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Gardolo, si dimettono i consiglieri di maggioranza in contrasto con l'amministrazione. La candidata del M5S Martini: "Indegna lottizzazione contro i cittadini"

Sulla vicenda dei consiglieri di circoscrizione di Gardolo, dimessi dopo la scelta del Comune di proseguire con il progetto dell'area C3 a Melta, è intervenuta anche la candidata alle comunali per il Movimento 5 Stelle Carmen Martini. "Piena solidarietà ai consiglieri. Noi siamo l'unica forza che difende il territorio"

Pubblicato il - 25 giugno 2020 - 12:03

TRENTO. “Quello che si temeva è successo. La lottizzazione cementizia è entrata di forza nel PRG della Città di Trento. Si è manifestata di fronte al polmone verde del Parco di Melta, imposta contro il volere dei cittadini e di tutte le forze politiche del quartiere, camuffata con crudele cinismo, con i nobili fini del co-housing”. Non risparmia le critiche, Carmen Martini, candidata sindaco per il Movimento 5 Stelle nel capoluogo trentino.

 

Il clamoroso fatto avvenuto a Gardolo, dove i consiglieri circoscrizionali di centrosinistra, in maggioranza nella frazione nord della città, si sono dimessi in blocco in contrasto con l'amministrazione comunale, continua ad avere strascischi, portando al centro del dibattito sulle comunali la questione del Prg e delle scelte urbanistiche. Sul tema, nella giornata di ieri, mercoledì 24 giugno, si era pronunciato anche il candidato centrista e fuori dai blocchi Marcello Carli, che aveva indicato in un “concorso di colpa tra coalizioni di centrosinistra e centrodestra” la causa di questa “mortificazione della comunità”.

 

Ecco che cosa ha detto la candidata pentastellata Carmen Martini:

 

Quello che si temeva è successo. La lottizzazione cementizia è entrata di forza nel PRG della Città di Trento. Si è manifestata di fronte al polmone verde del Parco di Melta, imposta contro il volere dei cittadini e di tutte le forze politiche del quartiere, camuffata con crudele cinismo, con i nobili fini del cohousing.

 

La vecchia politica e le sue ipocrisie, da lustri imperanti a Palazzo Thun, hanno deciso che lo stop al consumo di territorio, la partecipazione di cittadini, comitati e organi del decentramento e pure la lealtà istituzionale possono essere sacrificati, anzi tranquillamente calpestati, per soddisfare appetiti inconfessabili e miserabili tornaconti elettorali.

 

Non più tardi di un paio d’anni fa, durante la fase d’avvio dell’iter di revisione del PRG, Andreatta sbandierava in tutti i consigli circoscrizionali della città il suo ambizioso obiettivo di non consumare nuovo suolo e di recuperare il patrimonio immobiliare esistente. Nulla di più ipocrita o velleitario. È bastato un bieco ostacolo ostruzionistico, crediamo non tanto casuale, per cedere senza remore e derogare ad uno dei più importanti capisaldi della legge urbanistica provinciale.

 

Il consiglio comunale, bipartisan, ha così deciso che Gardolo può essere sacrificato. Il sindaco e il centrosinistra raccontano di essere costretti a cedere al ricatto della destra e del cemento. In realtà però è più corretto scrivere che fingono di cedere, perché nei fatti la coalizione di governo e le liste della destra sono la stessa identica cosa e servono i medesimi padroni, condividendo la stessa mentalità e le stesse prospettive: prendere il potere asservendo la cosa pubblica agli interessi di pochi potenti privati, sempre gli stessi, già ricchissimi ma desiderosi di esserlo ancora di più a spese del resto della collettività. In quest’ottica non se la cava meglio nemmeno il timoniere del carrozzone multi lista (dall’estrema sinistra a Calenda e al notaio Piccoli) Ianeselli. Alla prova dei fatti si vede già ora quali siano la sua consistenza politica e il suo spazio di manovra rispetto ai tanti mammasantissima che gli devono portare i voti. Sulla speculazione rampante a Gardolo cosa fa Ianeselli? Tace, sorride, stringe mani, guarda oltre, vola alto... scansa il problema e non prende posizione perché non può e non vuole distanziarsi da un mondo di interessi speculativi che in questi anni di supposto centro sinistra ha fatto il bello e il brutto tempo. Della destra di Baraccetti & C. non vale invece nemmeno la pena di parlare, se Andreatta prima e Ianeselli oggi sono la maschera che serve a nascondere gli interessi degli speculatori, la destra in tutte le sue variopinte forme ne è la fotografia segnaletica.

 

Come M5S vogliamo esprimere la nostra piena solidarietà ai consiglieri dimissionari di Gardolo. Comprendiamo appieno la loro profonda amarezza e condividiamo con loro la necessità di difendere la loro circoscrizione dall’ingordigia degli speculatori e dei loro servitori politici. I fatti dimostrano come il Movimento 5 Stelle sia l’unica forza politica che si è sempre contraddistinta per la difesa dell’ambiente e del territorio, particolarmente penalizzati e sacrificati nella nostra città e in

special modo nella vasta area urbanizzata e industrializzata di Trento Nord. Siamo sempre stati e restiamo convintamente favorevoli al risparmio di suolo e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Non lo siamo solo a parole come Andreatta e Ianeselli, ma nei fatti. Lo prova ad esempio la recente introduzione (DL Rilancio) del super ecobonus al 110%.

 

Il M5S si è battuto e sempre si batterà per fare finalmente chiarezza sul ruolo e sulle funzioni delle circoscrizioni ed in particolare dei consigli circoscrizionali della città di Trento, che è infatti uno dei temi centrali del programma elettorale col quale intendiamo presentarci agli elettori. L’indegna vicenda della lottizzazione di Melta rende evidente l’urgenza di una riforma delle circoscrizioni che renda vincolanti i pareri espressi dai territori e dai cittadini.

 

Carmen Martini, Candidato Sindaco per Trento, anche a nome di tutti i candidati della lista Movimento 5 Stelle

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