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Caso Pedri, Segnana scopre un mese dopo la delibera con ''valutazione positiva per l'operato'' del primario di ginecologia che lo rinnova fino al 2025 e scoppia il caos

La Pat ha chiarito che la decisione del dottor Benetollo di rimettere il suo mandato è arrivata perché l'assessorato alla salute ha scoperto solo giovedì la delibera con la quale il 7 giugno il dottor Tateo è stato rinnovato nel suo ruolo fino al 2025. Le dimissioni ancora non ci sarebbero ma la confusione generata dal presidente Fugatti con le sue dichiarazioni in conferenza stampa hanno dato il via a un'escalation di prese di posizione. Benetollo ora appare come il responsabile di tutto anche se la delibera ha visto la partecipazione attiva anche di Ferro (ecco il documento) e il vero scandalo è che chi governa la Provincia non sapesse nulla di un fatto cruciale di cui si discute da settimane

Di Luca Pianesi - 03 luglio 2021 - 06:01

TRENTO. ''Il presidente Fugatti ha chiarito che la decisione del dottor Benetollo è legata ad un passaggio relativo al rinnovo di alcuni incarichi, tra cui quello di direttore dell’Unità operativa presso la quale lavorava la ginecologa Sara Pedri. Una situazione di cui l’Assessorato alla salute e la Giunta non erano stati messi a conoscenza prima della giornata di ieri''. Questa, riportata nel comunicato stampa della Pat, sarebbe la motivazione per la quale il direttore generale dell'Apss ha rimesso il suo mandato: ha sottoscritto, un mese fa, una delibera con la quale il dottor Tateo (in ferie in questa fase burrascosa) veniva rinnovato alla carica di direttore dell'unità operativa di ginecologia e ostetricia e il ''povero'' assessorato alla salute della Pat, ignaro di tutto, ha scoperto il fatto ieri.

 

Solo un mese dopo la delibera, nonostante la questione sia semplicemente il tema centrale della cronaca locale e anche nazionale dal 9 giugno e da tempo l'assessora Segnana dovrebbe sapere tutto e anche di più sulla vicenda anche perché dovrebbero essere operative da svariate settimane commissioni di indagine interne di vario tipo e natura. E invece ecco il siluro, sganciato ieri mattina in conferenza stampa da Fugatti in modo, come suo solito, molto confuso, tanto da far apparire lo stesso Benetollo come già dimesso, mentre da quanto risulterebbe Benetollo avrebbe solo detto che era pronto a rimettere il suo mandato alla giunta essendo il suo un incarico fiduciario e se non c'era condivisione rispetto alla delibera andava verificata proprio la ''fiducia'' dell'incarico. Una vicenda gestita come peggio non si poteva dal presidente della Provincia che in realtà, con la confusione creata in conferenza stampa, pare essere riuscito a scaricare le responsabilità sul dg Benetollo quando il vero scandalo è che l'assessora competente e lo stesso Fugatti non sapessero nulla di una delle vicende chiave del momento che riguardano il loro territorio e la loro sanità.    

 

Ma facciamo un passo indietro: la delibera dell'Apss, porta la data del 7 giugno. Due giorni dopo la trasmissione nazionale ''Chi l'ha Visto?'' faceva esplodere il ''caso'' Sara Pedri la giovane scomparsa già da tre mesi (era il 4 marzo) e che, dalle ricostruzioni fatte e dalle testimonianze ascoltate, avrebbe trovato all'interno del reparto un clima molto ostile con testimoni che sono arrivati a parlare di vero e proprio mobbing e pressioni insopportabili. Le indagini sulla sua sparizione andavano avanti da settimane e c'erano interrogazioni depositate in consiglio provinciale su quel reparto dell'Ospedale Santa Chiara che risalivano addirittura a due anni prima (si ricorda quelle di Degasperi ma anche Cia aveva sollevato il problema di un eccessivo turn over in quel reparto ed entrambi chiedevano all'assessora Segnana perché da quel reparto medici, ostetriche e infermieri scappavano a gambe levate e quanti erano stati ad andarsene nel tempo).

 

Segnana, però, come troppo spesso accade, negli anni non ha trovato il tempo di rispondere ai quesiti disinteressandosi all'argomento (la risposta a Degasperi è arrivata solo pochi giorni fa) e oggi, dal comunicato stesso della Pat, si scopre che non era nemmeno a conoscenza del fatto che il dottor Tateo era stato rinnovato per altri 5 anni, meno di un mese fa. Ma c'è altro da aggiungere perché se è vero che la firma della delibera è quella di Benetollo va anche detto che nello stesso atto, oggi ''pietra dello scandalo'', si legge che il direttore generale ''esamina l’argomento di cui all’oggetto coadiuvato da: direttore sanitario Antonio Ferro, direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo e dal sostituto del Direttore per l’Integrazione Socio Sanitaria Andrenacci Arrigo''. 

 

A rispondere pubblicamente, poi, del ''caso Sara Pedri'' nelle ultime settimane è stato sempre il direttore sanitario Antonio Ferro che in conferenza stampa ha anche chiarito che dalle prime indagini non era emerso nulla di grave e nessuna correlazione tra quanto accaduto dentro il reparto di ginecologia e ostetricia e la scomparsa della giovane. Ed effettivamente una qualche forma di approfondimento ci dev'essere stata perché la stessa delibera del 7 giugno per il rinnovo di Tateo recita ''a scadenza incarico, il dott. Tateo è stato sottoposto a verifica e valutazione in relazione alle attività professionali svolte ed ai risultati raggiunti'' e ancora: ''Il Collegio Tecnico competente ha verificato l’attività svolta dal dott. Tateo ed ha espresso valutazione positiva''. E ancora si aggiunge che per arrivare alla firma della delibera: ''Acquisito il parere favorevole del direttore amministrativo, del direttore sanitario e del sostituto direttore per l’integrazione socio sanitaria nella riunione del Consiglio di direzione''.

 

La remissione del mandato di Benetollo, allora, mentre da Roma, per la prima volta nella storia, sono costretti a mandare degli ispettori dal ministero della salute per un'indagine autonoma e slegata dalla stessa Apss, è solo un piccolo atto formale perché è chiaro che se è proprio questa delibera, come dicevamo, la ''pietra dello scandalo'' è anche chiaro che non è solo Benetollo a dover rimettere il suo mandato e che quel che deve preoccupare tutti i trentini non è l'atto in sé del dottor Benetollo ma l'assoluta assenza dell'assessora su ogni questione. Il terremoto all'interno dell'Apss sembra solo all'inizio e a questo punto anche la poltrone dell'assessora traballa con le opposizioni che, a gran voce, chiedono le dimissioni di colei che ha la responsabilità politica (la più importante) di tutta la vicenda.

 

 

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