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Caso Benetollo, l'assessora non può che confermare la fiducia al dg. Segnana su Sara Pedri: ''Spiace se la sua fragilità è stata acuita da una situazione lavorativa''

Si è passati dalla fretta di Fugatti di comunicare la remissione del mandato di Benetollo, all'assessora che spiega che è stata solo una ''dimenticanza'' in una vicenda dove, alla fine, la posizione più difficile resta proprio quella dell'assessora Segnana. Meglio chiudere la partita il prima possibile. Intanto Lucia Coppola interroga il presidente: ''Su quali basi l’assessora definisce fragile la dottoressa scomparsa. Non ritiene profondamente irrispettoso e superficiale supporre ciò, alleggerendo in questa maniera il peso psicologico del mobbing subito?''

Di Luca Pianesi - 05 luglio 2021 - 06:01

TRENTO. Stefania Segnana ha confermato la sua fiducia al direttore generale dell'Apss Pierpaolo Benetollo e d'altronde, visto quanto emerso, non poteva essere altrimenti. Ora, volendo ragionare per paradossi, bisognerà vedere se Pierpaolo Benetollo confermerà la fiducia nell'assessora Segnana e alla giunta Fugatti dopo quanto visto negli ultimi giorni, dopo la conferenza stampa del presidente della Provincia di Trento. Una fiducia reciproca che, ipotizziamo, verrà rinsaldata proprio oggi, lunedì 5 luglio, così da mettere fine a questa tempesta in un bicchiere d'acqua dove, di fatto, non è successo niente se non l'ennesima figuraccia di chi dovrebbe governare la Pat.

 

L'unica a rimanere con il più classico dei ''cerini in mano'', infatti, in questa vicenda è stata proprio l'assessora Stefania Segnana dopo che il presidente Fugatti con quella conferenza stampa di giovedì (alla quale ha partecipato anche l'assessora ma che ha lasciato parlare il presidente su questo argomento anche se riguardava il suo assessorato) è parso avere l'assoluta fretta di rivelare che il direttore generale dell'Apss era pronto a rimettere il suo mandato. Un fulmine a ciel sereno che è stato interpretato dai media come ''si è dimesso Benetollo'' mentre, come vi abbiamo raccontato anche sabato, il dg aveva semplicemente detto di essere pronto a rimettere il suo mandato (che è fiduciario) se la fiducia nei suoi confronti da parte della Giunta fosse venuta meno. Una conferenza stampa che ha rimandato a chi la ascoltava la gravità di una situazione che oggi, invece, pare essere risolta con ''è stata una distrazione''. 

 

''Il presidente Fugatti ha chiarito che la decisione del dottor Benetollo è legata ad un passaggio relativo al rinnovo di alcuni incarichi - ha specificato il comunicato stampa ufficiale della Pat rispetto alla conferenza stampa - tra cui quello di direttore dell’Unità operativa presso la quale lavorava la ginecologa Sara Pedri. Una situazione di cui l’Assessorato alla salute e la Giunta non erano stati messi a conoscenza prima della giornata di ieri''. In buona sostanza la giunta sarebbe stata informata solo ''ieri'' (giovedì 1 luglio) dal dottor Benetollo del fatto che il primario di ginecologia e ostetricia del Santa Chiara (il reparto al centro del caso sulla scomparsa di Sara Pedri) era stato rinnovato fino al 2025 con una delibera dell'Apss firmata dal dg il 7 giugno. 

 

Il problema? Che Benetollo poteva fare quella delibera e non doveva assolutamente coinvolgere l'assessorato per farla e che, in ogni caso, a quel rinnovo, come si legge nel testo della delibera, avevano partecipato anche il direttore sanitario Antonio Ferro, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo e il sostituto del Direttore per l’Integrazione Socio Sanitaria Andrenacci Arrigo: quindi se doveva ''saltare'' Benetollo perché la ''decisione'' di rinnovare il primario di Ginecologia non era ritenuta corretta dalla Giunta, allora dovevano saltare anche gli altri vertici dell'Apss che hanno partecipato a quella decisione. Insomma sia nella forma che nella sostanza del provvedimento preso Benetollo non era attaccabile. 

 

Inoltre l'Apss ha fatto tutto quello che doveva fare perché l'assessora Segnana e la Giunta potessero informarsi dell'accaduto: la delibera era pubblica, sul sito dell'Apss, dal 14 giugno e il consigliere Filippo Degasperi ha mostrato la mail del 15 giugno inviata ai consiglieri provinciali con all'interno anche quella delibera dell'Apss del 7 giugno (''Il caso era già esploso da una settimana - spiegava a il Dolomiti Degasperi -l'assessora certamente avrà saputo qual era il primario coinvolto nella vicenda. Qualcuno avrà aperto quella mail, qualcuno avrà verificato chi era stato nominato e rinominato? Non posso credere che non lo sapessero perché allora dobbiamo dubitare di tutto. Che manda a fare l'Apss le comunicazioni sul suo operato se poi l'assessorato e la Pat non le leggono nemmeno e a distanza di un mese fanno anche quelli stupiti per quanto accaduto?'').

 

Incredibile, questo sì, che nessuno nell'assessorato alla salute della Pat nonostante le indagini, le domande dei media, le possibilità di sapere quel che stava succedendo non avesse ancora quella informazione. Insomma, prima delle dimissioni del dg che si è comportato secondo procedura, ci sarebbero dovute essere quelle della stessa assessora che, come ha rilevato candidamente il presidente Fugatti parlando per lei in conferenza stampa, è venuta a sapere che il 7 giugno il primario di Ginecologia era stato rinnovato fino al 2025, con quasi un mese di ritardo (lo ha scoperto con stupore l'1 luglio), nonostante da settimane proprio quel primario e quel reparto fossero al centro della più importante vicenda che vedeva coinvolta l'Apss, quella legata alla scomparsa di Sara Pedri, con l'attenzione della stampa e delle televisioni nazionali e le indagini, interne ed esterne, avviate da tempo.

 

L'assessora ignorava, da quel che emerge, una delle informazioni più importanti di tutta questa vicenda: che il primario di Ginecologia era stato rinnovato fino al 2025 due giorni prima che scoppiasse il caso a Chi l'ha Visto. In un'intervista all'Adige di ieri Segnana ha confermato la sua fiducia a Benetollo e ha cercato di ridurre il tutto spiegando di voler ritenere la vicenda ''una dimenticanza'' del dg e ha anche detto che ''a me personalmente email con le delibere dell'Apss non arrivano. Comunque io non le ho viste''. Poi ha aggiunto, sulla scomparsa di Sara Pedri: ''Mi dispiace tantissimo per questa vicenda ancora da definire, soprattutto se la fragilità di questa giovane donna è stata acuita da una situazione lavorativa''. Su questo passaggio la consigliere Lucia Coppola ha presentato un'interrogazione in Aula.

 

''Spiace che l’assessora definisca la dottoressa scomparsa come una donna fragile - scrive la consigliera dei Verdi -. La difficile situazione lavorativa sarebbe stata quindi una concausa ad un’eventuale decisione di scomparire. Io non ho né le competenze né le conoscenze per sapere quanto ha inciso il mobbing subìto sulla situazione psicologica della dottoressa e credo neppure l’assessora. La sua famiglia l’ha descritta come una donna serena fino a quando non si è ritrovata a lavorare presso il reparto di Ginecologia ed Ostetricia. Non mi piace e non accetto la supposizione che alla base ci sia stata una fragilità psicologica. Sembra quasi che si voglia trovare una giustificazione di base alla sua scomparsa''.

 

''Nello stesso tempo - prosegue Coppola - l’assessora liquida come una semplice dimenticanza il non essere stata informata del rinnovo del contratto al primario di Ginecologia. Ma come? Non si trattava di normale amministrazione. Sono in corso indagini su più fronti sulla situazione lavorativa presso il reparto gestito dal primario: è normale rinnovare il contratto senza attendere i risultati delle indagini? Mi risulta difficile immaginare che non si sia parlato di questo fra Apss e Assessorato''.

 

E allora ecco i quesiti cui dovrà rispondere il Presidente della Provincia di Trento per sapere: ''Su quali basi l’assessora Segnana definisce fragile la dottoressa scomparsa; se non ritenga profondamente irrispettoso e superficiale supporre che la situazione lavorativa abbia acuito una fragilità di base della dottoressa, alleggerendo in questa maniera il peso psicologico del mobbing subito; se non ritenga assurdo e quindi poco credibile che sia stato rinnovato un contratto al Primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia, il cui operato è sotto esame sia da parte della Magistratura, di una commissione interna e ora anche da parte ministeriale, senza che l’assessorato ne sia stato informato, posto che anche noi consiglieri avevamo a disposizione la delibera''.

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