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Concerto Vasco Rossi, tra un “non so” e un “vedremo” l’unica certezza è che Fugatti vuole il suo palcoscenico tanto da dedicare una via o una piazza al Blasco nazionale

Dopo essere stato smentito per ben due volte Fugatti ci riprova e in caso di successo il palcoscenico non sarà solo per Vasco Rossi, eppure, sul grande evento aleggiano molte incognite a partire dai costi e dalla logistica. A meno di 10 mesi dal concerto il presidente della Pat dice di non saper quantificare le spese a carico della Provincia e nemmeno quali strutture saranno realizzate sull’area di San Vincenzo: “Lo vedremo, è 15 anni che aspettiamo, possiamo attendere un altro mese”

Di Tiziano Grottolo - 29 luglio 2021 - 06:01

TRENTO. “Noi oggi abbiamo qui i migliori manager a livello nazionale e internazionale del settore artistico ci sono tante tematiche legate a questo concerto, lasciamo le domande gestionali a chi amministra, ne parleremo in un evento a parte, per rispetto dei professionisti dello spettacolo parliamo delle questioni che riguardano il concerto”. Così il presidente Maurizio Fugatti scansa, almeno dalla diretta streaming della Provincia, le domande più scomode sul maxi-concerto di Vasco Rossi che dovrebbe tenersi a maggio 2022 nell’area di San Vincenzo a Mattarello.

 

Per la verità come Il Dolomiti una domanda abbiamo pure provato a farla ma non è stato possibile. Ad ogni modo Fugatti si è concesso ai giornalisti a margine della conferenza stampa. Le risposte però sono state a dir poco evasive e, da quanto emerge, ci sono ancora molte incognite da risolvere per quanto riguarda sia la logistica che gli investimenti diretti che la Provincia dovrà sostenere. Eppure mancano poco meno di 10 mesi all’evento che secondo le stime della stessa Provincia porterà nel capoluogo almeno 120mila persone.

 

Relativamente ai costi a carico alla Provincia, oltre a quello che è stato pubblicato da Il Dolomiti utilizzando quanto riportato nello schema di convenzione che Pat, Big Bang Srl e Giamaica Srl (le due società che hanno l’esclusiva sui concerti di Vasco Rossi) dovrebbero firmare, non c’è molto altro. Il presidente della Provincia, a precise domande si è trincerato dietro a frasi di circostanza. A quanto ammonteranno le spese a carico della Provincia per l’organizzazione del concerto, esiste una stima? “No, ci sta lavorando Trentino Marketing”, dice Fugatti. Il cachet di Vasco Rossi? Non pervenuto. Quali strutture saranno realizzate sull’area di San Vincenzo? “Lo vedremo, è 15 anni che aspettiamo, possiamo attendere un altro mese”. La Pat incasserà una quota dalla vendita dei biglietti per il concerto?Fa sempre parte della convenzione che stanno facendo loro (Trentino Marketing ndr), francamente non lo so”. Ma sul sito della Provincia assieme alla delibera per il via libera al concerto è stato pubblicato anche lo schema della convenzione… “Questo non lo so dire, non seguo tutto”, la replica di Fugatti.

 

Eppure, tra tutti i “non so” del presidente, nella convenzione allegata alla delibera c’è stato il tempo di stabilire che, fra le attività collaterali a carico della Pat, ci sarà pure l’intitolazione a Vasco Rossi di un luogo (strada, monumento, targa o altro) a futura memoria del concerto, il cantante poi sarà insignito della massima onorificenza della Provincia autonoma, cioè l’Aquila di San Venceslao.

 

Al di là di questi dettagli però, al momento, non è nemmeno chiaro a quanto ammonterà l’indotto sul territorio, citando Maurizio Rossini, l’amministratore delegato di trentino Marketing, Fugatti ha parlato di un giro di affari tra i 10 e i 15 milioni,ma non abbiamo ancora definito tutti i dettagli del contratto”. Una stima più precisa arriva dallo stesso Rossini: “Ci simo confrontati con gli amici di Modena e con chi organizzi concerti di questo tipo e il valore a spettatore oscilla dai 30-40 euro per chi viene in giornata, ai 250-300 euro di chi si ferma più giorni. Assieme a Live Nation (colosso americano della promozione eventi ndr) stiamo proprio predisponendo il sito ad hoc che dialogherà con decine di migliaia di fan proprio per lavorare su questi aspetti. Fra l’altro c’è da considerare che l’evento non è solo un concerto, ma riguarda la stessa preparazione del concerto, il concerto Zero di prova e poi il concerto principale, questo vorrà dire tante persone che magari si fermeranno qui. Ci aspettiamo di vedere un ritorno importante”.

 

Fugatti si lascia sfuggire delle cifre solo a proposito dei costi per l’infrastrutturazione dell’area, al momento dismessa, che si aggireranno, dice il presidente della Pat, fra 1 milione o 1 milione e mezzo di euro. “L’area sarà adeguata ma non sarà solo uno spot, poi servirà per tutto quello che verrà – perché, prosegue Fugatti non posso avere la presunzione che Vasco Rossi venga tutti gli anni in Trentino, di one shot ce ne è uno, poi altri cantanti che ti portano 120mila persone probabilmente sul mercato non ci sono, possono esserci quelli che te ne portano 15, 20 o 25 mila, chiaro quindi che secondo l’amministrazione provinciale questa può essere un’area che verrà adibita a tante altre cose”.

 

Questa in fondo pare essere l’unica certezza del presidente della Pat, in un certo senso quello dell’area di San Vincenzo sarà un palcoscenico anche per la Giunta leghista, un crocevia importante, e Fugatti lo ha capito. Dopo essere stato smentito per ben due volte (l’ultima a ridosso delle elezioni comunali del 2020) a proposito dell’arrivo del rocker modenese a Trento, non può essere un caso che il nome scelto per inaugurare la Trentino Music Arena sia proprio quello di Vasco Rossi. In altre parole nel 2022 Fugatti avrà la possibilità di calciare un rigore, con un anno di anticipo sulle elezioni provinciali del 2023. Eppure, indipendentemente dalla sua realizzazione o meno, resta da capire quanto questo pallone peserà sulle casse provinciali.

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