Contenuto sponsorizzato

Coronavirus e scuola, grazie al Pd stanziamenti straordinari. Ma la maggioranza boccia il riconoscimento agli insegnanti proposto da Degasperi

Tra le risoluzioni presentate dalle minoranze e discusse alla conclusione della relazione sulla scuola presentata in aula dall'assessore Bisesti, solo le 2 proposte da Sara Ferrari sono state approvate. Con queste si implementano i sostegni alle famiglie e si dispone l'iniezione di liquidità per rispondere alle nuove sfide in vista del prossimo anno scolastico. Bocciate invece quelle sul riconoscimento del lavoro agli insegnanti e sullo stabilimento di tempistiche certe per il futuro della scuola trentina

Di Davide Leveghi - 06 maggio 2020 - 10:53

TRENTO. Ha un esito agrodolce, per le minoranze, il dibattimento avvenuto ieri in aula nella seduta straordinaria del Consiglio richiamata per ascoltare la relazione sulla scuola tenuta dall'assessore Bisesti. Amaro perché questa non ha certo soddisfatto i gruppi della minoranza, rimasti convinti nella posizione che la Giunta non sia stata particolarmente presente in tema scolastico durante i mesi di chiusura per l'emergenza Coronavirus, un pochino più dolce perché tra le 5 risoluzioni di minoranza, almeno 2 sono state quelle approvate.

 

A seguito della lunga relazione tenuta dall'assessore all'Istruzione, infatti, si sono discusse e votate ben 6 risoluzioni, di cui 5 provenienti dai banchi della minoranza (Futura, Partito democratico, Onda Civica e Patt). A trovare l'approvazione, però, sono state solo quelle firmate dalla consigliera di maggioranza Vanessa Masè (La Civica) riguardante delle soluzioni sperimentali e innovative per la conciliazione dei tempi scuola-famiglia e le 2 di cui è firmataria la consigliera del Partito democratico Sara Ferrari, sottoscritte da tutti i gruppi di minoranza.

 

Questi due documenti (consultabili nei documenti allegati) ed approvati con emendamenti riguardano l'uno la messa a disposizione di voucher conciliativi rivolti ad una platea ampia di beneficiari, la sperimentazione di nuovi modelli di approccio con i bambini (di nidi e scuole d'infanzia) e il reperimento di organico adeguato alle nuove necessità; l'altro, invece, propone un'iniezione di risorse a bilancio.

 

 

 

 

La seconda risoluzione, in particolare, propone l'apertura di “tavoli di confronto plurali tra i soggetti rappresentativi del mondo scolastico provinciale, i sindacati, il consiglio delle autonomia locale, per elaborare la riapertura delle scuole”, l'erogazione di fondi a sostegno della ripartenza, la messa a disposizione di device elettronici per impartire la didattica a distanza, il coinvolgimento di soggetti terzi a cui appoggiarsi per la riorganizzazione degli spazi didattici, la stesura di linee guida per la riorganizzazione di orari e modalità didattiche e la promozione di misure a sostegno degli insegnanti impegnati nella didattica a distanza.

 

 

 

 

E' una soddisfazione- ha chiarito la consigliera dem, ex assessora provinciale all'Università e alla Ricerca – ma una soddisfazione a metà, perché se da un lato fa piacere che il nostro lavoro venga fatto proprio dal Consiglio provinciale e tradotto in due documenti che impegnano formalmente la Giunta a lavorare ad una serie di iniziative, dall'altro non posso rallegrarmi per come la scuola trentina, modello di autonomia ed avanguardia riconosciuto da tutti, sia oggi lasciata priva di guida politica da chi avrebbe l'onere di governarla”.

 

“Ma auguro – ha aggiunto – che le risoluzioni approvate non inducano qualcuno a pensare allo scampato pericolo o a rasserenarsi per l'azione di indirizzo che il Consiglio ha voluto dare. C'è un vuoto che va urgentemente colmato per dare risposte alle famiglie e agli studenti trentini, risposte che potranno essere solo quando vedremo che la Giunta avrà veramente messo a bilancio più soldi per la scuola trentina e non meno”.

 

E proprio su questo aspetto, al centro nei giorni scorsi di polemiche per le scelte della Pat di tagliare dei fondi dai settori pubblici (compresa la scuola, con riferimento al nuovo contratto collettivo) per sostenere le imprese, diversa è stata la sorte della risoluzione targata Onda Civica e proposta dal consigliere Filippo Degasperi. Con questa, firmata anch'essa da tutte le forze di minoranza, si chiedevano il riconoscimento del merito del personale della scuola, impegnato in questa fase a mettere in pratica modalità per alcuni del tutto nuove e richiedenti tempo e risorse, e la fornitura di linee guida utili a stabilire un'efficace prosecuzione dell'anno scolastico (come indicazioni in tema di qualità e durata delle videolezioni, modalità di utilizzo del registro elettronico, ecc.).

 

Siluro armato – ha scritto ironico Degasperi sul proprio profilo facebook – bersaglio? Gli insegnanti! Nonostante le indicazioni incerte e il completo vuoto normativo gli insegnanti si sono messi in gioco, si sono aggiornati da soli, hanno messo a disposizione i loro strumenti e le loro connessioni oltre alle loro conoscenze contribuendo a superare, passo dopo passo, molte delle difficoltà portate dall'emergenza. Di fatto hanno assicurato la prosecuzione della vita scolastica sopperendo alle molte carenze delle organizzazioni e chi dovrebbe dirigerle. Per questo hanno ricevuto molte pacche sulle spalle e altrettanti ringraziamenti. Quando però si è trattato di PASSARE DALLE CHIACCHIERE AI FATTI certificando il lavoro svolto, è arrivato il DIETROFRONT. Proposta BOCCIATA e segnale evidente che per i docenti la giunta di Centrodestra sta armando il SILURO carico dell'imposizione di RECUPERI ORARI, FORMAZIONE OBBLIGATORIA (tardiva) e LAVORO SUPPLEMENTARE. In aggiunta al taglio degli stipendi già previsto”.

 

 

Analoga la sorte delle risoluzioni di Futura (“deluso per il mancato accoglimento di una proposta complessa, frutto di un approfondito lavoro”, ha commentato il capogruppo Paolo Ghezzi) e del Partito autonomista trentino tirolese, con cui si chiedeva alla Giunta di impegnarsi per “definire e approvare entro il 30 maggio 2020 con delibera di giunta e previ confronto con le organizzazioni sindacali, il consiglio delle autonomie, il parere del Consiglio del Sistema educativo provinciale e della commissione consiliare competente, il piano per l'effettuazione delle attività scolastiche di ogni ordine e grado, della formazione professionale e dei servizi per l'infanzia nell'anno 2020”.

 

 

Il futuro della scuola ai temi del virus: bocciatura! - ha scritto Rossi in un post su facebook – dalla giunta nessun impegno concreto su tempi, metodi e risorse. Guai a prendersi impegni precisi, meglio restare sul generico. Si procederà senza un piano, senza un metodo e sopratutto senza tempi certi. Così... giorno per giorno...”.

 

Nel corso della discussione in aula, Rossi aveva ironizzato sulla scelta di Bisesti di partire nella sua risoluzione con un attacco ai "leoncini da tastiera", riferendosi agli attacchi ricevuti sulla gestione della scuola in questi mesi d'emergenza. Messaggio che è stato interpretato con malcontento anche dal mondo degli insegnanti

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Ambiente
21 April - 15:39
Per i portavoce dei biodistretti di Trento, Gresta e Valle dei Laghi il ddl promosso dall'assessora Zanotelli è da bocciare: ''I tempi [...]
Montagna
21 April - 12:03
Nonostante il periodo di lockdown, il numero di interventi in ambiente montano nel 2020 è aumentato di 73 unità rispetto al 2019, anno in cui gli [...]
Cronaca
20 April - 16:11
C'è perplessità riguardo alla recente decisione della Provincia di autorizzare la permuta dell'ex Villa Rosa con Castel Valer, il castello [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato