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Covid, la sindaca informa (male) i cittadini e poi fa retromarcia, l'opposizione: ''Grave superficialità. Chiediamo di affrontare l'emergenza ma si preferisce il presepe''

La minoranza in consiglio comunale a Tesero è preoccupata per i tentennamenti del Comune. Alan Barbolini: "Siamo sempre stati disponibili a fornire il nostro supporto per trovare le soluzioni più idonee con urgenza. Abbiamo anche presentato un documento con le possibili iniziative. Tutte le azioni da noi proposte sono però cadute nel vuoto, escluso quello di aggiornare la popolazione, anche se non viene portato avanti con continuità"

Di Luca Andreazza - 24 novembre 2020 - 22:18

TESERO. "Nonostante l'aumento dei contagi, la sindaca ha preferito affrontare con urgenza temi quali il presepe e la ristrutturazione di Malga Lagorai", commenta Alan Barbolini, l'ex candidato sindaco per la lista "Crescere uniti", che aggiunge: "Argomenti certamente importanti per la comunità ma che evidenziano la scarsa propensione a identificare le priorità. Abbiamo dovuto insistere per poter organizzare almeno un consiglio informale per ricevere un'informativa sulla situazione epidemica, altrimenti avremmo dovuto aspettare il 26 novembre: l'aggiornamento Covid era previsto al punto numero 17 dell'ordine del giorno".

 

Sembra un periodo particolarmente convulso a Tesero per la crescita del contagio: gli ultimi dati pubblicati dalla sindaca, Elena Ceschini, riportano di 18 contagi accertati tramite tampone molecolare (più 19 in Rsa che però non vengono conteggiati dall'Apss per il calcolo del tasso di contagio) e 63 positività ai test antigenici per un totale di 81 casi a sabato 21 novembre. Un aggiornamento arrivato dopo aver comunicato in modo errato la cittadinanza sulle procedure per istituire un'eventuale zona rossa. 

 

La prima versione della prima cittadina è stata quella che solo i tamponi molecolari sarebbero stati conteggiati per definire il tasso di contagio. Questo a fronte della Provincia che ha sempre parlato della somma di test molecolari e antigenici, così come l'inserimento di Baselga di Pinè e Bedollo in zona rossa con una percentuale notevolmente inferiore al 3% per i dati "ufficiali" di piazza Dante (Qui articolo). Solo successivamente è arrivata la retromarcia (Qui articolo). 

 

"Il momento è sicuramente difficile - aggiunge il capogruppo della minoranza - ma riteniamo grave la superficialità mostra a oggi dall'esecutivo, una sottovalutazione dell'emergenza culminata nelle informazioni errate alla popolazione anche perché fin da subito abbiamo chiesto che la sindaca tenesse conto dei dati complessivi, molecolari e antigenici, questi ultimi in numero superiore. Abbiamo evidenziato le difficoltà del contact tracing e altri problemi legati all'emergenza".

 

La minoranza in consiglio comunale a Tesero è preoccupata per i tentennamenti del Comune. "Siamo sempre stati disponibili a fornire il nostro supporto per trovare le soluzioni più idonee con urgenza - prosegue Barbolini - abbiamo anche presentato un documento con le possibili iniziative. Tutte le azioni da noi proposte sono però cadute nel vuoto, escluso quello di aggiornare la popolazione, anche se non viene portato avanti con continuità".

 

Il momento a Tesero è comunque delicato e c'è stata una crescita del contagio che avvicina il territorio alla zona rossa. "E' da inizio novembre - dice il leader "Crescere uniti" - che chiediamo alla sindaca di affrontare il problema dell'emergenza coronavirus sul territorio. Tante le sollecitazioni per agire in modo tempestivo, informare la popolazione, operare una costante moral suasion sulla cittadinanza per limitare la diffusione del contagio. Abbiamo espresso la necessità di un forte richiamo a rispettare le regole e tutelare gli anziani a domicilio, anche prevedere eventuali limitazioni in un periodo comunque fuori stagione. Invece si è preferito mantenere nascosta la reale situazione fino all'ultimo e le criticità sono aumentate". 

 

Intanto c'è un fronte aperto tra governo e Regioni alpine per l'avvio dell'inverno. Sono profonde le incertezze per l'industria delle neve, anche in caso di via libera i punti di domanda restano tanti tra regole, mobilità e sostenibilità economica di una stagione in ogni caso compromessa.

 

"Tutti questi ritardi, le attese e i tentennamenti rischiano di fare entrare il territorio in zona rossa con un blocco delle attività proprio a ridosso della stagione, se dovesse cominciare l'inverno con ripercussioni economiche e di indotto. Anche se la preoccupazione maggiore è per la salute che deve essere prioritaria: auguriamo alle famiglie contagiate una pronta guarigione", conclude Barbolini.

 

 

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