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Coronavirus, lettera di un medico a Fugatti: ''Perché siamo i primi nelle scelte azzardate e gli ultimi nel mettere in atto le indicazioni di comprovata efficacia?''

I casi sono stati tantissimi l'ultimo dei quali è quello delle mascherine. Da mercoledì si è tornati a passeggiare ma l'obbligo di indossarle scatterà da lunedì E in questo weekend lungo? E sulle riaperture di bar e ristoranti: ''Parla di autonomia da lasciare ai territori, d'accordissimo con lei. Basilicata, Molise ma anche Veneto e Alto Adige non possono essere trattati come il Trentino. Noi siamo una delle zone maggiormente colpite, vogliamo provare l’ebrezza di un salto nel vuoto solo per essere i primi?''

Di Luca Pianesi - 02 maggio 2020 - 12:00

TRENTO. ''La Provincia Autonoma di Trento pare voglia essere la prima nelle scelte azzardate e l’ultima a mettere in atto le indicazioni di comprovata efficacia''. E' questa la conclusione alla quale è giunto un medico trentino che con una lettera aperta al presidente Fugatti si chiede come si possa pensare, in Provincia di Trento con i dati sul contagio che a livello nazionale vengono ripetutamente segnalati come tra i più problematici d'Italia, di seguire l'esempio di regioni che ormai sono praticamente a contagio zero.

 

Si chiede come mai quando c'era da proteggere i cittadini si siano seguiti i modelli sbagliati (Lombardia in testa) affidandosi ai tamponi solo dopo che gli ordini dei medici e degli infermieri hanno chiesto un drastico cambio di rotta (quando si poteva copiare, invece, il modello Veneto che stava percorrendo questa strada) e ora per la Fase-2 si cerchi di ricalcare chi è molto più avanti di noi (Veneto e Alto Adige in testa) e non si segua, adesso sì, la prudenza dei governanti che sanno di essere in ritardo. Si chiede come mai ancora una volta tutto è lasciato al caso e alle ''responsabilità individuali'' (si ricorderà quando si invitavano i turisti a venire a sciare in Trentino con le scuole chiuse per l'emergenza e si davano delle raccomandazioni come precauzione) come per l'indossare la mascherina all'aperto.

 

I territori che hanno ''liberato'' i cittadini la hanno già imposta da tempo. In Trentino da mercoledì si può circolare liberamente nel proprio Comune e subito si sono create situazioni di questo tipo (QUI ARTICOLO) evidenziate dallo stesso Fugatti in conferenza stampa. Si è deciso, allora per l'obbligo della mascherina all'aperto ma da lunedì prossimo affidando alle responsabilità individuali questo weekend lungo che ovunque vede cittadini riversarsi sulle strade a passeggiare, purtroppo, non sempre in maniera responsabile. Non si poteva fare subito l'ordinanza? Perché da lunedì sì e in questo weekend no? 

 

 

L’Italia è diversificata da regione a regione sia in termini di contagi totali oltre che di nuovi contagi giornalieri. L’Italia è diversificata da regione a regione anche in termini di numero di tamponi eseguiti; è diversificata anche in termini di possibilità di risposta sanitaria. L’Italia è diversificata anche nelle scelte politiche e gestionali delle diverse Regioni.

 

Ho letto che il Suo obiettivo, Presidente, è quello di ottenere il via libera dal Governo per l’apertura anticipata di alcune attività come bar e ristoranti, perché “non possiamo trattare allo stesso modo diverse zone del Paese”. A tal proposito Presidente, si è sentito per un attimo su un altro parallelo o forse voleva fare le veci del Presidente del Molise o della Basilicata, dove i nuovi contagi sono praticamente azzerati, per promuovere una riapertura anticipata? Se voleva incentivare l’apertura anticipata delle Regioni con numero di nuovi contagi vicini allo zero approvo la sua proposta. Questo permetterebbe un’iniziale apertura del Paese e di “testare” in zone a basso rischio l’efficacia di certe misure di ripresa.

 

Oppure era consapevole di essere il Presidente della Provincia di Trento? Perché in tal caso ci spieghi se, considerando che siamo una delle zone maggiormente colpite, vogliamo provare l’ebrezza di un salto nel vuoto solo per essere i primiHo letto dei commenti sui social a proposito di quanto detto: “Complimenti Presidente! Stima per le proposte avanzate! Segno di coraggio l’andare controcorrente!”. In questa occasione stra-ordinaria suggerirei di non essere coraggiosi (anche se comunque più che coraggio la definirei incoscienza), ma di essere umili nel chiedere e nel seguire le indicazioni e le proposte avanzate da chi, per formazione, è più preparato. E possiamo eventualmente anche imitare nei tempi e nei modi chi si comporta bene ed ha risultati, in questo senso non possiamo pretendere una riapertura come quella dell’Alto Adige o di seguire le orme del Veneto, quando fino ad ora abbiamo fatto diversamente e partiamo da basi (e percentuali di contagio) diverse.

 

Bisogna essere bravi anche nel gioco del mimo: mimare quando è il proprio turno di gioco, non quando tutti i granelli della clessidra sono caduti. Osserviamo gli altri invece che proporci come modello

 

Da mercoledì è possibile fare le passeggiate. Assolutamente d’accordo, Presidente! D’accordo ma con l’obbligo di mascherina per tutti, sempre, dove gli incontri non sono una possibilità, ma la realtà. Mettendo la mascherina chirurgica io proteggo gli altri dal contagio; perché allora gli altri non sono obbligati a proteggere me, ma tutto è lasciato alla responsabilità individuale?  Se camminando sul marciapiede incontro una coppia che viene in senso contrario senza mascherina devo andare in mezzo alla strada per la paura di essere contagiata? O  forse devo cambiare verso di marcia così da non poter incontrare quella coppia e lasciarla alle spalle?

 

Ha accennato in conferenza stampa che sarà introdotto l’obbligo di mascherina nella Nuova Ordinanza, con entrata in vigore da lunedì, “chiedendo per questo weekend massima responsabilità ai Trentini quando escono”; speriamo a questo punto che anche il Coronavirus rispetti i tempi ed attenda l’Ordinanza di lunedì, responsabilmente, prima di decidere di lasciare le vie aeree di un individuo per diffondersi.  Quindi Presidente obblighi, nei luoghi pubblici, tutte le persone ad indossare la mascherina da subito e ad indossarla correttamente (spieghi che è efficace solo se indossata non sotto il naso o addirittura sotto il mento).

 

Lockdown… Fase 1… Fase 2… 9 marzo… 4 maggio… 1 giugno, no prima, si anticipa… Quante fasi, quante date, quante parole Presidente. Io credo che a questo punto, più che date, bisognerebbe avere un piano di ripresa chiaro, a cui poi applicare le date e più che parlare tanto, bisognerebbe dire qualcosa. E’ un’emergenza mondiale, una pan-demia: a tal riguardo Presidente, suggerirei di affidarsi a pensieri ed indicazioni di esperti del settore (epidemiologi, statistici, fisici,…): la ricetta per una corretta e soprattutto sicura ripresa non l’abbiamo mai provata ed io non vorrei essere tra i primi a doverla giudicare. Affidiamoci al parere degli esperti, in cambio potremmo insegnare loro la ricetta dei canederli, che Lei ha recentemente condiviso sui social.

 

E arriviamo alla questione tamponi. A tal proposito gli esperti sottolineano da settimane (supportati anche da evidenze di efficacia) l’assoluta importanza di screenare ampiamente la popolazione e qui credo non ci sia molto da commentare riguardo la Nostra situazione “coraggiosa e controcorrente”. Anche qui i granelli della clessidra scivolano e per il gioco del mimo proprio non siamo portati. Ma forse, alla luce di tutto quanto riportato sopra, mi era sfuggito il cardine del modus operandi Suo e della sua Giunta: la Provincia Autonoma di Trento pare voglia essere la prima nelle scelte azzardate e l’ultima a mettere in atto le indicazioni di comprovata efficacia

 

Lasciamo quindi agli esperti dei diversi settori la definizione delle linee guida da seguire, perché sono fermamente convinta che ci siano persone preparate, che vanno messe al timone e seguite. Noi nel frattempo facciamo il Nostro, consapevoli sì delle nostre capacità, ma anche (e soprattutto) dei nostri limiti.

E questo è un invito che faccio a tutti, anche a Lei Presidente, ai suoi collaboratori e a tutta la Giunta. 

 

Io sarò tra i primi che potranno vedere (e toccare con mano) gli effetti di queste decisioni.

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