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Fugatti assente allo spettacolo contro la violenza sulle donne? Zanella: “Sciatteria istituzionale”

Fugatti non si presenta allo spettacolo contro la violenza sulle donne e al suo posto arriva Paccher. Zanella di Futura presenta due interrogazioni: “Nella confusione di idee che regna sovrana in chi oggi governa la nostra Provincia tutto è possibile e le regole istituzionali sono orpelli di poco conto”

Di Francesca Cristoforetti - 21 novembre 2021 - 12:22

TRENTO. “È opportuno mandare a rappresentare l’Esecutivo della Provincia un membro del Legislativo della Regione? Evidentemente sì. Nella confusione di idee che regna sovrana in chi oggi governa la nostra Provincia tutto è possibile e le regole istituzionali sono orpelli di poco conto”. È questo uno dei punti sollevati in un’interrogazione da Paolo Zanella, consigliere provinciale di Futura, che si rivolge a Maurizio Fugatti. Il presidente della Provincia infatti, lo scorso martedì, ha deciso di non presentarsi allo spettacolo contro la violenza sulle donne, facendo intervenire al suo posto il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Paccher. “A che titolo era lì? Ho presentato una interrogazione in merito per denunciare questa sciatteria istituzionale”, dichiara il consigliere di Futura.

 

Facendo un passo indietro, il 16 novembre all’Auditorium Santa Chiara si è svolto “Love - la violenza sulle donne”, spettacolo promosso da Itaf-International Theater Academy of Fifa. Così come riportato sulla locandina promozionale, sarebbe dovuto intervenire anche il presidente Fugatti. “Peccato che, invece, a spettacolo quasi finito, sia comparso il vicepresidente del Consiglio regionale. Perché era lì al posto del Presidente della Pat?”, commenta Zanella.

 

Al posto di Fugatti infatti è stato introdotto Paccher che “nel suo intervento ha elogiato l’operato della Giunta. Sempre quella provinciale – prosegue Zanella – se è intervenuto come vicepresidente del Consiglio regionale, com’è possibile che l’Esecutivo di Istituzione venga rappresentato dal Legislativo di un altro Ente?”.

 

Nel frattempo fuori dall’Auditorium si svolgeva una protesta silenziosa da parte di alcuni esponenti politici, tra cui lo stesso Zanella e Sara Ferrari del Partito Democratico, ma anche del segretario della Cgil Andrea Grosselli, e del presidente di Arcigay Shamar Droghetti, contrari all’atteggiamento, definito ipocrita, della Giunta riguardo alla tematica trattata nella pièce teatrale in corso. Non sono mancate all’appello nemmeno le attiviste di Non Una di Meno con un flash mob organizzato fuori dai cancelli della struttura.

 

Oltre allo spettacolo serale, è andato in scena pure una matinée nello stesso giorno, a cui hanno partecipato 400 ragazzi e ragazze: “Avrebbero potuto parteciparne il doppio fino a riempire l’auditorium – continua Zanella in una seconda interrogazione, rivolta invece all’assessore all’Istruzione Mirko Bisesti – peccato che la comunicazione alla scuole pare essere arrivata solo tre giorni lavorativi prima dell’evento, non dando quindi la possibilità alle classi interessate di organizzarsi per prendervi parte. Di fatto un’occasione persa su un tema di tutto rilievo nell’educazione di ragazzi e ragazze”.

 

Non è un mistero che la Giunta Fugatti non abbia mai rivolto particolare attenzione al tema della parità di genere, soprattutto in relazione all’educazione nelle scuole, con dei provvedimenti che sono sempre stati duramente contestati da movimenti, associazioni e opposizioni: “A quanto già denunciato fuori dall’auditorium Santa Chiara col nostro sit in – conclude il consigliere di Futura – come la sospensione dei corsi alla relazione di genere, lo smantellamento dell’ufficio pari opportunità, la mancata determinazione dell’assegno per le donne che hanno subito violenza, si aggiunge anche la scarsa attenzione della Pat alla divulgazione di eventi a tema, che, nella forma performativa del teatro, hanno un incisività straordinaria nell’affrontare temi difficili, ma importantissimi nella vita degli e delle adolescenti. Se si investono dei soldi, almeno lo si faccia con le massime ricadute educative possibili”.

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