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| 10 lug 2021 | 06:01

Caso Pedri, Bordon: ''Dispiace per Benetollo e posso comprendere la riflessione: fiducia e rispetto del ruolo fondamentali. La delibera di conferma? Si segue un iter''

Il 13 luglio sarà un anno esatto che Bordon ha lasciato la guida dell'Apss, mentre l'incarico è stato affidato a Benetollo a novembre 2020: "Avverto una certa preoccupazione e soffro per questa situazione. Il contratto del primario era scaduto a novembre 2020 e il mandato è stato rinnovato a giugno 2021. Avevo avuto incontri con l'Ordine dei medici ma non c'erano elementi"

Caso Pedri, Bordon: Dispiace per Benetollo e posso comprendere la riflessione: fiducia e rispetto del ruolo fondamentali

TRENTO. "Non entro nel merito della vicenda perché non sono naturalmente a conoscenza degli elementi. Mi dispiace che Pier Paolo Benetollo abbia rimesso il mandato per la stima umana e professionale che nutro nei suoi confronti". A parlare è Paolo Bordon, ex numero uno dell'Apss e attuale direttore generale dell'Usl di Bologna. "Conservo amicizie e relazioni in Trentino, avverto una certa preoccupazione. Sono stati anni molto belli e soffro nel vedere l'Azienda sui quotidiani e sulle televisioni nazionali in questo modo".

 

Il 13 luglio sarà un anno esatto che Bordon ha lasciato la guida dell'Apss, mentre l'incarico è stato affidato a Benetollo a novembre 2020. Il rischio è quello di un altro terremoto ai vertici della sanità trentina. "Questo ruolo - dice l'ex dg di Trento - si basa su due principi fondamentali: la fiducia e il rispetto del ruolo tecnico, quest'ultimo non può essere prevaricato. Se mancano questi elementi e poi la relativa serenità, questa resta l'unica strada".

 

La crisi ai vertici dell'Apss è stata innescata dalla delibera di riconferma del primario di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Santa Chiara di Trento. Un provvedimento del 7 giugno scorso: il presidente della Pat ha comunicato che la Giunta e l'assessorato sarebbero stati informati solo un mese dopo (Qui articolo). Da qui Benetollo aveva deciso di rimettere il mandato (Qui articolo).

 

Nelle ore successive è emerso che già il 15 giugno i consiglieri provinciali avevano ricevuto i documenti e che quindi Segnana sarebbe dovuta essere stata a conoscenza delle decisioni dell'Apss, soprattutto per la delicatezza della situazione relativa alla scomparsa di Sara Pedri a marzo. L'assessora poi ha riconfermato Benetollo con quest'ultimo che però ha ribadito la volontà di rimettere il mandato (Qui articolo). La Pat ha preso ulteriore tempo in attesa dei risultati delle commissioni.

 

"Non entro nel merito - aggiunge Bordon - ma posso immaginare che l'atto sia stato adottato per un rinnovo che segue un iter tecnico preciso. Il contratto del primario era scaduto a novembre 2020 e il mandato è stato rinnovato a giugno 2021. Un ritardo dovuto probabilmente all'emergenza Covid da dover gestire, l'epidemia ha rallentato molte attività, difficile riunirsi. Anche qui a Bologna naturalmente ci sono state situazioni simili".

 

Una vicenda confusaA pagare il conto è il direttore generale Benetollo che sembra comunque aver agito secondo le sue prerogative. Una delibera, infatti, che ha visto diversi passaggi. A monte c'è anche una valutazione, positiva, della commissione tecnica.

L'iter è quello: un primario viene valutato da una commissione di pari grado. E' un obbligo e i criteri sono puramente e meramente tecnici: i risultati non possono essere analizzati in maniera discrezionali, questo per evitare eventuali apprezzamenti strettamente politici. Evidentemente il risultati conseguiti dal reparto sono stati giudicati positivamente.

 

Nella scelta il direttore generale è stato coadiuvato da direttore sanitario, direttore amministrativo e dal sostituto del Direttore per l’integrazione socio sanitaria (Qui articolo). La responsabilità ricade interamente su Benetollo?

La procedura vuole che i primi protagonisti della delibera siano il collegio di direzione, il direttore sanitario e i membri del consiglio di direzione (direttore amministrativo e sostituto direttore per l'integrazione socio sanitaria, ndr): se valutano in modo positivo un professionista, propongono la nomina o la riconferma di un primario. A quel punto, garantita la correttezza della procedura, il direttore generale firma il provvedimento. Ma la decisione, in prima battuta, non è del dg.

 

Intanto il dg ha rimesso il mandato ma è operativo. Il rischio comunque è quello di cambiare nuovamente guida dell'Apss.

E' chiaro che cambiare un altro direttore generale in così poco tempo è un problema, il settore necessita di continuità. Il mio mandato ormai era quasi terminato, ho cambiato dopo 4 anni e mezzo: ho ricevuto questa offerta da Bologna, un posto di lavoro ambito e sono stato cercato senza tentennamenti. Credo che Benetollo abbia gestito bene l'emergenza Covid, finalmente era stata superata una fase complessa che ha limitato diverse funzioni e c'era molto da pianificare. E' importante che non ci siano vuoti di potere, altrimenti a rimetterci è la popolazione.

 

Se ritrova le motivazioni e si ripresentano le condizioni di fiducia, giusto che Benetollo possa andare avanti per portare avanti gli interessi della comunità. Posso comprendere la profonda riflessione prima della decisione. Diversamente fa bene a lasciare la guida dell'Apss. A me dispiace molto per questa vicenda, un collega che stimo dal punto di vista umano e professionale. Questo ruolo si basa su due principi fondamentali: la fiducia e il rispetto del ruolo tecnico, quest'ultimo non può essere prevaricato. Se mancano questi elementi e poi la relativa serenità, quella di cambiare resta l'unica strada valida.

 

L'Ordine dei medici aveva segnalato nel 2018 alcune criticità all'interno del reparto di ostetricia e ginecologia. C'erano già le avvisaglie di un clima così difficile? Perché non si è intervenuti con maggior risolutezza? (Qui articolo)

Non conosco l'attuale pressione all'interno del reparto. Quando sono arrivato abbiamo investito molto in questo servizio, che è diventato punto di riferimento anche per Cles e Cavalese. C'era turn over, ma il saldo degli operatori era positivo e il reparto non era stato impoverito. Anzi, ostetricia e ginecologia di Trento è diventato un reparto attrattivo per giovani medici da fuori Provincia, apprezzato per le possibilità di crescita e formazione professionale. 

 

Confermo che ci sono stati alcuni incontri con l'allora direttore sanitario Claudio Dario e il presidente dell'Ordine, Marco Ioppi, per alcune segnalazioni, in particolare sulla mobilità. Non è stato sottovalutato nulla e non c'erano elementi che facessero presupporre a questa situazione. Inoltre non conosco Sara Pedri in quanto la sua assunzione è successiva alla mia partenza per Bologna. Adesso ci sono le indagini e si deve rispettare il lavoro che viene portato avanti.

 

Le ragioni di opportunità di far presiedere al direttore sanitario una commissione interna quando pochi giorni prima aveva affermato che dalle prime indagini non era emerso nulla di grave e nessuna correlazione tra quanto accaduto dentro il reparto di ginecologia e ostetricia e la scomparsa della giovane?

Non conosco la vicenda e non mi permetto di giudicare. Posso solo esprimere vicinanza e affetto alla comunità trentina e all'Apss, rappresentano una parte importante, bella e ricca di soddisfazione della mia vita. Mi dispiace assistere a questa situazione. Conservo molti amici e contatti, c'è tanta preoccupazione che condivido per questa vicenda e le incertezze.

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