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| 16 nov 2021 | 20:16

Coronavirus, l'allarme di Bolzano: ''Significativo peggioramento. Vaccinati a -10% rispetto alla media nazionale e indisciplina nell’osservare le norme''

La situazione è complicatissima in Alto Adige con una fortissima recrudescenza dell'epidemia. I tassi di ospedalizzazioni sono ormai prossimi a superare le soglie d'allerta e l'inserimento in zona gialla, con le relative limitazioni tra obbligo di mascherina anche all'aperto e capienza ridotta per gli eventi, appare vicinissimo. Il punto della Provincia di Bolzano con Kompatscher e Widmann

BOLZANO. "Si è registrato un significativo peggioramento con un aumento esponenziale dei nuovi contagi". A dirlo l'assessore Thomas Widmann. "Nella seconda settimana di ottobre veniva trovati, in media, 23 nuove infezioni al giorno, nella seconda settimana di novembre il numero è salito a 302 casi. L'incidenza su 7 giorni è passata da 44 a 390 nello stesso periodo, quindi è aumentata di quasi dieci volte".

 

La situazione è complicatissima in Alto Adige con una fortissima recrudescenza dell'epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati comunicati inoltre 3 decessi. I tassi di ospedalizzazioni sono ormai prossimi a superare le soglie d'allerta e l'inserimento in zona gialla, con le relative limitazioni tra obbligo di mascherina anche all'aperto e capienza ridotta per gli eventi, appare vicinissimo. 

 

"Siamo quasi al livello della Germania e registriamo i valori più elevati a livello nazionale. E' inoltre triplicato il numero dei pazienti affetti da coronavirus nei normali reparti degli ospedali. Sappiamo dalle ondate passate - prosegue Widmann - quanto velocemente la situazione può diventare difficile da gestire. Una situazione che rischiamo di dover affrontare a breve". 

 

L'Azienda sanitaria altoatesina cerca di correre ai ripari, con una rimodulazione dell'offerta ospedaliera e l'apertura di un altro reparto Covid. Un trend dettato anche da copertura vaccinale molto più bassa rispetto alla media nazionale. "L'ondata sta aumentando ma può ancora essere fermata. E' fondamentale fare il vaccino - continua Widmann - non ritardare la terza dose e così evitare ogni rischio di infezione attenendosi rigorosamente alle regole di distanziamento, igiene e l’utilizzo della mascherina. Attenersi a queste regole ed estendere la vaccinazione sono le uniche possibilità per fermare il passaggio alla zona gialla e arancione".

 

Alle porte di una stagione invernale attesissima dopo il blackout dell'anno scorso e del periodo natalizio, c'è molta preoccupazione in Alto Adige per la crescita della curva (Qui articolo). Negli scorsi giorni il presidente Arno Kompatscher ha chiesto di ricorrere al modello austriaco con un lockdown per i no vax (Qui articolo). Anche le altre Regioni sembrano appoggiare questa ipotesi per frenare il contagio (Qui articolo). 

 

"La zona arancione avrebbe gravi ripercussioni sociali ed economiche per tutte le categorie. L'obiettivo della Giunta provinciale è quello di limitare le restrizioni al gruppo di popolazione non vaccinata, ma ogni decisione dipende da Roma", spiega Widmann, mentre Kompatscher aggiunge: "Il quadro è tutt’altro che soddisfacente: i dati peggiorano e andiamo verso una situazione sempre più pesante negli ospedali. I dati più preoccupanti riguardo alla pandemia giungono dal Nord, ma anche il Friuli e il Veneto si trovano nella nostra stessa situazione. Si parla di ulteriori misure per inasprire le limitazioni, ma si tratta di questioni che devono essere affrontate con provvedimenti legislativi che devono essere adottati a livello nazionale. In questo quadro cercheremo comunque di individuare anche a livello provinciale misure che possano aiutare a migliorare la situazione epidemiologica".

 

Il presidente ha quindi affermato che la situazione altoatesina si caratterizza per due problemi specifici: "Un tasso di vaccinati inferiore del 10% rispetto alla media nazionale, con oltre 100 mila persone oltre i 12 anni che non si sono ancora vaccinate, e una certa indisciplina nell’osservare le norme relative al distanziamento, all’igiene e all’utilizzo delle mascherine. Non vengono effettuati abbastanza controlli da parte dei gestori degli esercizi pubblici, dei titolari delle aziende che a loro volta devono essere controllati dalle forze dell’ordine. Abbiamo avuto una riunione con le parti sociali e mai come questa volta abbiamo avuto un’ampia condivisione in merito alla situazione e sulla necessità di agire per far rispettare le regole. Il mio non è soltanto un appello, ma la richiesta seria di far seguire alle parole i fatti".

 

Tutti i partecipanti all’incontro si sono impegnati, anche per iscritto, di far osservare le regole nei loro rispettivi ambiti di competenza. "E lo stesso dovrebbero fare i singoli cittadini. In tutti gli ambiti è quindi fondamentale evitare i rischi, cerchiamo di ridurre i contatti allo stretto necessario per non dover arrivare a ulteriori misure che però comportano gravi danni alla nostra vita sociale ed economica”. Nel quadro delle misure decise oggi dalla Giunta, ha aggiunto il presidente, da domani l’Azienda sanitaria metterà a disposizione di tutti coloro che sono stati vaccinati da almeno sei mesi la dose booster.

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