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Dalla morte di Daniza (con comunicato immediato e conferenza) al trasferimento di Dj3 (con la Pat che si espone solo a notizie già trapelate e sbagliando parco)

Una differenza di trasparenza sostanziale tra la Giunta guidata da Ugo Rossi e quella di Maurizio Fugatti e qualcuno potrebbe anche commentare ''il che è tutto dire'' ma più passa il tempo più è evidente che la differenza c'è ed è evidente. La morte di Daniza è stata comunicata subito addirittura in piena notte; il trasferimento di Dj3 solo a giochi fatti e a notizia già trapelata

Di Luca Andreazza - 28 aprile 2021 - 11:17

TRENTO. Un comunicato alle 2 di notte, contro il vuoto totale e un buco colmato solo alle 13.35 a notizia ormai pubblica da Il Dolomiti. Una differenza di trasparenza sostanziale tra la Giunta guidata da Ugo Rossi e quella di Maurizio Fugatti e qualcuno potrebbe anche commentare ''il che è tutto dire'' ma più passa il tempo più è evidente che la differenza c'è ed è evidente. La morte di Daniza è stata comunicata subito addirittura in piena notte; il trasferimento di Dj3 solo a giochi fatti, quindi a notizia già trapelata e perfino sbagliando la destinazione: la plantigrada è stata portata all'Alternativer Wolf- und Bärenpark Schwarzwald e non all'Alternativer Bärenpark Worbis.

 

E' l'11 settembre 2014 quando viene scritta, almeno fino a quel momento, una delle pagine più difficili nella storia trentina in materia di gestione dei grandi carnivori: la morte di Daniza. Tutto è stato predisposto per ottemperare all'ordinanza provinciale, datata 15 agosto, e prima di procedere ci sono stati confronti e valutazioni a seguito dell'aggressione al fungaiolo. L'amministrazione provinciale aveva parlato anche con l'allora ministro dell'ambiente.

 

Dopo un mese di "monitoraggio intenso" arriva il via libera per prendere l'orsa. "La sera prima - ricorda l'ex assessore Michele Dallapiccola - il corpo forestale aveva confermato una predazione in zona. L'area era abbastanza sicura per poter sparare i dardi, l'unica opzione sul tavolo in quanto Daniza si è sempre dimostrata troppo diffidente per entrare nelle trappole tubo e i lacci erano difficili da collocare in quella zona".

 

Sono ore chiaramente di tensione: "La struttura era pienamente in funzione - aggiunge il consigliere provinciale del Patt - era stato chiesto un supplemento di disponibilità anche al settore della comunicazione per tenersi pronti in presa diretta". Un'operazione che, purtroppo, va malissimo: "L'orsa non sopravvive alla telenarcosi", il titolo del comunicato stampa inviato nel cuore di quella notte, alle 2 del mattino. Poi in giornata viene convocata una conferenza stampa per spiegare quanto avvenuto nei boschi della val Rendena e per metterci la faccia davanti alla stampa di tutto il mondo, in quei giorni con l'attenzione puntata sul Trentino. Nei mesi successivi gli aggiornamenti sui cuccioli sono costanti.

 

"Tutto si è svolto intorno a mezzanotte e raggiunto dalla telefonata del corpo forestale - ricorda Dallapiccola - mi sono recato personalmente a Spiazzo per verificare la situazione in quei momenti evidentemente drammatici. Ovviamente quanto pensato non si è concretizzato: Daniza non aveva retto all'anestesia a causa della vecchiaia. In quel momento però abbiamo voluto seguire una forma fondamentale del nostro agire, pur nella consapevolezza della criticità di quell'evento: la trasparenza".

 

Non ci sono giri larghi o prese di tempo: la morte di Daniza viene comunicata terminate tutte le operazioni del caso. "Non abbiamo mai preso in considerazione nessuna altra possibilità - commenta Dallapiccola - se non cercare di essere chiari e precisi, cioè la trasparenza assoluta, un'espressione di rispetto verso i cittadini in primis, ma anche del ruolo ricoperto, delle istituzioni e degli operatori che si sono spesi in un'operazione complicata: catturare un plantigrado comporta un tasso comunque alto di rischio per l'incolumità". 

In questo fine aprile del 2021 invece Dj3 viene trasferita in Germania. La scoperta arriva grazie alla stessa struttura tedesca che ne dà notizia in anteprima. E anche il trasferimento avviene in segretezza: nessun commento di avvenuto trasloco, se non ex post quando ormai la notizia è diventata di dominio pubblico.

La destinazione è sbagliata: Dj3 è stata portata all'Alternativer Wolf- und Bärenpark Schwarzwald e non all'Alternativer Bärenpark Worbis: c'è anche un post di buon augurio per l'operazione. E pensare che solo pochi giorni fa l’assessora Giulia Zanotelli aveva presentato il Report della Pat sui grandi carnivori, guardandosi bene però dal comunicare la notizia di questo imminente spostamento per limitarsi a confermare quanto trapelato fino a quel momento.

Una vicenda, questa del trasferimento dell'orsa, che si aggiunge a un quadro francamente debolissimo nella gestione leghista in materia dei grandi carnivori. L'emblema di questa Giunta resta indiscutibilmente legato alla duplice fuga di M49 e alle tensioni con il ministero, con aspetti poco chiari come Papillon più volte entrato e uscito da una trappola tubo senza che il meccanismo di cattura sia scattato. I grandi proclami (come le ordinanze) spesso a favore di telecamere, la prima fuga è invece stata comunicata in una conferenza stampa surreale e convocata all'ultimo istante.

 

Ci sono poi le ordinanze di cattura degli esemplari di Andalo (avvenuta) e Folgarida, con provvedimenti presi all'oscuro delle identità dei plantigradi. Atti, spesso impugnati e respinti dai tribunali, scarsamente in linea con le normative nazionali ed europee previste dai piani di gestione (in assenza di azioni di prevenzione, di dissuasione, di informazione per la popolazione). Rispetto alla vicenda di Jj4, si è poi assistito a una conferenza stampa senza l'assessora Giulia Zanotelli e con il tecnico Romano Masè a prendere la parola, dirigente che però si era dimesso dall'incarico dopo la fuga-bis di M49 e sostituto successivamente da De Col che ha raccolto le competenze di foresta e fauna sotto il cappello della Protezione civile.

 

L'ultima battuta di arresto è sulla captivazione di Jj4 con la Provincia che "prende atto". Dopo aver vinto le elezioni provinciali soffiando, anche, sulla paura per orsi e lupi, il tutto unito alle critiche per la gestione dell'amministrazione di centrosinistra, la Lega non è riuscita a battere un colpo e la gestione è finita più volte nel mirino, sembra anche dei carabinieri del Cites dopo un sopralluogo al Casteller.

 

Una gestione passata considerata però a livello nazionale e internazionale tra le migliori per gli importanti risultati ottenuti, mentre il carroccio si è presto accordo che la realtà è più complicata rispetto alle descrizioni da campagna elettorale.

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