Contenuto sponsorizzato

Una ''fake news'' (sulla Resistenza) non può nascondersi dietro la satira, a Salvini 15.000 euro di danni. La Cassazione cristallizza una decisione di Trento contro le ''bufale''

Assistito dalla sua legale, la trentina Claudia Eccher, l'ex ministro dell'interno ha vinto un'altra causa per diffamazione. Un blogger gli aveva attribuito una frase (''la resistenza fu solo al Nord. È evidente che al Meridione, allora come oggi, non avevano le palle di combattere'') e si era difeso dicendo che era satira ma a Roma è stato confermato quel che la corte d'appello di Trento aveva stabilito

Di Luca Pianesi - 17 gennaio 2020 - 18:33

ROMA. ''La resistenza fu solo al Nord. È evidente che al Meridione, allora come oggi, non avevano le palle di combattere. Sono da sempre dei vigliacchi". Questa la fake news, mascherata da ironia, attribuita all'ex ministro dell'interno Matteo Salvini che costerà al blogger che l'ha pubblicata 22.500 euro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha cristallizzato quanto era stato sancito dalla corte d'appello di Trento. Una sentenza molto importante che farà scuola e mette dei punti fermi rispetto al sempre più preoccupante fenomeno delle fake news che, a prescindere da chi vadano a colpire, rappresentano una piaga della nostra società.

 

Come il Dolomiti ci siamo sempre spesi in questa battaglia (finendo anche per essere a nostra volta oggetto di ''bufale'' confezionate, con scarsa arte, dal solito sito online che sente le ''voci'' QUI ARTICOLO) ed è importante sottolineare come proprio da Trento (terra, purtroppo, protagonista in negativo per alcune clamorose fake che hanno tratto in inganno la stampa nazionale QUI UNA SMENTITA DI OPEN e QUI UNA DI BUTAC oltre che alcune di gigantesche e gravissime che, fortunatamente, grazie anche a un lavoro di smentita, non si sono diffuse oltre ''confine'' QUI UN'AMPIA LISTA) a livello giudiziario si stiano gettando le fondamenta per una più chiara disciplina della materia.

 

''Non sussiste - scrive la Corte di Cassazione nella sua sentenza - l'esimente del diritto di critica nella forma satirica qualora essa, ancorché a sfondo scherzoso e ironico, sia fondata su dati storicamente falsi; tale esimente può, infatti, ritenersi sussistente quando l'autore presenti in un contesto di leale inverosimiglianza, di sincera non veridicità finalizzata alla critica e alla dissacrazione delle persone di alto rilievo, una situazione e un personaggio trasparentemente inesistenti, senza proporsi alcuna funzione informativa e non quando si diano informazioni che, ancorché presentate in veste ironica e scherzosa, si rivelino false e, pertanto, tali da non escludere la rilevanza penale''. 

 

I fatti sono i seguenti: Matteo Salvini, difeso dall'avvocata trentina Claudia Eccher (che negli ultimi mesi sta ottenendo diverse vittorie per casi di ''diffamazione'' attraverso l'uso dei social QUI IL CASO TOSCANI, QUI IL CASO DON DE CAPITANI), ha portato in giudizio un blogger che sulla pagina ''La Voce a 5 Stelle'' aveva scritto una sorta di intervista all'ex ministro dell'interno nella quale questi spiegava che "la resistenza non fu solo rossa, ma anche bianca, liberale e democratica", aggiungendo, però, quest'altro passaggio: "In compenso la resistenza fu solo al Nord. È evidente che al Meridione, allora come oggi, non avevano le palle di combattere. Sono da sempre dei vigliacchi".

 

Per la difesa del blogger tale frase sarebbe rientrata nel più generale diritto di satira e in primo grado il giudice gli aveva dato ragione, ma una volta in appello la situazione si è ribaltata e la stessa Cassazione non ha avuto dubbi nell'affermare che la satira ''può offrirne la rappresentazione surreale, purché rilevante in relazione alla notorietà della persona, assumendone contenuti che sfuggono all'analisi convenzionale e alla stessa realtà degli accadimenti, ma non astrarsene sino a fare attribuzioni non vere. Sul piano della continenza - aggiunge - il linguaggio essenzialmente simbolico e frequentemente paradossale della satira, in particolare grafica, è svincolato da forme convenzionali, onde non si può applicarle il metro consueto di correttezza dell'espressione. Ma, al pari di ogni altra manifestazione del pensiero, essa non può superare il rispetto dei valori fondamentali, esponendo la persona, oltre al ludibrio della sua immagine pubblica, al disprezzo". 

 

E ancora: ''Non sussiste l'esimente del diritto di critica nella forma satirica qualora essa, ancorché a sfondo scherzoso e ironico, sia fondata su dati storicamente falsi; tale esimente può, infatti, ritenersi sussistente quando l'autore presenti in un contesto di leale inverosimiglianza, di sincera non veridicità finalizzata alla critica e alla dissacrazione delle persone di alto rilievo, una situazione e un personaggio trasparentemente inesistenti, senza proporsi alcuna funzione informativa e non quando si diano informazioni che, ancorché presentate in veste ironica e scherzosa, si rivelino false e, pertanto, tali da non escludere la rilevanza penale''.

 

Insomma, in questo, caso non di ironia, non di satira si deve parlare quanto di vera e propria fake news. ''Secondo l'apprezzamento della Corte territoriale - spiega ancora la Cassazione facendo riferimento alla decisione della corte d'appello - nessun tono scherzoso o ironico trapelava dall'articolo, che, redatto nella forma dell'intervista, e quindi del 'fedele riporto delle dichiarazioni dell'intervistato', sembrava rientrare nella categoria delle notizie''. Confermata, quindi, la condanna per diffamazione della Corte d'appello ''alla pena di euro 5.000 di multa, nonché al risarcimento del danno, liquidato in euro 15.000'' con aggiunta del ''pagamento delle spese processuali, nonché alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile nel presente giudizio liquidate in complessivi euro 2.500, oltre accessori di legge''.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 ottobre - 16:03

Si tratta di una coppia, tutti i colleghi sono stati sottoposti a tampone al laboratorio dell'Azienda sanitaria e sono risultati negativi. La Mach: ''E' la dimostrazione dell’efficacia dei protocolli antiCovid 19 adottati" ed interviene anche il direttore dell'Apss che ha precisato come il contagio non possa essere avvenuto all’interno dei luoghi di lavoro

22 ottobre - 16:05

E' indubitabile il fatto che la scelta a Trento faccia storia. Ma è altrettanto indubitabile il rischio di inciampare nella retorica etnica per pubblicizzare un inedito istituzionale che è rilevante solo se non lo si considera “anormale”. La laurea, il dottorato, i traguardi raggiunti nelle conoscenze di sociologia, economia e finanza, le lingue parlate e il percorso in Trentino

22 ottobre - 13:19

Una proposta semplice quanto efficace che permetterebbe agli esercenti di ''salvare'' la stagione come avvenuto in estate tra plateatici allargati e tavolini all'aperto. Con il freddo si dovrebbe, altrimenti, tornare al chiuso ma tra regole sul distanziamento e la paura del ritorno del Covid-19 il rischio che gli spazi coperti restino semi-vuoti appare molto concreto

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato