Contenuto sponsorizzato
| 17 mag 2020 | 00:13

Coronavirus, Coppola e report Apss sulle Rsa: ''Decessi solo anticipati? Venuta meno la dignità della morte. Non abbiamo bisogno di cinismo, ma di piano sanitario''

Nel mirino la "considerazione" nel report dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari nel commentare l'evoluzione dell'epidemia all'interno delle Rsa. Lucia Coppola (Futura): "I nostri anziani non sono numeri. Ogni perdita di una vita umana in questo momento di pandemia è una sconfitta, soprattutto se una persona vive in un luogo che avrebbe dovuto tutelare la sua salute"

Coronavirus, Coppola e report Apss sulle Rsa: Decessi solo anticipati?

TRENTO. "Una affermazione che lascia basiti. Sappiamo che la maggior parte delle persone che risiedono nelle case di riposo sono arrivate alla parte finale dell'esistenza, ma i nostri anziani non sono numero che servono per arricchire le statistiche". Così Lucia Coppola, consigliera provinciale in quota Futura, che si riallaccia a un articolo pubblicato da Il Dolomiti: "In Trentino il 77% dei decessi legati al covid-19 è avvenuto in Rsa. Oltre 700 i morti nelle case di riposo ma ufficialmente meno della metà è attribuibile al virus" (Qui articolo).

 

Nel mirino la "considerazione" nel report dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari nel commentare l'evoluzione dell'epidemia all'interno delle Rsa. "Dal punto di vista epidemiologico, alcuni decessi potrebbero essere stati anticipati di giorni, settimane, mesi, ma sarebbero comunque avvenuti".

 

 

"Ogni perdita di una vita umana in questo momento di pandemia è una sconfitta - spiega Coppola - soprattutto se una persona vive in un luogo che avrebbe dovuto tutelare la sua salute. Non solo, sono affermazioni gravi in quanto il discorso riguarda anche la dignità della persona: in questo momento le persone care hanno perso la vita isolati da tutti e lontani dagli affetti, da almeno un ultimo saluto. Sono tantissimi i cittadini in difficoltà ma anche gli operatori sanitari si sono trovati a affrontare situazioni particolarmente difficili: le famiglie potrebbero fare a meno di questo cinismo dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari".

 

Sono passati oltre due mesi dall’inizio dell’epidemia, che in Trentino è fatto coincidere con l'1 marzo, e finalmente iniziano ad arrivare i primi dati aggregati sull’evoluzione del coronavirus, ancora parziali ma almeno è un passo in avanti. Il Dolomiti è stato tra i primi a porre l’attenzione su quanto stava accadendo all’interno delle Rsa, svelando numeri drammatici benché ancora incompleti (articoli QUI e QUI).

 

Molte domande attendono ancora una risposta e non è scontato che arrivino. "Gli errori commessi fino a oggi nell'approccio sanitario, nelle protezioni, nella gestione, non devono più far parte della nostra realtà. I cardini di ogni presente e futuro ragionamento devono poggiare sul rispetto umano che si deve alle persone più fragili, a cui la vita ha riservato i titoli di coda all'interno di una realtà che non è la famiglia. La popolazione si aspetta un piano di gestione chiaro e sicuro, anche per le Rsa. Sicurezza e supporto sono fondamentali, tanto più ora che i nostri professionisti si trovano allo stremo fisico e psicologico", conclude Coppola

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 22:58
Momenti di tensione e di apprensione per la ricerca di quattro persone in kayak nelle acque del torrente. Sono stati recuperati e salvati dai [...]
Montagna
| 08 agosto | 20:44
Giuseppe Cerza, coordinatore nazionale Opes Cinofilia da valanga: "Prevenzione, preparazione e consapevolezza per evitare rischi in quota insieme [...]
Cronaca
| 08 agosto | 20:08
Grande impegno di numerose squadre di soccorritori, supportati da tre Canadair, per spegnere l'enorme incendio divampato sul Garda. Non mancano in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato