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Tenno e la guerra dei pedalò: il sindaco Marocchi vorrebbe sfrattarli ma così il gestore perderebbe il lavoro

L’ecosistema del lago di Tenno è costantemente messo a dura prova dal grande numero di turisti che, soprattutto l’estate, ne affollano le spiagge. Da un po’ di tempo l’amministrazione sta cercando di trovare delle soluzioni a questo problema ma sul banco degli imputati sono finiti anche i pedalò

Di Tiziano Grottolo - 22 agosto 2019 - 16:14

TENNO. La vicenda è complessa e negli ultimi mesi ci sono stati vari “round” di questa battaglia combattuta con provvedimenti, ricorsi e controricorsi , che vede affrontarsi da un lato Adrian Scruba che gestisce l’affitto di pedalò, canoe e tavole-sup dall’altro il sindaco Giuliano Marocchi che vorrebbe vietarne la navigazione nel lago di Tenno.

 

L’amministrazione comunale vorrebbe limitare l’uso di questo tipo di natanti adducendo motivazioni paesaggistiche e relative alla tutela ambientale in modo da preservare il piccolo gioiello dalle acque turchesi.

 

D’altra parte in un recente articolo abbiamo potuto constatare i risultati “Dell’Assalto”, ad opera dei turisti, al piccolo bacino lacustre con la montagna di immondizia abbandonata sulle spiagge. Situazione questa che desta apprensione per l’ecosistema ma che però, a ben vedere, ha poco a che fare con i pedalò.

 

Scruba, ovviamente si oppone a questa decisione e per ora si è visto riconoscere dagli uffici provinciali competenti il diritto a continuare le sue attività almeno fino alla fine del 2020, anno nel quale scadrà la concessione.

 

Dopo i mesi “Passati a leggere e subire le iniziative propagandistiche del Sindaco di Tenno” il proprietario della Invest, società che gestisce il servizio, ha deciso di rompere il silenzio e dire la sua, accusando Marocchi di aver intrapreso una crociata personale.

Tra le accuse che più fanno arrabbiare Scruba c’è il pericolo di “Riminizzazione” del lago evocato dal sindaco: “Se vi è un pericolo di ‘riminizzazione’ del lago di Tenno, non è certo causato dal servizio di noleggio di 4 pedalò, 4 canoe e 4 tavole svolto dalla Invest – scrive il gestore – quanto piuttosto dall’accesso massiccio e per nulla regolamentato di centinaia e centinaia di persone, con indiscriminata occupazione a parcheggio di ogni spazio e strada limitrofi”, prese letteralmente d’assalto in questi giorni.

 

Il proprietario del servizio di noleggio punta il dito anche contro i turisti che trasformano la spiaggia in una sorta di accampamento, evidenziando anche come si faccia largo uso di un gran numero di natanti privati di svariate tipologie e colori da parte dei bagnanti, turisti o locali.

“Se l’intenzione del sindaco Marocchi fosse davvero orientata alla tutela dell’ambiente del lago di Tenno per preservarlo e riportarlo alla sua naturale integrità – così com’era più di trent’anni fa – allora dovrebbe coerentemente attivarsi per farne un vero e proprio biotopo, con eliminazione di qualsiasi recente intervento di modifica dell’ambiente circostante e la conseguente interdizione non solo della piccola attività di noleggio natanti attuale, ma di qualsiasi attività umana sul lago, compresa la navigazione e la stessa balneazione da parte di qualsiasi privato cittadino, residente o turista”, fa notare Scruba.

 

È facile capire come questa soluzione non sia percorribile, insostenibile soprattutto dal punto di vista economico dal momento che tutte le attività turistiche, e di conseguenza le casse comunali, si vedrebbero ridurre notevolmente gli incassi.

 

Infine Scruba si sente comunque di tendere la mano al sindaco Marocchi cercando un accordo che possa riconciliare le parti: “Sarebbe il caso aprire un confronto serio e reale, diretto e non sui media, con tutti i soggetti coinvolti – conclude il gestore del noleggio – promuovendo e non ostacolando l’equilibrato esercizio di tutte le attività agricole e commerciali che sin ad oggi sono state svolte in modo responsabile da tutti gli operatori anche economici”.

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