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| 21 apr 2020 | 06:01

Coronavirus, la protezione civile nazionale chiedeva i Centri Operativi Comunali per l'emergenza ma la Giunta ha deciso di non attivarli. Ora, 60 giorni dopo, scrive ai comuni

La protezione civile nazionale e l'Anci avevano specificato il 25 febbraio che con ogni comune avrebbe dovuto fa nascerei i Coc con i sindaci a fare da raccordo. Al 30 marzo solo Villa Lagarina lo aveva attivato (comune rimasto senza contagi fino al 10 aprile). Manica ha interrogato la Giunta e ne sono nati altri. Ieri, però, è arrivata una lettera (datata oggi) dalla Protezione civile del Trentino che ''evidenzia la necessità che le amministrazioni comunali diano tempestiva comunicazione'' di eventuali Coc 

Coronavirus, la protezione civile nazionale chiedeva i Centri Operativi Comunali per l'emergenza ma la Giunta ha deciso di

TRENTO. E' arrivata ieri, datata oggi, e forse sarebbe servita una cinquantina di giorni fa ma a precisa domanda, nell'incontro tra la Giunta provinciale e le minoranze consiliari del 30 marzo, ''sulla mancata attivazione dei Coc in Trentino la Giunta aveva risposto che si era consapevolmente ritenuto di non attivarli''. Di cosa stiamo parlando?  Dei Centri Operativi Comunali che per disposizione della ''Protezione Civile nazionale assieme all'Anci in data 25/02/2020'' era stato previsto nascessero in ogni comune ''nei quali risulta positiva almeno una persona - così nel documento che li prevedeva in tutta Italia - per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus''.

 

Un modo per fronteggiare l'emergenza coronavirus in maniera compatta con i sindaci a diventare punto di riferimento e un costante confronto tra operatori della protezione civile, amministratori e territori confinanti. In particolare era stato specificato dai massimi vertici nazionali che ''è attraverso la massima collaborazione interistituzionale e a seguito di un confronto costante con le altre componenti del Sistema nazionale che è emersa l’esigenza di ottimizzare i flussi informativi del nostro Sistema di Protezione Civile attivando in via precauzionale il Centro Operativo Comunale Coc in tutti i Comuni soprattutto per quelli con popolazione superiore ai 20.000 abitanti e lasciando l’opportunità di attivazione nei restanti Comuni''.

 

E ancora la Protezione civile nazionale e l'Anci proseguivano che ''l’attivazione del Coc, quale misura precauzionale, con la presenza della Funzione Sanità oltre che della Funzione Assistenza alla Popolazione, sarà l’occasione per ribadire una corretta comunicazione alla popolazione in relazione agli eventuali profili di rischio, aggiornare il monitoraggio dei soggetti vulnerabili, condividere le mappe dei servizi sanitari specializzati in caso di presenza di focolai epidemiologici e tutte quelle misure ritenute utili al fine di velocizzare ed ottimizzare la risposta del sistema locale in relazione alle eventuale attivazione dei protocolli di emergenza adottati dal governo e dalle regioni. Si tratta inoltre di una misura precauzionale che consentirà di condividere tutte le informazioni utili verso i cittadini''.

 

Ebbene come aveva rilevato il consigliere provinciale del Pd Alessio Manica ancora a fine marzo (era il 30 quindi nel pieno del picco epidemico) in Trentino nessun comune (tranne uno) si era adeguato alla disposizione nazionale. ''Nel ricordare che la nostra Protezione Civile gode di autonomia derivante dalle competenze dell’autonomia - scriveva Manica in un'interrogazione - mi risulta attivato quello del mio comune di residenza, peraltro un Comune senza contagi, ma non ho evidentemente contezza del quadro complessivo''. Infatti in quella data solo il comune di Villa Lagarina aveva attivato il Coc e, casualmente, quello è stato uno dei territori meno toccati dal coronavirus del Trentino che, al contrario, ha fatto registra dati negativi da record in quasi tutti i settori. Addirittura Villa Lagarina è rimasta a contagio zero fino al 10 aprile (QUI ARTICOLO).

 

La Provincia, di fatto, a Manica ha risposto grosso modo con un ''ghe pensi mi'' a fronteggiare l'emergenza (''la Giunta - spiega il consigliere di minoranza - aveva risposto che si era consapevolmente ritenuto di non attivarli''). Dopo la sua interrogazione, però, qualcosa si è mosso tra i comuni mentre si è mosso meno in Provincia. Manica, infatti, ha fatto un'altra interrogazione il 15 aprile dove spiegava che ''oggi risultano allo scrivente attivati anche i Coc di altri Comuni, tra cui Rovereto, Arco, Trento, Riva del Garda e Pergine. Ricordo che nell'incontro tra la Giunta provinciale e le minoranze consiliari del 30/03/2020 a domanda puntuale sulla mancata attivazione dei COC in Trentino la Giunta aveva risposto che si era consapevolmente ritenuto di non attivarli. Si rileva inoltre - questa l'ennesima scoperta - come sul portale della Protezione Civile nazionale non sia presente il Decreto del Capo della Protezione Civile per la nomina del soggetto attuatore per il coordinamento delle attività poste in essere dalla Provincia Autonoma di Trento, che è invece presente per tutte le altre Regioni e per la Provincia Autonoma di Bolzano''.

 

 

Per questo sono arrivati nuovi quesiti depositati in consiglio (in attesa di risposte ufficiali dalla Pat). ''Perché - ha chiesto Manica - sul sito della Protezione Civile nazionale non è presente il Decreto del Capo della Protezione Civile per la nomina del soggetto attuatore per il coordinamento delle attività poste in essere dalla Provincia Autonoma di Trento e qualora tale Decreto non esistesse, sulla base di quale atto la Provincia Autonoma di Trento ha svolto il ruolo di coordinamento delle attività poste in essere in Trentino?''. E ha anche chiesto come la Provincia si sia mossa per far attivare i Coc sul territorio e che tipo di informazioni abbia chiesto o ottenuto. Ebbene, come dicevamo all'inizio, è arrivata ieri, con data di oggi anche se sarebbe, forse, servita 50 giorni fa. 

 

Si chiama ''misure operative per le attività nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19'' ed è firmato dal capo della Protezione civile del Trentino Raffaele De Col: è stato inviato ai sindaci in data 20 aprile con data 21 aprile e all'interno si legge questo passaggio: ''Come è noto ogni Comune è tenuto ad adottare le misure e i provvedimenti di competenza necessari per fronteggiare l’emergenza, tra cui valutare la convocazione del COC. In merito a quest’ultima eventualità si evidenzia la necessità che le Amministrazioni comunali ne diano tempestiva comunicazione allo scrivente Dipartimento, al fine di un efficiente gestione del sistema provinciale integrato della protezione civile e dei servizi antincendi. Il richiamo di tale adempimento non opera nei confronti delle Amministrazioni comunali che si son già adoperate in tal senso''. 

 

Insomma forse per la fine dell'emergenza anche in Trentino ci saranno i Centri Operativi Comunali quanto meno per dividere le responsabilità. 

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