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"Diamo vita ad una grande civica autonomista". Vettori rilancia il sogno di una Svp degli altoatesini di lingua italiana

Il consigliere provinciale Carlo Vettori, alla luce dei buoni risultati mostrati dalle civiche nelle ultime elezioni comunali, ha rilanciato il progetto di creare un corrispettivo italiano della Südtiroler Volkspartei. "Vogliamo un partito di raccolta autonomista che sia il faro per tutti i movimenti politici italiani"

Di Davide Leveghi - 12 ottobre 2020 - 16:05

BOLZANO. Una grande civica autonomista per tutti gli altoatesini italiani. È questo l'auspicio di Carlo Vettori, consigliere provinciale di Alto Adige Autonomia, partito nato proprio dalla sua uscita dalla Lega in rotta con la nuova direzione sovranista adottata dal partito di Salvini. Il sogno, dunque, è sempre lo stesso: dare agli italiani della provincia di Bolzano il corrispettivo del partito di raccolta tedesco della Südtiroler Volkspartei.

 

Una “stella alpina” italiana, dunque, formata dalle tante civiche che animano la politica altoatesina. E' “l'esito naturale della recente tornata elettorale per le Comunali - commenta Vettori in un lungo post su facebook - mentre ancora va sfumando l'eco delle reazioni e delle polemiche che hanno seguito Comunali e ballottaggi, occorre fermarsi a riflettere sui forti segnali politici emersi dalle ultime amministrative. Una tornata elettorale che, in Alto Adige, è stata dominata dal trionfo indiscusso delle liste civiche”.

 

Agli occhi del consigliere, infatti, i grandi partiti nazionali avrebbero “bucato” l'appuntamento elettorale, “cedendo voti a candidati uniti dalle idee e politicamente non identificabili inequivocabilmente con questo o quello schieramento dell'emiciclo parlamentare italiano”. Gli altoatesini, continua Vettori, “hanno premiato una visione locale, non 'sporcata' da lotte di partito, e questo è un segnale a cui dobbiamo prestare ascolto per cogliere tempestivamente quella che sarà la tendenza dell'elettorato italiano nei prossimi anni”.

 

Bolzano e Merano, secondo Vettori, dimostrerebbero questa “fame” degli altoatesini per delle forze politiche slegate dalle logiche nazionali e più rispondenti alle esigenze locali. Se nel capoluogo, infatti, lista Zanin, lista Caramaschi e “Io sto con Bolzano” hanno rispettivamente ottenuto 5, 4 e 4 seggi – a fronte dei 7 di Pd, Svp e Lega, dei 5 dei Verdi e dei 4 di Fratelli d'Italia – diversa è stata la questione nella seconda città altoatesina, Merano, dove le civiche sono arrivate al ballottaggio perso per soli 37 voti.

 

Quella che si va tracciando, mettendo assieme le tessere di un unico grande mosaico – prosegue il consigliere provinciale ex leghista – è la via per un nuovo sentiero politico che dovrebbe essere il 'faro' per i movimenti politici italiani del territorio: quel 'grande sogno' di un'alternativa italiana alla Svp di cui da sempre si sente il bisogno e che mai nessuno è riuscito a creare. Un partito di raccolta dell'elettorato di lingua italiana che si proponga come la rappresentanza territoriale autonomista per gli italiani residenti in Alto Adige”.

 

Ad essere superata, secondo Vettori, deve essere quindi la tradizionale divisione degli italiani. Il tutto per non lasciare l'autonomia nelle sole mani dei tedeschi. “L'autonomia è un patrimonio di tutti i cittadini della provincia e non è più ammissibile che la sua tutela e il suo sviluppo siano demandati ai soli rappresentanti politici espressione degli elettori di lingua italiana e ladina. Lasciamo che a delegare questo onere e onore siano i partiti con quartier generale a Roma o a Milano e creiamo in loco un grande e unico movimento che abbia come cardine comune la base statutaria del nostro vivere politico”.

 

La missione è dunque riunire tutti, “con concretezza e comunione di intenti”. “Chi si è messo in gioco dimostrando spirito territoriale a servizio della comunità dovrebbe sedersi a un tavolo e ragionare, accogliendo le idee e le proposte di chi vorrebbe cooperare per creare un asse comune e compatto che, in vista della grande sfida provinciale del 2023, non abbia timore a confrontarsi con il 'mostro sacro' della Svp per offrire un'alternativa partitica stabile e di lungo respiro ai cittadini italiani e che punti senza paura anche a una rappresentanza parlamentare autonomista a Roma”.

 

Un progetto senz'altro ambizioso – conclude Vettori – ma è giunto il tempo che prenda corpo senza essere offuscato da protagonismi di sorta di questo o quel nome, incluso del sottoscritto. L'Alto Adige è pronto. Lo sarà anche la nostra classe politica? Da questa riflessione spero possa partire un ragionamento condiviso che porti oltre il burrone in cui, fino ad ora, si sono persi tutti colore che hanno osato credere nel grande progetto autonomista italiano”.

 

Il post- ballottaggio agitato ha riguardato particolarmente il centrodestra, da cui Vettori proviene. Il commissario per la Lega in Alto Adige Maurizio Bosatra ha dichiarato la sua intenzione di lasciare la provincia di Bolzano in una logica di ristrutturazione del partito, mentre il parlamentare Filippo Maturi, criticatissimo per la gestione della campagna elettorale a favore di Zanin, ha lasciato Bolzano per dedicarsi solo a Roma. Anche da Trento la stizza nei confronti dell'Svp (QUI articolo) ha portato il presidente del partito Alessandro Savoi ad attaccare la forza con cui la Lega trentina governa la Regione, mentre proprio Vettori è stato al centro di uno scontro con lo stesso consigliere provinciale trentino (QUI e QUI articoli). 

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