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''I bambini stranieri occupano le nostre altalene'', le parole della nuova consigliera della Lega fanno il giro del web tra ironia e condanne

Le dichiarazioni, rilasciate al quotidiano l'Adige, sono state bollate dalla sociologa Barbara Poggio: "Mi viene in mente l'apartheid sudafricana". Rovereto Violenta organizza un presidio (come al solito in chiave ironica) "per allontanare i figli dei profughi" dal parco giochi dei giardini Italia

Di Donatello Baldo - 30 ottobre 2018 - 23:58

TRENTO. "Nel leggere l'intervista ad una delle consigliere neoelette per il consiglio provinciale di Trento, mi torna tristemente alla mente una foto scattata nel parco giochi di una città sudafricana alcuni decenni fa
Spero non me ne voglia - scrive Barbara Poggio, docente universitaria trentina - ma oltre ai periodici di economia e di finanza e alle interviste al segretario di partito, mi sentirei di suggerire alla consigliera la lettura di qualche libro di storia".

 

 

Il post su Facebook si riferisce a un'intervista pubblicata qualche giorno fa dal giornale L'Adige alla consigliera provinciale Katia Rossato fresca di nomina. Rispondendo alle domande rilasciate ad Andrea Bergamo se la prende con le famiglie di profughi che "si piazzano al parco, utilizzano tutte le panchine e i bambini rimangono seduti sui giochi". Insomma, cosa inammissibile perché questi stranieri "si sono appropriati dei nostri spazi". 

 

Parole che hanno fatto il giro della rete, commentate da moltissime persone che sono rimaste sbigottite. "Ma chi è questa?". Questa è la consigliera provinciale eletta con la Lega con 1206 preferenze. "1206 grazie a chi l'ha votata... Che vergogna...Povero Trentino, poveri noi", scrive con amara ironia Chiara Dossi.

 

Ma torniamo al post di Barbara Poggio, che oltre a ricordare l'apartheid sudafricana si permette di consigliare alla neo-consigliera la lettura di qualche libro di storia. Questo perché nell'intervista Katia Rossato diceva di non leggere mai nessun libro. "Ultimo libro letto? Non leggo", ha risposto al giornalista.

 

Una dichiarazione, questa, che la nostra ha poi corretto quando orgogliosa ha postato l'intervista sulla sua pagina Facebook: "Ecco la mia prima intervista rilasciata al giornale L'Adige - ha scritto emozionata sul suo profilo - che ringrazio". Ma specifica: "Il 'non leggo' era riferito ai libri nella forma classica che tutti conosciamo, ma periodici di economia e finanza che prediligo particolarmente, articoli interessanti, editoriali ed interviste, specialmente del nostro Matteo Salvini - scrive taggando 'il capitano' - non me li perdo mai!" 

 

C'è chi si è interrogato su quella forma classica del libro, ipotizzando che al parallelepipedo la nuova consigliera preferisca la forma del cilindro della sfera o del famoso libro a forma di dodecaedro. C'è chi ha commentato duramente le parole della consigliera, accusandola di razzismo.

 

Oltre allo sdegno di molti, anche l'ironia di Rovereto Violenta: "Le dichiarazioni della neo eletta al consiglio provinciale di Trento ci hanno aperto gli occhi su un grave problema che affligge la nostra società, la nostra cultura e le nostre forti radici italiche. L’invasione, da parte dei figli dei profughi, dei nostri parchi giochi sembra ormai inarrestabile".

"I nostri figli - scrive la pagina Facebook del gruppo - sono costretti a guardarli mentre colonializzano le nostre altalene e occupano i nostri scivoli, pagati con le nostre tasse o con il condono delle nostre tasse. E quando se ne vanno dobbiamo pure passare una buona mezz’ora a disinfettare tutto per evitare che prendano qualcosa".

"Noi - sottolineano - la brava gente di Rovereto, non siamo disposti ad accettare tutto questo, pertanto vi invitiamo, sabato 3 novembre, ad un presidio, da mattino a sera, presso l’area giochi dei Giardini Italia. Come una coraggiosa compagine spartana impediremo l’accesso ad ogni infante di colore, religione o latitudine non conforme, per ribadire che le altalene sono e resteranno italiane.

 

"Perché - conclude Rovereto Violenta, che invita alla mobilitazione - se non imparano da piccoli che questa è casa nostra, cosa pretenderanno da adulti? Integrazione? Una moschea?". Vedremo se la consigliera provinciale aderirà all'ironico invito che su Facebook viene condiviso da molti utenti, senza accorgersi che è una ironica provocazione". 

 

La consigliera oggi è impegnata in altro: su Facebook scrive preoccupata "Un abbraccio a chi è in difficoltà per colpa di questo tempaccio! Vi sono vicina...". Ma sotto, tra i commenti, un utente scrive questo: "Sì, ma non perdiamo di vista i problemi veri: anche con il brutto tempo i bambini stranieri occupano le altalene. Qualcuno sta vigilando?".

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