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Baby gang, respinta la mozione delle minoranze. Valduga: "La soluzione è l'educazione, non la repressione"

E' stata respinta la mozione presentata dalle opposizioni in Consiglio comunale con cui si chiedeva di mettere mano al problema della baby gang creando un tavolo di confronto tra forze dell'ordine, categorie economiche ed associazioni ed aumentando i controlli. Il sindaco Valduga: "Bisogna lavorare sull'educazione, non sulla repressione"

Di Filippo Schwachtje - 17 febbraio 2021 - 15:52

ROVERETO. Baby gang a Rovereto, è stata respinta in Consiglio la proposta delle minoranze per “contrastare” il fenomeno. Il sindaco Francesco Valduga ribadisce: “Dal primo gennaio quasi due controlli al giorno da parte delle forze dell'ordine tra vicolo Parolari e l’Urban city, ora bisogna lavorare assieme sull'educazione, in sinergia con famiglie, scuola ed associazioni, non sulla repressione. Il tema è fondamentale, ma così la mozione non può essere condivisa”.

 

La ricetta delle opposizioni per un “piano di contrasto al degrado urbano ed alla violenza giovanile” - tema attualissimo in città dopo i fatti di cronaca di cui si sono resi protagonisti un gruppo di giovani nelle scorse settimane (QUI e QUI degli articoli) - presentata in Consiglio è piuttosto diretta: creare un tavolo di confronto che coinvolga forze dell'ordine, categorie economiche ed associazioni, aumentare il numero di unità della Polizia municipale, dotando allo stesso tempo gli agenti di videocamere e “sistemi di protezione passiva” (un kit che, come si legge sul sito del Ministero dell’Interno, è destinato ai servizi di ordine pubblico), la creazione di un'apposita unità cinofila ed il rafforzamento della videosorveglianza.

 

Come spiegato dal sindaco però i controlli nelle zone “a rischio” (in particolare nell’area dell’Urban city) non mancano. “Dal primo gennaio ad oggi - ha dichiarato Valduga - solo dalla Polizia locale sono stati effettuati 78 controlli, ai quali vanno poi aggiunti quelli delle altre forze dell'ordine e le progettualità legate alla videosorveglianza”. Duri i toni usati dalle minoranze. “La libertà è sicurezza”, ha dichiarato Piergiorgio Plotegher, di Fratelli d'Italia, parlando di una “violenza giovanile che a Rovereto abbonda”.

 

Non possiamo chiudere gli occhi e far finta di nulla - ha detto Wiliam Angeli della Lega Salvini - il più delle volte si parla di minorenni che non vengono puniti, i genitori prendono le loro difese”. Secondo il consigliere leghista in città mancherebbero “adulti educatori”.

 

“Non si può ragionare in bianco e nero, i problemi non si risolvono col manganello - ha sostenuto invece Gabriele Galli, di Rinascita Rovereto - se proprio si vuole implementare un’unità cinofila ad hoc, allora la si accompagni a due di pet therapy e per ogni nuovo agente assunto si trovino due assistenti sociali per seguire i ragazzi più problematici. I giovani non sono solo da indirizzare ma occorre farli diventare attori, dando loro idee per agire in prima persona”. Una posizione in un certo senso simile a quella già espressa su il Dolomiti giorni fa dall’assessora alla Cultura, creatività giovanile e innovazione Micol Cossali (QUI l’articolo) che, intervenendo proprio sulla questione della violenza giovanile, aveva sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei ragazzi nella vita cittadina per scongiurare situazioni di esclusione sociale.

 

La comunicazione è invece al centro dell'intervento della presidente del Consiglio comunale Cristina Azzolini, che ha ribadito l’importanza di un “mondo adulto” in grado di comunicare qualcosa ai più giovani per il quale “valga la pena vivere, impegnarsi e fare fatica. Non possiamo pensare di risolvere questa sfida attraverso scorciatoie che ne riducono la portata e la complessità. A volte ci si illude che sia sufficiente aumentare i controlli, irrigidire le regole”. Impostare l’azione dell’amministrazione su una dialettica di contrasto, secondo la presidente del Consiglio comunale, non porterebbe ad altro che ad una chiusura del dialogo intergenerazionale, strumento essenziale per l'integrazione di quei giovani che tendono ad isolarsi dalla comunità.

 

Da sottolineare infine come sia maggioranza che opposizione abbiano ringraziato l'aula intera al termine della discussione per aver portato avanti un dibattito così importante. Particolare che testimonia come, a prescindere dai colori politici, a palazzo Pretorio le politiche giovanili siano una priorità per il futuro della città.

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