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Se un ''un bel 'taser' non fu mai scritto'' dalla consigliera che si vanta di non leggere (e dal marito attivista)

Katia Rossato negli scorsi giorni ha fatto un post contro il Comune che ha detto no all'introduzione della pistola elettrica a Trento. Il Taser però diventa Teaser (una pubblicità, un trailer) per la consigliera che non legge e il marito (l'attivista Demattè) compie lo stesso errore mentre ieri attaccava il Dolomiti per una presunta fake news collezionando l'ennesima figuraccia

Di Luca Pianesi - 21 gennaio 2019 - 12:57

TRENTO. Se ci si vanta pubblicamente che non si legge poi certe cose possono succedere. La battaglia politica della consigliera provinciale della Lega Katia Rossato continua tra un inciampo e l'altro.

 

Dopo la frase sui bambini italiani che non possono più andare al parco perché ci sono quelli stranieri (che ha fatto nascere la bellissima canzone l'Altalena che ora spopola e viene cantata anche fuori provincia) e la dichiarazione che lei non legge con tanto di spiegazione sul suo profilo Facebook («il “non leggo” è riferito ai libri nella forma classica che tutti conosciamo, ma periodici di economia e finanza che prediligo particolarmente, articoli interessanti, editoriali ed interviste, specialmente se del nostro #MatteoSalvini… non me li perdo mai!») pochi giorni fa la consigliera provinciale ha puntato l'attenzione sulla decisione del comune di Trento di dire ''no'' al taser, la pistola elettrica, anche nota come storditore elettrico o dissuasore elettrico.

 

Lo ha fatto con un post su Facebook con tanto di hashtag, sbagliando, però, la parola chiave e trasformandola da ''taser'' a ''teaser'' quindi in una pubblicità, in un trailer. Sulla rete si è scatenata una normale ilarità per la cosa resa ancor più comica dal fatto che lo stesso errore è stato compiuto anche dal marito della Rossato, il ''battagliero'' Daniele Demattè. Proprio colui che ieri si scagliava contro il Dolomiti sui social per aver riportato la notizia (ripresa in quelle ore anche dalla Rai e dal Secolo Trentino e oggi anche sul Trentino cartaceo, ma per lui l'avevamo data solo noi) che la targa delle foibe sparita da Largo Pigarelli si trovava nelle mani del Comune per manutenzione e non era stata rubata, come scriveva il suo consigliere provinciale di fiducia, Devid Moranduzzo su Facebook (QUI NOTIZIA).

 

Per l'ineffabile Demattè doveva essere una fake news la nostra e non contento ha deciso di collezionare l'ennesima figuraccia con questo post 

 

 

Sempre pronto a puntare il dito e a stigmatizzare il comportamento altrui, paladino delle dirette streaming e dei post sui social, con una sola frase è riuscito a fare una figuraccia a se stesso, a farla rifare a Moranduzzo ribadendo che ''ha denunciato il furto tramite Facebook'' (quando, tra l'altro, era stata CasaPound per prima a segnalare l'accaduto in maniera molto più pacata e intelligente del consigliere provinciale della Lega limitandosi a chiedere se fosse stata ritirata dal Comune o si fosse trattato di vandalismo) e a ribadire che alla fine della fiera ''arrivati a questo punto...meglio leggere Novella2000''.

 

Noi siamo d'accordo con lui anzi, gli consigliamo di leggere un po' di più (va bene anche Novella 2000) e di scrivere un po' di meno perché tra un ''Teaser'' e l'altro torna alla mente l'antico detto, rivisto in salsa trentina che: ''Un bel taser non fu mai scritto''.

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