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Coronavirus, Ferro: ''L'aumento dei decessi lo avremo da qua a venti giorni''. Fugatti: ''Troppa gente su ciclabili e lungo i fiumi. Via libera a più controlli''

Nel momentaneo calo dei contagiati rilevati, il presidente ha confermato che in termini percentuali il Trentino è tra i territori dove ci sono più casi d'Italia. E sull'opportunità di aumentare a 130 mila euro lo stipendio del dirigente generale e soprattutto di farlo proprio ora (il 13 marzo) mentre i trentini (e gli italiani) sono più in difficoltà seppur molti non sanno se avranno ancora un lavoro e uno stipendio stanno facendo straordinarie donazioni al sistema sanitario per aiutare medici e infermieri, ha confermato che era opportuno farlo

Di Luca Pianesi - 29 marzo 2020 - 19:29

TRENTO. ''Io sono un inguaribile ottimista però il peso vero della malattia lo dovremo affrontare nella prossima settimana, dieci giorni. Contiamo di avere l'aumento del carico sulle rianimazioni verso la fine di questa settimana e dei decessi da qua a quindici, venti giorni''. Così Antonio Ferro direttore dipartimento prevenzione dell'Apss che non ha nascosto come la situazione, pur nel quadro del calo dei contagi evidenziata negli ultimi 5 giorni (QUI ARTICOLO) sia ancora lontana da una soluzione. E al riguardo anche il presidente Fugatti ha sottolineato quello che da qualche tempo racconta anche il Dolomiti (QUI ARTICOLO) e cioè che in percentuale, per la popolazione che ha il Trentino, i contagi sono molto più alti della gran parte del Paese.

 

''Dobbiamo dirlo - ha spiegato il presidente della Pat - siamo la terza, quarta, quinta realtà con più contagi d'Italia. Questo è un dato che deve essere rilevato, non ci nascondiamo. Oggi in termine percentuali noi ci poniamo nella classifica alta tra quelli con più contagi e questo è certamente un argomento di valutazione''. Un argomento che, va detto, si collega anche al rispetto delle regole. Fugatti ha sottolineato come ''oggi c'era troppa gente che tra Fersina e ciclabili ha vissuto la giornata come fosse una qualsiasi giornata primaverile. Forse non ci siamo capiti. Non è così. Qui non c'è da scherzare, si mette a rischio tutti in questo modo. Oggi, quindi, ho dato mandato al commissario del governo per fare controlli ancora maggiori in alcune parti della città. Non possiamo permetterci persone che vanno a passeggiare spensierati lungo i fiumi''.

 

Poi, a margine della conferenza, un passaggio anche sulla notizia data questa mattina da ilDolomiti e ripresa dai sindacati: l'aumento di stipendio per il dirigente generale Ruscitti portato a 130 mila euro all'anno proprio in questa fase così difficile per tutti i trentini: ''Abbiamo portato il dirigente nella media con gli altri dirigenti - ha detto Fugatti -. Penso lo abbiamo imparato a conoscere tutti per le sue competenze ed è indubbia la stima che nutriamo per lui. Dirige la task force e darà un grande contributo a tutti''.

 

Discorso ineccepibile e infatti nessuno metteva in dubbio le qualità di alcuno. Si poneva, semplicemente, la questione di un adeguamento (retroattivo tra l'altro perché la delibera del 13 marzo, fatta già in piena emergenza e con l'Italia chiusa in casa da quattro giorni, ha fatto partire l'adeguamento del compenso dal primo marzo) a certe cifre (diciamo che prima stava sui 120.000 o giù di lì, quindi non se la passava malissimo, potevano chiedergli di tenere duro, forse, per un'altra mesata) in un momento storico nel quale la gente normale non sa se domani quando si riaprirà (e non sappiamo nemmeno quando sarà questo domani) troverà ancora lì il suo lavoro

 

Ci si chiedeva se fosse opportuno farlo in questo momento in cui i cittadini sono chiusi in casa e pur consci del fatto che stanno arrivando tagli, che gli stipendi saranno più bassi di prima, che le aziende sono ferme e le partite Iva non lavorano stanno donando quel che possono al sistema sanitario affinché si comprino le mascherine, i dpi, i respiratori per i medici e gli infermieri. Con un Paese chiuso in casa a cucire mascherine per gli altri e a mettere in campo iniziative di solidarietà per restare vivi, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico e sociale evidentemente, per il presidente Fugatti, questo era il momento dei 130 mila euro per il dirigente. Con buona pace degli altri e di tutti quelli che ''io speriamo che me la cavo''.

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