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Coronavirus, pioggia di critiche per Sgarbi che prova a spiegarsi (IL VIDEO) e aggiunge: ''Hanno fatto bene quelli tornati in Meridione così sgravano ospedali del Nord''

Il presidente del Mart e onorevole della Repubblica Italiana dopo aver invitato i cittadini a una sorta di disobbedienza (in)civile (ììalzatevi, uscite, andate a Codogno'') prova a chiarire meglio quanto non sarebbe riuscito a spiegare in 8 minuti di video. Ecco il risultato

Di Luca Pianesi - 10 marzo 2020 - 11:08

ROMA. Sgarbi due, la vendetta (clicca sull'immagine per vedere il VIDEO). Il presidente del Mart e onorevole della Repubblica italiana cerca di chiarire quel che in otto minuti di video su Facebook evidente non è riuscito a far passare dicendo cose del tipo ''ma chi cazzo è Burioni? Ma chi cazzo è Pregliasco? Che cazzo hanno fatto nella loro vita? Il virologo? E quale virus hanno scoperto? Il buco del culo, il virus del buco del culo'', invitando la popolazione a non considerare il coronavirus un problema dicendo ''o io sono matto o sono l'unico che dice la verità. Non credo al coronavirus, ci dev'essere qualcosa dietro, non so cosa ma ci dev'essere qualcosa dietro''. E ancora ''non c'è un cazzo. Mandateli a fare in culo'' riferendosi a ministri e istituzioni e alle loro regole per contenere il contagio e quindi il colpo di grazia, l'invito a una sorta di disobbedienza (in)civile: ''Alzatevi, andate in giro, andate a Codogno'' (qui sotto il video completo).

 

 

Ieri sera, infatti, ha fatto un secondo video più morbido perché, come spiega lui stesso all'inizio, quello di qui sopra sarebbe stato percepito negativamente dai suoi utenti Facebook (e qui in Trentino sta scatenando un terremoto anche sul piano politico visto che tutte le forze di opposizione stanno chiedendo la sua rimozione dal ruolo di presidente del Mart - Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto visto che quanto contenuto nel video, in realtà è difficile da interpretare in maniera differente da quanto si vede). 

 

''Certo non cambierò la mia opinione per questo - spiega Sgarbi2 -. Ma io non banalizzo nulla''. Poi si spiega: ''I morti non ci sono, lo 0,03% di morti ci sono sempre in questa stagione in tutti gli anni'' e poi cita i casi di Cirio, Zingaretti, Porro che sono stati contagiati dal coronavirus ma sono asintomatici per dimostrare che il coronavirus non è la peste (non si sa chi lo avrebbe detto visto che ovunque si ripete che ai problemi di salute, che sono indiscutibili, si aggiunge il vero pericolo di questa fase che è il rischio che collassi il sistema sanitario, se si diffondono i contagi, e con esso il sistema Paese). Poi Sgarbi si rigetta sulla disobbedienza (in)civile plaudendo a quelle persone che sono scappate dalle zone rosse per raggiungere il Sud Italia (gettando nel panico i governatori regionali del meridione che hanno già detto che se la situazione dovesse esplodere come in Lombardia non sarebbero in grado di fronteggiarla sul piano sanitario).

 

''Il fatto che molti sono andati al meridione non solo sgrava gli ospedali del nord, e quindi se ci saranno malati saranno ricoverati da Napoli in giù, - spiega Sgarbi2 - ove ci sia la possibilità di farlo, sperando che siano in grado di recuperare (le persone ndr) da un'influenza o da una polmonite, ma in luoghi dove non potranno avere la diffusione che hanno nel Nord perché al sud fa più caldo. Il virus a 25 gradi muore. Non lo dico io'' e cita un virologo di nome Tarro. In realtà dire che con i 25-26 gradi il virus muore è un'evidente sciocchezza visto che la temperatura del corpo umano è normalmente di 36 gradi quindi se fosse così non dovrebbe nemmeno colpirci (come spiegato in questo articolo de ilPost che smentisce diverse fake sul coronavirus).

 

Sgarbi ha ragione a non confondere il coronavirus con la peste ma nessuno può permettersi di sottovalutare la questione. Il fatto che il mondo sia concentrato su questa epidemia e che ovunque si stiano prendendo misure così importanti per contrastarne la diffusione dovrebbe bastare a far capire la gravità della situazione. Non tutto si riduce a cinque poltrone, quattro insulti ripetuti a circuito chiuso e a una telecamera. 

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