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Coronavirus, senza mascherine e senza distanziamento in Aula, Ghezzi: ''Facciamo i tamponi e paghiamoceli''

La richiesta dopo la maratona per approvare il ddl sulla ripartenza. Il consigliere provinciale in quota Futura: "Misura necessarie e nel prossimo Consiglio provinciale straordinario dedicato alla sanità Fugatti e Segnana devono rispondere: perché non hanno voluto prendere l'impegno di varare il piano sanitario per la fase 2 entro il prossimo 31 maggio?"

Di Luca Andreazza - 12 maggio 2020 - 14:22

TRENTO. "C'è stato un assembramento di decine di persone per 24 ore consecutive e spesso senza i dispositivi di protezione individuale", queste le parole di Paolo Ghezzi, consigliere provinciale di Futura, che aggiunge: "Chiedo che l'intero Consiglio provinciale venga sottoposto a tampone, ovviamente in forma volontaria e le spese devono essere sostenute dai consiglieri".

 

Una richiesta che prende le mosse dopo la seduta fiume per approvare il ddl "Ripresa Trentino 2", il provvedimento che riguarda la Fase 2 in provincia. Una discussione di oltre 24 ore per arrivare al semaforo verde con 30 voti favorevoli, 5 astenuti e 0 contrari (Qui articolo).

 

"Un assembramento con contatti ravvicinatissimi a causa, per esempio, dei confronti e delle firme congiunte richieste dagli atti politici, spesso avvenuti senza protezione individuale - dice Ghezzi - soprattutto per l'abbassamento della soglia di attenzione dovuta alla stanchezza accumulata. Questo atteggiamento ha esposto i consiglieri, ma anche i dipendenti del Consiglio e della Giunta provinciale a una convivenza in condizioni via via sempre più problematiche tra insufficiente ricambio dell'aria, mancata sanificazione dell'ambiente dopo un certo numero di ore e altri aspetti".

 

Un problema, quello dell'utilizzo delle mascherine, sollevato anche da Luca Zeni. Un post su Facebook e una considerazione sulla regolamentazione che aveva poi portato al botta e risposta tra il consigliere provinciale in quota Pd e Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, sull'interpretazione dell'ordinanza e le modalità di attuazione in piazza Dante (Qui articolo). "Questa preoccupazione e questa valutazione - dice l'esponente di Futura - è condivisa da diversi colleghi in modo trasversale come Claudio Cia, Alex Marini e Giorgio Tonini. In quelle condizioni, un contagio da parte di eventuali persone asintomatiche non è un evento così improbabile".

 

Da qui la richiesta anticipata a voce e la lettera inviata a Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale. Ritengo sia una misura rispettosa della salute pubblica in quanto possiamo diventare fonte di contagio per le altre persone con cui siamo venuti e verremo a contatto. E' necessario sottoporre a tampone tutti i partecipanti alla seduta tra sabato 9 e domenica 10 maggio".

 

Un controllo su base volontario e pagato dagli stessi consiglieri per non pesare sull'ente pubblico. "Gli esperti sanitari mi confermano che quanto è accaduto in Consiglio provinciale nel fine settimana, indipendentemente dalla buona volontà di Kaswalder, soprattutto per l'allentamento delle precauzioni dovute a stanchezza suggeriscono di effettuare un tampone precauzionale tra il quarto e il quinto giorno di sospetto contagio, quindi questa proposta ha carattere di urgenza".

 

La risposta a questa istanza dovrebbe arrivare per mercoledì 13 maggio. "Il presidente Kaswalder ha confermato che chiederà a Fugatti e Segnana le modalità per procedere in questo senso. Bene - spiega Ghezzi - anche se non capisco perché non si sia rivolto direttamente all'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Potrebbe diventare anche un utile caso di studio su una popolazione determinata, esposta a comportamenti e condizioni a rischio, per un periodo esattamente definito, senza dimenticare l'importante tutela dei dipendenti".

 

Non è l'unica richiesta portata all'attenzione di Futura. "Nel prossimo Consiglio provinciale straordinario dedicato alla sanità e fissato per mercoledì 20 maggio in modo telematico, siano garantiti gli stessi tempi 'allungati' come per la scuola: questa volta Fugatti e Segnana dovranno rispondere alla cruciale domanda a cui non hanno voluto rispondere durante l'ultima seduta fiume, respingendo l'odg delle minoranze sulla salute pubblica: perché non hanno voluto prendere l'impegno di varare il piano sanitario per la fase 2 entro il prossimo 31 maggio?", conclude Ghezzi.

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