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Punti nascita, CasaPound attacca Fugatti: ''Chiara dipendenza alle direttive nazionali''

Nel mirino di CasaPound i proclami della Lega. Castaldini: "Dopo una campagna elettorale in Val di Fiemme e, dopo essersi esposto con la riapertura del punto nascite di Cavalese, forse il presidente si dimentica delle dichiarazioni fatte dai suoi assessori poco più di un mese fa"

Pubblicato il - 10 marzo 2019 - 18:45

TRENTO. "Le ultime dichiarazioni del presidente sui punti nascita ci lasciano perplessi e rammaricati", questo il commento di Filippo Castaldini, responsabile provinciale di CasaPound, che attacca Maurizio Fugatti: "Le parole lasciano intendere una chiara dipendenza alle direttive nazionali e in questo modo privano i trentini della libertà decisionale su un tema molto delicato e importante per il territorio".

 

Nel mirino di CasaPound i proclami della Lega. "Dopo una campagna elettorale in Val di Fiemme e, dopo essersi esposto con la riapertura del punto nascite di Cavalese - aggiunge - forse il presidente si dimentica delle dichiarazioni fatte dai suoi assessori poco più di un mese fa: Segnana esponeva l'intenzione di riaprire i punti nascita di Tione, Arco e Borgo (Qui articolo)".

 

Un concetto ribadito dall'assessora anche nel corso degli stati generali della montagna: "E' importante - spiega Segnana - mantenere quanto più possibile i servizi per la popolazione nelle zone periferiche e nei centri urbani. I percorsi di assistenza sanitaria hanno infatti valore equivalente in ogni parte del territorio provinciale. Per far fronte al fenomeno del calo delle nascite si guarda a rafforzare dove necessario l'accompagnamento della donna in fase prenatale e nel dopo nascita: fin dal momento in cui ogni donna pone pensiero a far nascer un figlio si senta sostenuta e accompagnata in tutto il percorso". 

 

Una richiesta, quella della riapertura del punto nascita di Arco, ribadita anche dalla Comunità Alto Garda e Ledro a fine mese scorso. Ma si registra un apparente stallo. Non è arrivata la specifica richiesta, ma il presidente ha spiegato che devono cambiare i criteri a Roma per avere la possibilità di riaprire.

 

"La riapertura dei punti nascita rimarrà una battaglia che continueremo a sostenere – conclude Castaldini – una battaglia combattuta da sindaci e cittadini, da tutti coloro i quali amano e conoscono le peculiarità del nostro Trentino. La speranza rimane che la giunta si dimostri sempre all’altezza delle esigenze del territorio". 

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