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Ok per scialpinismo alle Olimpiadi 2026. Il Bellunese: ''Dossier pronti e giochiamo tre carte''. Campiglio in lizza per il Trentino? Ma dopo gli annunci la politica tace

La decisione del Cio è quella di inserire la disciplina nel programma della kermesse a cinque cerchi del 2026. Il via libera è arrivato a Tokyo. La Lombardia si è mossa con la Provincia di Sondrio, Belluno con Cortina, Auronzo e Alpago. In Trentino ancora nessuna reazione

Di Luca Andreazza - 25 luglio 2021 - 06:01

TRENTO. Il Bellunese è già pronto e operativo per assicurarsi le gare di scialpinismo, mentre in Trentino nulla sembra muoversi, nonostante annunci e proclami della prima ora. "Cerchiamo di fare la nostra parte", conferma Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. "L'investimento può essere relativamente basso e abbiamo importanti esperienze di eventi internazionali da spendere per poter ospitare anche questa nuova parte di manifestazione".

 

Dopo aver debuttato agli Youth Olympic Games di Losanna del 2020, lo scialpinismo è pronto per il grande salto: la decisione del Cio è quella di inserire la disciplina nel programma della kermesse a cinque cerchi di Milano-Cortina 2026. Il via libera è arrivato, con voto all'unanimità per alzata di mano, all'ultima sessione che si è riunita a Tokyo.

 

"L’ok del Cio allo sci alpinismo come disciplina olimpica è una grande notizia", prosegue Padrin. "Il fatto che il debutto coincida con i Giochi di Milano-Cortina 2026 è una occasione enorme. Ora lavoriamo per portare le gare a Belluno in quanto vantiamo una tradizione importante nella nostra provincia. Proprio per questo ci siamo attivati fin da subito per portare le gare nel Bellunese. Serve un gioco di squadra con Comune di Cortina e Regione Veneto perché il progetto si concretizzi: abbiamo dimostrato più volte che il nostro territorio ha una grande forza organizzativa, ora vogliamo confermarci".

 

Il programma prevede cinque eventi da medaglia (2 maschili, 2 femminili e 1 misto) e tre format (sprint, individuale e staffetta mista), il coinvolgimento di 48 atleti (24 donne e 24 uomini) e il contingente dovrà rientrare tra i 2.900 atleti totali previsti per i Giochi. Tra le direttive imposte dal Cio figura quella che lo scialpinismo non potrà avere un sito olimpico a sé stante, ma dovrà essere disputato tra i siti olimpici già identificati.

 

C'è comunque bagarre e tante località che vorrebbero diventare il teatro naturale delle competizioni. Molte le incertezze sulla sede che avrà la possibilità di ospitare il debutto delle competizioni di skialp alle Olimpiadi. La provincia di Sondrio avrebbe pronto il dossier per organizzare le gare in Media Valtellina (Albosaggia, Sondrio e Valmalenco) e l'Alta Valtellina. Il Veneto ragiona attorno a Cortina naturalmente, così come Alpago e Auronzo. In lizza per il Trentino ci potrebbero esserci passo del Tonale e Madonna di Campiglio

 

Nel primo caso il consorzio Pontedilegno-Tonale era già uscito allo scoperto nel 2019 per organizzare le gare di scialpinismo in caso di inserimento della disciplina nella kermesse a cinque cerchi, ma aveva anche preso contatti con alcune delegazioni olimpiache per ospitare gli allenamenti delle nazionali (Qui articolo).

 

Non si esclude anche "Perla delle Dolomiti". "Se lo sci alpinismo dovesse venire riconosciuto come disciplina olimpica, proporremo come sede l’area di Madonna di Campiglio e delle Dolomiti di Brenta". E ancora: "Se lo sci alpinismo diventerà disciplina olimpica e se la candidatura di Milano-Cortina 2026 andrà a buon fine chiederemo che le gare olimpiche di sci alpinismo si facciano nel Trentino Occidentale", queste le parole dell'assessore Roberto Failoni rispettivamente nel 2018 attraverso una nota della Provincia e nel 2019 durante la tavola rotonda organizzata dall'Apt d'ambito dal titolo "La gestione dello sci alpinismo nelle stazioni di montagna – Problematiche e prospettive a confronto".

Ma i discorsi sono aperti. "Non scartiamo Auronzo e Alpago. Poi se l'indicazione che lo skialp non può avere un sito olimpico diverso da quelli già individuati - evidenzia Padrin - allora inevitabilmente la rosa delle pretendenti si riduce a poche possibilità. C'è molta concorrenza, noi abbiamo le carte in regola per poter ospitare queste gare. Poi ci atteniamo alle decisioni di Cio e Fisi. Certo, si parla di un debutto della disciplina e quindi la location ideale è Cortina per tradizione e prestigio, ma anche perché le Olimpiadi si svolgono con la candidatura prevalentemente del Bellunese e di Milano". 

 

Non sembrano esserci reazioni nuove intanto in Provincia di Trento, nemmeno sui social, alla notizia dei giorni scorsi dell'ingresso dello skialp nel panorama olimpiaco ma probabilmente si lavorerà sottotraccia per cercare di portare in Trentino le gare. Non va, però, trascurato che se il Cio decidesse di privilegiare nella scelta una località già certa di ospitare altri eventi olimpici, molte candidature sarebbero tagliate fuori in partenza. 

 

Scialpinismo che è particolarmente diffuso in Italia, nazione leader nel mondo in questo sport, sostenibile e spettacolare, con all'attivo diversi successi internazionali negli ultimi 10 anni e atleti di punta di assoluto valore. Insomma, la location che si aggiudica il debutto della disciplina può diventare ulteriormente una vetrina di spessore per lo skialp.

 

A fronte delle rassicurazioni di questi mesi, intanto i nodi da sciogliere restano Pinè e la pista da bob proprio a Cortina. Il Cio aveva sollevato alcune perplessità sulla sostenibilità delle strutture una volta archiviate le Olimpiadi. Dubbi più volte sollevati anche da Legambiente (Qui articolo).

 

"La questione di Cortina è aperta e abbiamo in programma un incontro con la Regione Veneto per una valutazione economico e gestionale dell'impianto. L'investimento si aggira sugli 80 milioni e nelle prossime settimane si deve decidere quale strada percorrere per concludere i lavori di adeguamento. C'è anche da considerare che non ci sono molte alternative valide in Italia per strutture di questo tipo", conclude Padrin.

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