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Solidarietà, Cia critica i soldi per la marsupio-terapia in Vietnam, gli risponde l'associazione di Neonatologia trentina: ''Con questo progetto salviamo decine di neonati''

Il consigliere di Agire, in aula, durante un suo intervento per parlare dell'"uso cinico e sconsiderato del termine solidarietà" aveva citato anche il progetto portato avanti dall'Associazione di Neonatologia trentina. Un progetto che coinvolge cinque ospedali in Vietnam e che permette di aiutare mamme e neonati 

Di Giuseppe Fin - 30 luglio 2019 - 12:53

TRENTO. “Un progetto che riesce a salvare la vita a decine di neonati che altrimenti sarebbero destinati a non sopravvivere”. Questa l'importante utilità del progetto sulla marsupio-terapia in Vietnam portato avanti dall'associazione “Amici della Neonatologia Trentina” e che il consigliere provinciale di Agire, Claudio Cia, ha citato nel suo intervento in aula per parlare, come dice il consigliere di “uso cinico e sconsiderato del termine solidarietà per giustificare progetti che erano funzionali più a chi li proponeva che a chi erano destinati”.

 

Il consigliere, sempre in aula, ha affermato che “mentre in Trentino si andavano a chiudere punti nascita, allo stesso tempo si finanziava con 99 mila euro la marsupio-terapia in Vietnam”. Il consigliere non comprende il perché si debba andare in Vietnam “a spiegare come tenere i figli in braccio”.

 

Qui il video

 

 

Una visione, quella Cia, che però non sembra tener conto della reale importanza del progetto che è ancora in corso e che terminerà nel 2020.

 

Il progetto prende le mosse da un sistema sanitario vietnamita che se pur migliorato tantissimo negli ultimi anni ha ancora molte carenze in alcuni settori fondamentali per una corretta gestione del neonato in sala intensiva. In questo contesto la marsupio-terapia (cioe’ il mettere i neonati nudi sul petto della madre per tenerli caldi) e’ un sistema fondamentale, usatissimo anche nei sistemi sanitari più avanzati. Tale tecnologia a basso casto, che può essere usata anche insieme a tecnologie molto avanzate come la cura CPAP per la respirazione meccanica, aiuta anche l’allattamento esclusivo al seno, un altro settore nel quale il Vietnam ha delle carenze enormi.

 

Le malattie congenite e la malnutrizione sono tra le prime cause di mortalità nei bambini sotto i 5 anni. I dati relativi alla salute riproduttiva e materno - infantile rimangono allarmanti, soprattutto tra le minoranze etniche, e per questo agire in questo settore (nelle Provincie più montagnose, rurali e povere del paese) rimane una priorità.

 

Problemi e carenze sui quali il progetto portato avanti dall'associazione “Amici della Neonatologia Trentina” intende andare a incidere con il coinvolgimento di 5 ospedali distrettuali e provinciali del paese, che possa andare a influenzare le politiche sanitarie nazionali in questo settore. Il tutto ovviamente si sta portando avanti con le autorità del posto e con gli ospedali che hanno aderito.

 

E' però anche bene ricordare di quale associazione stiamo parlando. “Amici della Neonatologia Trentina” è attiva dal 1985, è stata la prima associazione in Italia ad occuparsi di un tema così specifico come i neonati prematuri. Il lavoro è portato avanti quotidianamente per contribuire al miglioramento delle condizioni assistenziali dei neonati trentini. L'attività sul territorio continua tutt'oggi a supporto dell'Unità Operativa di Neonatologia dell'Ospedale S. Chiara di Trento. “Dal 2006 – ha spiegato il consiglio direttivo - mettiamo a disposizione delle mamme dei bimbi ricoverati un alloggio gratuito nei pressi dell'Ospedale, collaboriamo inoltre col reparto fornendo strumentazione medica specialistica, finanziando corsi di formazione, l'acquisto di testi specialistici o la partecipazione a seminari”. Ma non solo perché dal 1998 l'associazione realizza anche progetti di cooperazione internazionale e proprio a febbraio dello scorso anno ha celebrato i 20 anni di interventi con un convegno a cui hanno partecipato medici ed autorità provenienti dai Paesi coinvolti nei diversi interventi a partire dal Vietnam, Laos, Cambogia, Filippine, Timor Est, Myanmar e Nepal.

Progetti che hanno tutti portato già importanti risultati nel migliorare le condizioni di vita di mamme e bambini che sono stati resi possibili anche dai fondi messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Regione Trentino Alto Adige, dall’Arcidiocesi di Trento e dai numerosi sostenitori privati che hanno creduto nel lavoro fatto dall'associazione.

Tornando sul progetto della marsupio-terapia l’Associazione proporrà l’uso di questa tecnica insieme alla terapia di respirazione intensiva (CPAP) per neonati che non possono respirare spontaneamente alla nascita: oltre a salvare la vita a decine di neonati, che altrimenti sarebbero destinati a non sopravvivere, tale progetto pilota potrà essere imitato e seguito da tanti altri ospedali del paese, generando di conseguenza un effetto esponenziale che può cambiare i tassi di mortalità infantile di tutto il Paese.

 

Qui il progetto

 

 

 

 

“I risultati di eccellenza dei nostri progetti in Asia – hanno spiegato i componenti del consiglio direttivo dell'associazione Katia Bertuol, Giulia d'Amaro Valle, Dino Pedrotti, Paolo Bridi, Marina Cologna, Paola Scotoni, Annalisa Cuccu, Sara Dellagiacoma - sono certificati da diverse pubblicazioni (peer-reviewed) pubblicate nelle più prestigiose riviste di medicina al mondo”.

 

Un esempio arriva anche dalla Fototerapia portatile che l'associazione trentina per prima ha studiato in Vietnam nel 2014, e dopo la pubblicazione dei risultati di ricerca è adesso utilizzata in 500 ospedali e ha curato più di 50 mila neonati in tutto il mondo.

 

“Con il progetto della marsupio – terapia – conclude l'associazione – si prevede anche la formazione per un gruppo di 6 studenti universitari trentini che avranno la possibilità di visitare il Vietnam e saranno coinvolti nella creazione di un protocollo e nella raccolta e analisi dei dati sanitari, da inquadrare sia nell’ottica della valutazione dell’iniziativa, che come sensibilizzazione di studenti in formazione al tema della cooperazione sanitaria nel Sud del Mondo”.

 

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