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Manifesto contro violenza assistita, Maschio: "Non demonizziamo i padri". Non una di meno: "Equiparare condizione femminile e maschile significa negare la realtà"

Il consigliere pentastellato non ci sta: il manifesto va cambiato perché manda un messaggio sbagliato. "Non va inculcato nella testa dei bambini che il papà è un orco". Non si è fatta attendere la reazione di Non una di meno-Trento: "Per contrastare ogni discriminazione e fenomeno oppressivo dobbiamo guardare alla sua radice e non annacquare tutte le situazioni in riferimenti generici privi di contesto"

Di Arianna Viesi - 22 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. Alla vigilia delle celebrazioni per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, una bagarre agita gli scranni di Palazzo Geremia. E non si è fatta attendere la reazione indignata di Non una di meno-Trento. Oggetto del contendere: il manifesto della campagna contro la violenza assistita. Si parla di violenza assistita quando la violenza si consuma in famiglia, alla presenza di minori. 

 

Già a febbraio il consigliere comunale pentastellato, Andrea Maschio, aveva presentato un'interrogazione per modificare il manifesto della campagna. "La campagna, infatti, lancia un messaggio sbagliato. Il problema, gravissimo, della violenza di genere è fuori discussione. Ma qui si parla di un'altra cosa. Bisogna separare la violenza sulle donne dalla violenza assistita, la cosiddetta violenza endo-familiare".  Nel manifesto una bambina e un bambino si tengono per mano. Sullo sfondo le sagome dei genitori che discutono animatamente. E poi l'ammonizione: "La violenza assistita è violenza. In Trentino oltre 550 bambini assistono a violenze nei confronti della propria mamma". Una scelta, questa, profondamente sbagliata secondo Maschio. "Quando si parla di violenza assistita, si parla, anche a livello nazionale, di 'vittime' senza specificarne il genere. Il bambino, infatti, assiste a violenze, fisiche e psicologiche, nei due sensi. Gestire questa campagna facendo passare il messaggio che la mamma è una vittima e il papà è un orco è sbagliato. E' fondamentale essere molto chiari su questo".

 

"La violenza non ha genere - continua Maschio -. In questo modo, invece, si assiste alla demonizzazione del padre, l’apriorismo e il pregiudizio che il maschio sia l’unica fonte da cui provengono le violenze. E questo non fa per nulla bene alla lotta al femminicidio e alla violenza sulla donna. Esistono, certamente e purtroppo, casi di condotte con forme di violenza perpetrate dall’uomo sulla donna fino a quella più dissennata e folle del femminicidio. Le due cose vanno trattate separatamente. Non va inculcato nella testa dei bambini che il papà è un orco".

 

"Esistono - continua - molti papà vittime di violenze psicologiche, ma anche fisiche, che non denunciano. Esiste un mondo sommerso, di denunce non presentate. Al netto del fatto che la violenza sulle donne è un problema reale che va contrastato con ogni mezzo e ogni forza, credo che oggi all'uomo venga fatto pagare lo scotto di quello che ha fatto alla donna nei secoli passati. Oggi, purtroppo, la situazione deve ancora migliorare".

 

Secondo Maschio si tratta, sostanzialmente, di una strumentalizzazione e banalizzazione della questione "in un periodo in cui le derive sembrano pericolose ed è fondamentale il rispetto dei diritti di tutti, di tutte le razze, di tutti i colori e di tutti i generi". Maschio ha incassato il sostegno e il plauso dell'assessore con delega per le politiche sociali, familiari ed abitative Mariachiara Franzoia: "Ringrazio Maschio perché ha colto subito, e non è da tutti, che questa campagna coglieva un aspetto che era parziale. E' vero che questa campagna coglie un solo aspetto e spesso può dare messaggi fuorvianti. Come è arrivata dalla provincia la abbiamo esposta ma dopo la sua interrogazione ci siamo interrogati noi stessi sul da farsi proprio perché coglie solo un aspetto, pur predominante. Sappiamo che le violenze tuttavia sono trasversali ai generi e alle generazioni come lei ha ricordato". 

 

Nonostante la battaglia portata avanti da Maschio, il manifesto è ancora esposto in alcuni uffici comunali. E' di ieri, dunque, una nuova interrogazione presentata dal consigliere a sindaco e giunta per "chiedere resoconto scritto alla provincia di quali principi internazionali prevedano di utilizzare un grave fenomeno di violenza per delegittimare così scorrettamente l’intera categoria dei papà".

 

Non si è fatta attendere la reazione di Non una di meno-Trento che in un lungo post su Facebook ha espresso preoccupazione, e rammarico, per questa vicenda. "Noi invece ribadiamo che la violenza ha genere ed è di genere e che parole come quelle del consigliere pentastellato sono gravissime in un paese in cui i femminicidi (nel 2018 sono state 142 le donne uccise [+0,7%], 119 in famiglia [+6,3%], 94 nei primi dieci mesi di quest'anno), le denunce per violenza sessuale (+5,4%), stalking (+4,4%) e maltrattamenti in famiglia (+11,7% nel 2018) sono in aumento".

 

"Non chiamare le cose con il loro nome - continua la nota - non significa aver risolto questi problemi sociali, ma negare le nostre esistenze: i dati però ci sono, e sono allarmanti. La violenza maschile contro le donne è un fatto tangibile, incontrovertibile e ugualmente lo è che la violenza assistita si innesti su questa dinamica fortemente caratterizzata dal genere. Negare questa componente ed equiparare le condizione femminile e maschile in questo contesto significa, nuovamente, sminuire il dolore e la fatica di tutte quelle donne che a fatica riescono a farsi sentire e che devono lottare per essere riconosciute. Significa negare la violenza come fattore iscritto in una cultura patriarcale e pervasiva".

 

"Per contrastare effettivamente ogni discriminazione e fenomeno oppressivo dobbiamo guardare alla sua radice e non annacquare tutte le situazioni in riferimenti generici privi di contestoQuesto non vuol dire negare la complessità delle situazioni di discriminazioni e violenza, ma al contrario, articolarla. La violenza maschile sulle donne e la violenza di genere sono fenomeni strutturali: per contrastarli non abbiamo bisogno di politiche che si vantino di una vuota neutralità, ma di discorsi che si incardinino proprio sulla costruzione del genere", conclude Non una di meno-Trento.

 

Maschio, però, non ci sta e ribatte: "Questo discorso è inaccettabile. Non una di meno parla per dogmi e paradigmi. Mi sono sempre battuto per contrastare violenza di genere e discriminazioni. Ma, qui, si sta parlando di altro".

 

Il manifesto incriminato rimane ancora in circolazione, quindi. Come si suol dire, ai posteri l'ardua sentenza. 

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