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Oltre 12 milioni al turismo, Dallapiccola a Failoni: ''Davvero un bravo ragioniere: si prende meriti che non sono suoi''

Nei giorni scorsi è arrivato l'annuncio della Provincia: la concessione degli anticipi del 50% dei finanziamenti del 2018 per 12,8 milioni di euro. Dallapiccola: "E' riuscito a banalizzare tutto, quando ha fatto solo un suo dovere: restituire i soldi ai territori. Mi sarei aspettato maggior cautela nelle affermazioni da un albergatore"

Di Luca Andreazza - 04 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. "Davvero un grande sforzo quello dell'assessore Roberto Failoni: si è limitato a firmare una delibera già pronta per sbandierare un grande risultato. Si tratta di un'operazione che restituisce ai territori quanto spetta: sono risorse raccolte dalle diverse comunità", queste le parole di Michele Dallapiccola nel commentare il provvedimento del neo titolare al turismo.

 

Nei giorni scorsi è arrivato l'annuncio della Provincia: la concessione degli anticipi del 50% dei finanziamenti del 2018. "Una manovra necessaria - spiega Failoni - per permettere alle Aziende per il turismo e alle Pro loco di partire con la programmazione delle attività di promozione per il 2019. E' stata una precisa richiesta che abbiamo ricevuto nei diversi incontri sui territorio".

 

E così via libera alla pioggia di milioni: 12,8 milioni di euro, 12,2 alle quattordici Apt e 556 mila euro destinati ai sei Consorzi Pro Loco. "Un'uscita a vuoto - dice Dallapiccola - forse nella foga uscire dall'impasse nel quale sembra piombato l'assessorato. Ma già l'anno scorso, l'amministrazione di centrosinistra aveva portato a termine la stessa operazione, senza però grandi annunci. E' inoltre un albergatore e mi saperei aspettato maggiore cautela".

 

L'ex assessore rivendica quel percorso in grado di portare all'ottimizzazione delle risorse nel settore turistico dopo la firma a Milano del patto di stabilità. "All'inizio del mio mandato - spiega il consigliere provinciale - mi sono trovato nella duplice difficoltà di vedere importanti finanziamenti tagliati e congelati tra blocco dei pagamenti, ma anche stanziamenti a stato avanzato".

 

Un'intesa del 2009 che impegnava fino al 2017 le Province di Trento e Bolzano, ma anche la Regione, a rinunciare in favore dello Stato, in un’ottica di solidarietà e responsabilità, ad oltre un miliardo di euro di risorse all’anno. Il Trentino lasciava a Roma 568 milioni, l'Alto Adige invece 518 milioni e la Regione i restanti 31 milioni di euro.

 

Non è un mistero che anche il settore turistico è rientrato tra i comparti "sacrificati" nel patto di stabilità: le Apt avrebbero dovuto rinunciare a qualcosa e infatti i finanziamenti sono passati da 20 a 14 milioni di euro. "Il primo passo - ricorda Dallapiccola - è stato quello di stringere un accordo con Cassa centrale per anticipare le risorse a interessi dello 0,1% e garantire il pieno funzionamento della macchina e quindi abbiamo iniziato a pianificare un intervento strutturale". 

 

E' qui che prende corpo l'idea della tassa di soggiorno, approvata dopo un lungo, a tratti duro, confronto con i territori. "Un piano innovativo e unico in Italia - aggiunge l'esponente del Patt - per diversi aspetti. Il più importante è che l'intero ricavato viene restituito al sistema delle Aziende per il turismo, senza dimenticare l'introduzione della Guest card: i turisti e il territorio hanno benefici diretti, concreti e percepibili di questa imposta. In questo modo siamo riusciti a garantire le risorse".

 

E se le prime stime, iper-prudenziali, indicavano un introito di circa 9 milioni, l'imposta di soggiorno nel 2018 è arrivata a 23 milioni, mentre per il 2019 garantirebbe circa 25 milioni da investire nel comparto per un totale di circa 40 milioni sul sistema turismo nella sua interezza. "L'assessore - sottolinea il consigliere - si è limitato a firmare una determina già pronta e scaturita inoltre da un processo costato fatica, riunioni e viaggi in Trentino, ma soprattutto tempo e lavoro da parte di chi quotidianamente raccoglie la tassa di soggiorno".

 

Insomma, questo provvedimento non sarebbe proprio una novità. "Non ha inventato nulla - conclude Dallapiccola - ha trovato tutto pronto e non ha nemmeno ringraziato chi nei fatti ha raccolto e poi messo a disposizione questi fondi, come i suoi colleghi albergatori, gli operatori del turismo oppure i dirigenti degli uffici provinciali che gli hanno permesso di fermare questa delibera come un perfetto ragioniere. E' riuscito a banalizzare tutto, quando ha fatto solo un suo dovere: restituire i soldi ai territori".

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