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Percorsi di genere nelle scuole, una polemica inutile: non parlano di sesso e non si rivolgono ai bambini. Ma Fugatti non lo capisce

Basterebbe leggere le delibere della giunta e le determine dei dirigenti per capire che i corsi 'incriminati' sono pensati per promuovere le pari opportunità e non la sessualità. Il target sono studenti di medie e superiori e il famoso libro 'gender' non c'entra nulla. Un caso montato ad arte, basato sul nulla

Di Donatello Baldo - 08 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. "Se fra gli argomenti trattati ci sono il bullismo, il rispetto reciproco, la violenza, ben venga - afferma il governatore Fugatti - ma se invece dovessimo trovare riferimenti alla sessualità dei bambini valuteremo il da farsi. Vogliamo evitare certi discorsi nelle scuole".

 

Un messaggio che il governatore ha affidato a Facebook e Twitter il 6 gennaio, a cui risponde un utente dei social con una domanda calzante e di buonsenso: "Non sarebbe il caso di informarsi prima di prendere un provvedimento invece che dopo?". Si sarebbe evitato il chiasso della polemica, l'isteria collettiva e il rischio di una figuraccia.

 

Il governatore, l'assessore all'Istruzione Bisesti, l'assessora alle Pari Opportunità Segnana avrebbero evitato anche la caccia smodata al fantasma del gender, avrebbero evitato di sospendere i Percorsi sulla relazione di genere che da anni si fanno nelle scuole senza scandali e senza alcun problema, avrebbero evitato di eccitare la bramosia inquisitoria del consigliere Claudio Cia.

 

Bastava informarsi prima, come saggiamente consigliato. Bastava leggere le delibere di giunta e le determinazioni dei dirigenti - come abbiamo fatto noi - per scoprire che di sessualità non si parla nel progetto, che il progetto nemmeno è rivolto a dei bambini ma agli studenti e alle studentesse della scuola secondaria di primo e di secondo grado, le medie e le superiori.

 

Per chi volesse approfondire, ecco il dettaglio dei percorsi che si fanno nelle scuole. Si scopre facilmente che di sesso non si parla e che i bambini non sono la platea a cui sono rivolti. C'è la formazione dei docenti (adulti) della scuola primaria e secondaria, c'è la formazione ai genitori (tutti maggiorenni) e ci sono i laboratori indirizzati a chi frequenta medie e superiori, adolescenti e non infanti.

 

Si è montata una polemica per niente, sulla base di chiacchiere infondate. Il famoso libro per bambini che parla di un extraterrestre asessuato? Un colossale granchio, perché il libro non è usato nei percorsi di cui ora si discute, non è mai stato adottato come testo di riferimento, mai. Anche perché il progetto non è rivolto a dei bambini, lo abbiamo detto. Il libro è stato letto in una scuola elementare all'interno di un percorso autonomo dell'istituto, che non c'entra con i Percorsi sulla relazione di genere oggetto della sospensione.

 

Ma la polemica ormai era partita, alla vigila di Capodanno, a pochi giorni dalla partenza dell'iniziativa. Tutto sospeso, anche il lavoro delle formatrici che già si erano organizzate con le scuole che liberamente avevano aderito alla formazione. Una formazione che è partita nel 2007, che via via ha avuto sempre più successo, che ha trovato la soddisfazione di insegnanti e genitori.

 

Tutto sospeso, in attesa di capire, di approfondire. E per capire e approfondire c'è stato ieri, 7 di gennaio, un incontro convocato ad hoc. C'era l'assessora Segnana, non c'era però il suo collega Bisesti, che forse più di tutti in giunta ha preso di petto la questione imponendo lo stop alla formazione programmata.

 

C'erano l'Ufficio Pari Opportunità e Iprase, loro conoscono perfettamente la questione e avranno detto senza dubbio che è tutto un fraintendimento, rispondendo ai dubbi di chi teme chissà cosa. Ma in questi casi l'isteria è difficile da contenere. E ancora ieri la titolare delle Pari Opportunità chiedeva ulteriori approfondimenti, ripetendo di nuovo la stessa frase di Fugatti: "Se si tratta di corsi di educazione al rispetto va bene, se si parla di sessualità e gender valuteremo il da farsi".

 

Niente, non c'è verso. Serviranno altri ulteriori approfondimenti, altre evidenze. Non basta dire che si tratta di pari opportunità e non di sessualità, che il target sono insegnanti, genitori, adolescenti e non bambini. Non serve nemmeno spiegare che la fantomatica teoria del gender non esiste. Ormai sembra impossibile poter trovare la ragione.

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