa samurai, l'insetto nemico numero uno della cimice asiatica, viene portata avanti da Bologna.

 

E mentre in piazza Dante è calato il silenzio dopo aver annunciato urbi et orbi la scoperta della presenza dell'antagonista del flagello della frutticoltura italiana (Qui articolo), l'Emilia Romagna è già riuscita a stilare un cronoprogramma. I primi rilasci? A primavera, senza aspettare un anno come da timore iniziale. L'assessora Simona Castelli ha raggiunto un'intesa con il Ministero dell'ambiente. Non solo, la Regione ha stanziato 50 mila euro per accelerare la riproduzione dell'insetto.

 

La vespa samurai parassitizza le uova della cimice asiatica e interrompe così la catena riproduttiva: questo solo se l'insetto antagonista è nato all'interno di un uovo di cimice. Ecco perché si devono produrre le vespe samurai in laboratorio.

 

Un procedimento molto complesso: dove aver raccolto le cimici asiatiche, queste sono portate in luoghi in cui la temperatura viene abbassata per simulare le condizioni invernali e indurre l'insetto alla deposizione delle uova. A questo punto entra in azione la vespa samurai, che si riproduce nelle uova della cimice. In questo modo si ottiene la popolazione di insetto antagonista da poter rilasciare. Si studia anche la mappa di rilascio per capire dove e come intervenire. 

 

La strategia dell'Emilia Romagna è chiara e delineata: raddoppiate le risorse a disposizione per il credito agevolato, tre milioni di euro, per stipulare mutui sul prestito di conduzione, mentre si dovrebbe aprire un nuovo bando per l'acquisto delle reti di protezioni. In Trentino la certezza sono i 130 mila euro stanziati dalla Provincia per le camere di quarantena.

 

E' poi in corso un pressing politico a Roma, ma anche a Bruxelles. L'impegno del governo è quello di inserire nella manovra di bilancio nazionale circa 80 milioni di euro per contrastare la cimice asiatica, mentre a fine mese si dovrebbe raggiungere l'accordo con l'Abi per sospendere le scadenze bancarie di quelle imprese duramente colpite dalla cimice asiatica, equiparata quindi a una vera e propria calamità.

 

Qui invece si è fatto un gran parlare della scoperta della vespa samurai in Trentino. La Provincia ha "alzato la voce", ha mostrato spinta e carattere. Come spesso accade tra le mura di piazza Dante. L'assessora Giulia Zanotelli aveva spiegato che si agiva su un doppio binario. 

 

A livello politico, la Provincia si era già mossa con le altre Regioni della commissione agricoltura: scritto al ministero per evidenziare la gravità del problema, quanto già messo in campo fino ad oggi e chiedere un incontro urgente. Come assessorato era stata inviata ai ministeri interessati i risultati delle ricerche effettuate dalla Fondazione Mach e la richiesta, da parte della giunta provinciale, che sia la stessa Fondazione, vista la realizzazione delle camere di quarantena, ad occuparsi della sperimentazione sui parassitoidi antagonisti, una volta ottenuto il permesso dagli enti preposti.

 

A livello tecnico-scientifico, era stato detto, si puntava forte con il presidente della Fondazione Mach, Andrea Segrè, che siede al tavolo tecnico proprio di Ispra. La Fem è riconosciuta e stimata a livello nazionale, ma forse non è bastato. In Trentino ci saranno evidentemente alcune sperimentazioni, ma sembra che il Trentino vada a traino dell'Emilia Romagna.

 

E dopo il silenzio in materia Drosophila suzukii, ora potrebbe uscire dai radar anche la cimice asiatica. E mentre in Trentino si va avanti a slogan altrove, per fortuna, rispondono con i fatti.

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