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| 02 giu 2022 | 20:21

Concerto Vasco, rimosso il funzionario che aveva posto dubbi sulla sicurezza, il Pd: ''Si rendano pubbliche le motivazioni del defenestramento''

Il funzionario della polizia amministrativa è stato rimosso: Marzio Maccani era stato tra i primi a sollevare dei dubbi sulla sicurezza della Trentino music arena approntata per il concerto di Vasco Rossi. Il Partito democratico: "Abbiamo reso noti già nell’inverno scorso i documenti nei quali risultavano presunte intimidazioni da parte della Giunta a questo stesso dirigente, troviamo oggi indegno l’aver rimosso questo dirigente senza la dovuta trasparenza"

Concerto Vasco, rimosso il funzionario che aveva posto dubbi sulla sicurezza
di Tiziano Grottolo

TRENTO. "A fronte dello sconcerto pubblico per la rimozione del dirigente della polizia amministrativa, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, si permette di nascondersi dietro un 'no comment' dopo aver deliberato la sostituzione". Questo il commento del Partito democratico con Sara Ferrari, Luca Zeni, Giorgio Tonini e Alessio Manica. "Nei mesi e nei giorni scorsi si era rifiutato di concedere l'approvazione al piano sicurezza per il concerto di Vasco, sorpassato in questo dal suo dirigente generale".

 

Il funzionario della polizia amministrativa è stato rimosso: Marzio Maccani era stato tra i primi a sollevare dei dubbi sulla sicurezza della Trentino music arena approntata per il concerto di Vasco Rossi

 

Le motivazioni ufficiali sono ancora sconosciute ma è praticamente impossibile non vedere una correlazione con la vicenda che riguarda il maxi-concerto da 120 mila persone. “È un segnale per me e tanti altri colleghi”, ha commentato Maccani a il Dolomiti che finora (per 6 mesi) aveva mantenuto un rigoroso silenzio e non aveva concesso interviste. Ora però è arrivato un provvedimento (secretato) che suona un po’ come una "vendetta". “Chi si adegua viene premiato e chi non si adegua viene punito – prosegue l’ormai ex funzionario della polizia amministrativa – non credo sia un buon segno per la pubblica amministrazione del Trentino che è sempre stata sinonimo di correttezza ed efficienza. Certi provvedimenti li trovo sconcertanti più per chi li adotta che per chi li subisce”.

 

"Noi consiglieri del Partito democratico - aggiungono Ferrari, Zani, Tonini e Manica - che abbiamo reso noti già nell’inverno scorso i documenti nei quali risultavano presunte intimidazioni da parte della Giunta e di alti funzionari della Provincia a questo stesso dirigente, troviamo oggi indegno da parte del presidente della comunità trentina non solo l’aver rimosso questo dirigente dalla sua posizione, ma di averlo fatto senza la dovuta trasparenza, con un atto secretato, anziché pubblico (la delibera di spostamento a oggi non è disponibile tra gli atti pubblici), dando la sensazione di non avere il coraggio di spiegare ai cittadini questa decisione. L’invasione della ferrovia da parte di numerosi spettatori del concerto è il sintomo che qualcosa riguardo alla sicurezza sia stato effettivamente discutibile e fa pensare che solo la buona fortuna abbia evitato esiti drammatici".

 

Il via libero definitivo sulla sicurezza della Trentino music arena era arrivato a poco più di 24 ore dall’inizio del primo evento, cioè il concerto dedicato ai fan di Vasco. Un voto a maggioranza dove però era mancato il parere favorevole dello stesso Maccani. A pesare c’era il parere contrario della Commissione di vigilanza che tra altre cose, “da un primo esame” aveva sottolineato come “l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120.000 persone”.

 

Successivamente, come denunciato da più parti, in particolare dal consigliere del Partito democratico Luca Zeni, da quel momento Maccani sarebbe stato sottoposto a una serie di pressioni per modificare o nascondere il verbale. "Anche l’affermazione corale che un evento con 120.000 persone non sia da ripetersi, non può non risuonare come una dichiarazione di scampato pericolo. A fronte di tutto questo noi consiglieri eserciteremo la nostra funzione istituzionale, chiedendo un accesso agli atti per poter visionare la delibera di sostituzione, affinché possano essere rese pubbliche le motivazioni che hanno portato a questa defenestrazione del responsabile della sicurezza, con un atto scorretto e punitivo, di cui il presidente pare non volersi prendere, però, la responsabilità", concludono Ferrari, Zeni, Tonini e Manica.

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