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Tonini: ''Fugatti e Gottardi spieghino se alla loro 'destra' van bene anche i nostalgici delle camicie nere o brune?''. La sorella di Borga: ''Sono senza parole''

Dopo il tatuaggio e la canzone sulla Wehrmacht sono arrivate le dimissioni di Marika Poletti. Civica Trentina prende le distanze: ''La nomina è dell'assessore. Noi centrodestra moderato, autonomista legato ai valori della tradizione''. Il consigliere del Pd cita Degasperi: ''Una svastica non è una svista''

Di L.P. - 08 marzo 2019 - 17:53

TRENTO. ''Come è potuto accadere che una persona dalle esplicite e note simpatie politiche per il nazismo, abbia potuto avere accesso ad un ruolo di staff del governo della Provincia autonoma di Trento? C’è un confine “a destra” della coalizione che governa il Trentino, oppure ogni apporto è benvenuto, perfino quello dei nostalgici delle camicie nere o brune?''. Giorgio Tonini non ci sta a chiudere la vicenda legata a Marika Poletti con un ''arrivederci e grazie'' e chiede risposte politiche da chi ha deciso di nominarla responsabile di gabinetto. Il consigliere provinciale del Partito democratico vuole spiegazioni ''dal presidente Fugatti e dall'assessore Gottardi. Ci aspettiamo parole chiare - comunica - e atti conseguenti''.

 

La vicenda è nota: con la nomina dell'ex guida di Fratelli d'Italia, oggi in quota Civica Trentina, al ruolo di responsabile di gabinetto dell'assessorato agli enti locali, sono riemerse la foto di lei che sfoggiava una svastica tatuata sul polpaccio (da Poletti definita runa) e poi un video dove cantava sulla base de "Il ragazzo della via Gluck" di Adriano Celentano un testo orribile e tremendo: "C’era un ragazzo della Wehrmacht si divertiva a giocare con mequal era il gioco non te lo dicoogni mattina spariva un amicolà dove c’era il Belgio ora c’è il Terzo Reich". E se nel primo caso l'assessore Mattia Gottardi aveva cercato di sorvolare spiegando che quel che si tatuano le persone non gli interessa e che si fidava delle competenze della stessa Poletti, al video non ha potuto rispondere facendo spallucce.

 

''Un video indifendibile e senza giustificazioni", ha commentato a ilDolomiti l'assessore che ha aggiunto: "Le dimissioni si commentano da sole. Abbiamo parlato, ci siamo confrontati. I tentativi di giustificazione non erano accettabili e questo passaggio è stato inevitabile''. E sul tema si è espressa anche Isabella Beatrice Borga sorella di Rodolfo Borga, fondatore di Civica Trentina, movimento che aveva accolto Poletti un mese prima delle elezioni provinciali, di fine ottobre. ''Sono molto amareggiata - ha scritto in un post su Facebook - penso a come mio fratello Rodolfo ha lavorato con passione e amore per creare questo Movimento. Lui era molto moderato nel portare avanti i suoi principi, i suoi valori, nel rispetto delle Istituzioni e non apprezzerebbe ciò che è accaduto. Non ho parole io, come mio fratello, sono per la discrezione, la moderazione e contro ogni tipo di fanatismo nell'esprimere e portare avanti il mio pensiero. Sono senza parole...ciao Rodolfo''.

 

Civica Trentina, con un comunicato ufficiale comunica che ''prende atto delle dimissioni della capo di gabinetto dell’assessore Mattia Gottardi. Come noto tale nomina rientra tra le competenze esclusive dell’assessore e Civica Trentina non ne è mai stata coinvolta. Le idee ed i valori di Civica Trentina, che ci ha lasciato in eredità Rodolfo Borga - conclude il movimento - sono quelli autonomisti di un centrodestra moderato, legato ai valori della nostra terra e della nostra tradizione, formato da amministratori locali seri, concreti, capaci e responsabili''.

 

L'ex candidato presidente del Partito democratico Tonini, invece, cita Degasperi: ''Rendo omaggio a questa eroica terra del Belgio, modello di resistenza morale contro tutte le forme di violenza. E ancora: In questo periodo di tenebre, noi che vivevamo in esilio nella nostra patria, volgevamo spesso il nostro sguardo verso l'esempio luminoso del Belgio. Sono parole di Alcide Degasperi, pronunciate a Bruxelles il 20 novembre del 1948, contenute in uno dei più impegnativi discorsi del grande statista trentino: la prolusione alla conferenza dei cattolici belgi, dedicata al tema delle Basi morali della democrazia. Vorrei dedicare queste parole, non a Marika Poletti, che cantava giuliva, sulle note di Celentano, “là dove c’era il Belgio, ora c’è, il Terzo Reich...”. Vorrei dedicarle piuttosto a chi si è affrettato a chiudere l’incidente della svastica e del video della Poletti derubricandolo ad una spiacevole svista. Troppo poco, troppo tardi''.

 

''Chi si assume la responsabilità politica di quello che è successo? - prosegue Tonini -. Come è potuto accadere che una persona dalle esplicite e note simpatie politiche per il nazismo, abbia potuto avere accesso ad un ruolo di staff del governo della Provincia autonoma di Trento? C’è un confine a destra della coalizione che governa il Trentino, oppure ogni apporto è benvenuto, perfino quello dei nostalgici delle camicie nere o brune? In modo sommesso, ma fermo chiediamo spiegazioni al presidente Fugatti e all’assessore Gottardi. Ci aspettiamo parole chiare e atti conseguenti. È la storia ad insegnarci - diceva Degasperi in quell’importante discorso - che nessuna precauzione di ordine costituzionale potrebbe impedire l'avvento della tirannide se una attiva coscienza democratica non fosse operante nel popolo”.

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