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Frattura Grillo-Conte, Marini: ''Ha spiazzato tutti. Distrugge rapporti e azzera identità e relazioni. Ma le responsabilità della situazione partono da lontano''

A Roma è in atto uno scontro tra il fondatore dei pentastellati e Giuseppe Conte. Una rottura, il garante non ha accettato le condizioni dell'ex premier. Alex Marini: "Deluso e preoccupato. Le parole di Grillo sono gravi e spiazzanti ma le responsabilità sono diffuse e riguardano anche la classe dirigente"

Di Luca Andreazza - 30 giugno 2021 - 19:40

TRENTO. "L'uscita di Beppe Grillo ha spiazzato tutti. Non solo intimorisce ma distrugge un capitale di fiducia maturato nella comunità da attivisti e elettori nel corso degli anni". Questo il commento di Alex Marini, consigliere provinciale in quota Movimento 5 stelle. "Parole che rischiano di azzerare un valore immateriale che è la somma di relazioni, percorsi politici e senso di identità. In questi anni ci sono stati alti e bassi, si sono raggiunte convinzioni e sviluppate speranze. Il rischio è di cancellare tutto ciò che si è costruito".

 

A Roma è in atto uno scontro tra il fondatore dei pentastellati e Giuseppe Conte, quest'ultimo ha scelto la linea del silenzio e della calma per elaborare una risposta opportuna. Una rottura, il garante non ha accettato le condizioni dell'ex premier.

 

"Parole inopportune - dice Marini - si è spazzato via un percorso. Personalmente ho sempre espresso gradimento per la figura di Conte, un profilo adeguato che ha difeso e sostenuto molte iniziative del Movimento. Sarebbe stata un'occasione, anche se purtroppo è venuta a mancare una transizione seria, una scrittura delle regole in grado di coinvolgere iscritti e attivisti. Invece c'è questa situazione di stallo: le parole di Grillo sono gravi e spiazzanti ma le responsabilità sono diffuse e riguardano anche la classe dirigente M5s. Si è coltivato il concetto di leader unico, una prassi molto italiana che è sintomo di scarsa cultura democratica".

 

Una situazione tesa che si trascina da settimane, prima le frizioni con Casaleggio per la piattaforma Rousseau, ora quelle tra Grillo e Conte. "Un'uscita impropria e d'impulso arrivata però dopo giorni di trattative e mediazioni. E' difficile - evidenzia il pentastellato - ora immaginare una ricomposizione della situazione, sembra un punto di non ritorno. Questo è solo l'ultimo tassello di problemi che partono da lontano, cioè dal passo indietro di Luigi Di Maio come capo politico. La reggenza di Vito Crimi poteva andare bene per la fase urgente e d'emergenza, ma è trascorso un anno e mezzo senza che si pianificasse una riorganizzazione e una ridefinizione dello Statuto".

 

C'è amarezza per i 5 stelle che appaiono in forte difficoltà. "Non ci sono state azioni per progredire, gli Stati generali si sono risolti nel minimo sindacale senza trovare soluzioni adeguate per definire Statuto e Comitato direttivo. Ci sono stati troppi vuoti da parte della classe dirigente M5s. C'è stata molta opacità anche in quest'ultima fase, per esempio la bozza di Statuto non è stata sottoposta agli attivisti e nemmeno ai portavoce regionali e comunali. E' necessario sviluppare una struttura e un'organizzazione ma non si può prendere un documento così importante a scatola chiusa e deciso da pochi", prosegue Marini: "Purtroppo il Movimento ha prestato il fianco alle destre e al centrosinistra, forze politiche che non aspettavano altro che facessimo passi falsi. Ci sono molte attività da portare a termine dalla ratifica di alcuni trattati internazionali agli adeguamenti derivanti dal taglio dei parlamentarsi fino alle questioni economiche più urgenti come il rinnovo dell'ecobus e la questione del blocco dei licenziamenti e tanto altro. Così invece si rischia la restaurazione della vecchia politica e questo deve essere scongiurato".

 

La situazione, però, resta piuttosto nebulosa. "Certamente in questo momento sono deluso e preoccupato. Cerco di portare avanti il lavoro in modo serio e meticoloso per realizzare il programma, approfondire tematiche quali ambiente, energia, partecipazione e trasparenza, pur nelle difficoltà delle indicazioni che arrivano da Roma. Le incertezze sono tante, si soffrono gli effetti delle scelte nella capitale. In assenza di una prospettiva e di un perimetro d'azione entro il quale operare, diventa complicato rapportarsi con le varie forze politiche verso il 2023".

 

Intanto il consigliere provinciale prosegue il suo impegno per i 5 stelle. "Paradossalmente sono fiero di rappresentare il Movimento, osteggiato a più livelli. Per esempio qui in Trentino siamo stati estromessi formalmente con il simbolo e nessuno si è preoccupato: ho dovuto lottare per trovare spazio. A ogni modo cerco di portare a termine il mio mandato e poi vediamo i prossimi sviluppi. A breve intendo incontrare gli attivisti per vedere quello che possiamo fare per migliorare: la procedura di base deve essere dialogo e trasparenza oltre che una forte componente di democrazia interna", conclude Marini.

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