Caso Pedri, Benetollo non aveva informato la Giunta sul rinnovo del primario di ginecologia? Degasperi: ''Falso, una mail dell'Apss era arrivata a tutti il 15 giugno''
Il presidente Fugatti ha spiegato il gesto del direttore generale dicendo (GUARDA IL VIDEO) che la giunta è stata informata del rinnovo del primario di ginecologia e ostetricia del Santa Chiara (quello al centro del caso Sara Pedri) solo giovedì 1 luglio mentre l'atto formale risaliva al 7 giugno (e il caso ''esplodeva'' sulla Tv nazionale il 9 giugno). ''Ma non è così - spiega il consigliere di Onda Civica - perché anche a me era arrivata la comunicazione protocollata dall'Apss il 15 giugno. Ora se l'assessorato alla salute non apre nemmeno le mail che arrivano dall'Azienda sanitaria questo è ancora più grave''

TRENTO. ''Le cose sono due: o Fugatti e Segnana hanno mentito in maniera palese ai trentini a reti unificate o, e sarebbe ancora peggio, davvero non sapevano della delibera nonostante fosse stata inviata a tutti i consiglieri provinciali, compresi loro, protocollata dall'Apss il 15 giugno. In ogni caso siamo all'assurdo più totale. Qui o si sta mentendo ai cittadini o l'apparato dell'assessorato alla salute nemmeno legge le comunicazioni protocollate dell'Apss nonostante, poi, il caso fosse già esploso a livello nazionale''. E' il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi a parlare e a commentare l'incredibile vicenda legata alla remissione del mandato del direttore dell'Apss Pierpaolo Benetollo fatta emergere in maniera un po' confusa e a sorpresa dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa di ieri dove il tema principale di discussione era la stazione di Calliano.
A margine di questo incontro, all'improvviso, è arrivato il fulmine a ciel sereno del governatore che ha calato l'asso lasciando tutti sbigottiti. ''Il presidente Fugatti ha chiarito che la decisione del dottor Benetollo è legata ad un passaggio relativo al rinnovo di alcuni incarichi - ha specificato il comunicato stampa ufficiale della Pat - tra cui quello di direttore dell’Unità operativa presso la quale lavorava la ginecologa Sara Pedri. Una situazione di cui l’Assessorato alla salute e la Giunta non erano stati messi a conoscenza prima della giornata di ieri''. In buona sostanza la giunta sarebbe stata informata solo ''ieri'' (giovedì 1 luglio) dal dottor Benetollo del fatto che il primario di ginecologia e ostetricia del Santa Chiara (il reparto al centro del caso sulla scomparsa di Sara Pedri) era stato rinnovato fino al 2025 con una delibera dell'Apss firmata dal dg il 7 giugno.
''Il fatto è arrivato alle cronache nazionali tra il 10 barra 11. - ha detto Fugatti, anche se la trasmissione di Chi l'ha Visto è stata il 9 ma cambia poco -. Però proprio perché la Giunta provinciale ha chiesto chiarezza, la giunta provinciale ne è venuta a conoscenza da parte del direttore dell'azienda sanitaria solo nella giornata di ieri. A questo ha fatto seguito che il direttore dell'Apss ha rimesso il suo mandato. Questo per noi è anche sinonimo della chiarezza che abbiamo chiesto''. Il problema? E' che in realtà tutti i consiglieri provinciali (e la Giunta a maggior ragione e l'assessorato alla salute ancor più a maggior ragione) avevano avuto la comunicazione di quella nomina fatta il 7 giugno, il 15 giugno via mail (tra l'altro l'Apss ha rispettato anche i principi di trasparenza visto che dal 14 giugno è tutto pubblico e consultabile sul sito dell'azienda)
''Mi ricordavo che era arrivato qualcosa e sono andato a recuperarmelo - spiega Filippo Degasperi -. Io sono un consigliere di opposizione e chiaramente non posso avere sotto controllo tutta la comunicazione che arriva da ogni dipartimento, ma ricordavo qualcosa. Possibile che l'assessorato alla salute non sapesse niente nonostante fosse stata informata la stessa assessora con tanto di mail protocollata e i suoi uffici? Il caso era già esploso da una settimana, l'assessora certamente avrà saputo qual era il primario coinvolto nella vicenda. Qualcuno avrà aperto quella mail, qualcuno avrà verificato chi era stato nominato e rinominato? Non posso credere che non lo sapessero perché allora dobbiamo dubitare di tutto. Che manda a fare l'Apss le comunicazioni sul suo operato se poi l'assessorato e la Pat non le leggono nemmeno e a distanza di un mese fanno anche quelli stupiti per quanto accaduto?''.
Insomma, tutta la vicenda è davvero molto confusa. Non si capisce perché a pagare dovrebbe essere il direttore generale Benetollo che ha agito secondo le sue prerogative, tra l'altro con una delibera che, come si legge nel testo, ha visto la partecipazione anche di Ferro, Anselmo e Andreacci: ''Esamina (Benetollo ndr) l’argomento di cui all’oggetto coadiuvato da: direttore sanitario Antonio Ferro, direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo e dal sostituto del Direttore per l’Integrazione Socio Sanitaria Andrenacci Arrigo''. ''Non possono essersene accorti solo adesso - conclude Degasperi - vorrebbe dire che davvero non c'è una gestione dell'assessorato alla salute della Pat e questo sarebbe ancora più preoccupante''.



















