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“Da noi tutti sono benedetti”, Ulrich Kössler il parroco di Gries apre alle coppie Lgbtq. Critiche da Fratelli d’Italia: “Lasci perdere la politica”

Dopo che la Congregazione per la dottrina della fede cattolica ha di fatto vietato ai sacerdoti di benedire le coppie dello stesso sesso il parroco di Gries non ci sta e appende un cartello con la bandiera arcobaleno: “Da noi tutti sono benedetti”. Il consigliere di Fratelli d’Italia: “Stia sereno e lasci perdere la politica e l’attivismo Lgbt”

Di Tiziano Grottolo - 24 aprile 2021 - 11:49

BOLZANO. A metà dello scorso marzo la Congregazione per la dottrina della fede, l’organo che dirime le questioni dottrinali all’interno della Chiesa cattolica, ha comunicato con una nota che i sacerdoti non potranno benedire le coppie dello stesso sesso, siano sposate o legate tramite unione civile.

 

L’organo in questione infatti, rispondendo a un preciso quesito, ha sottolineato che “la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso nel senso sopra inteso”. Secondo la Congregazione per la dottrina della fede “non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso”.

 

Una decisione che sta facendo discutere anche all’interno della stessa Chiesa cattolica. Nei giorni scorsi per esempio, il sacerdote della parrocchia di Gries (ex chirurgo dell’ospedale di Bolzano), il 45enne Ulrich Kössler, ha appeso fuori dalla chiesa un cartello molto eloquente “Bei uns wird jede(r) gesegnet!” traducibile in “Da noi tutti sono benedetti”. Il tutto accompagnato da una bandiera con i colori dell’arcobaleno. Insomma un richiamo a quello che è uno dei simboli per antonomasia dei movimenti Lgbtq. Un modo palese per dimostrare che nella parrocchia di Gries non si discrimina nessuno e che è stata accolta favorevolmente da una buona parte dei fedeli che su social hanno scritto “Orgogliosi del nostro pastore”.

 

Al tempo stesso però, la dichiarazione di padre Ulrich ha fatto storcere il naso agli ambienti della destra e dell’estrema destra altoatesina. Su una pagina Facebook “Movimento Nazionale Trentino Alto Adige” fra un saluto romano e l’altro compare un attacco al parroco: “Se ne facciano una ragione tanto le coppie gay, quanto i sacerdoti arcobaleno. Non è la religione cattolica a doversi conformare alle manie e mode balorde di un mondo alla rovina, ma esattamente il contrario. Riguardo ai sacerdoti come Ulrich Kössler, auspichiamo che il vescovo locale sappia riportarlo a suoi doveri come si conviene”.

 

Critico anche Diego Salvadori consigliere di Circoscrizione del quartiere Gries-San Quirino di Fratelli d’Italia che, rivolgendosi direttamente a padre Ulrich scrive: “Nessuno le impedisce di benedire le persone anzi, amare il prossimo, pregare per lui e benedirlo, ovvero parlare bene di lui a Dio, è la chiamata quotidiana che Dio rivolge ad ogni cristiano. Piuttosto non è lecito per i pastori come lei impartire benedizioni di relazioni che implichino una prassi sessuale, di qualsiasi tipo, al di fuori del matrimonio. Ecco perché nel Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede non esiste nessuna forma di discriminazione verso le persone omosessuali. Quindi, caro Padre Ulrich, stia sereno, lasci perdere la politica, l’attivismo Lgbt e continui ad evangelizzare che il mondo ne ha tanto bisogno”.

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