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| 12 lug 2022 | 18:05

Lo Ius scholae bocciato a Belluno, Massaro: "Cittadini inspiegabilmente privati dei diritti"

In questi giorni in Parlamento a Roma si sta discutendo dello Ius scholae, disegno di legge che potrebbe finalmente conferire diritti ai figli di stranieri nati in Italia, dei quali di fatto, ad oggi, inspiegabilmente non godono. A Belluno, il consigliere Massaro ha proposto, senza successo, un odg per esortare la Giunta e i parlamentari a approvare tale legge quanto prima

BELLUNO. Italiani ma senza diritti: questa la condizione di molti bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, fino a ieri invisibili agli occhi dello Stato, che ha finalmente deciso di discutere in Parlamento (e si spera anche di approvare) proposte di legge come lo Ius scholae, del quale si è recentemente parlato anche in Consiglio comunale a Belluno

 

A confidare in importanti passi avanti come questo è infatti anche il consigliere Jacopo Massaro, già sindaco di Belluno, che ha recentemente presentato in Consiglio una mozione dedicata allo Ius scholae per esortare la Giunta ma anche i parlamentari a Roma "a compiere un atto di responsabilità e d'impegno, affinché si giunga all'approvazione della legge entro questa legislatura", si legge sullo stesso ordine del giorno pubblicato sul profilo Facebook del consigliere.

 

Un tema, quello dello Ius scholae, "particolarmente caro alla città di Belluno - spiega a Il Dolomiti Massaro - nel 2013 decine di studenti scrivevano una lettera al Comune, raccontando la situazione di alcuni dei loro compagni di classe, considerati stranieri a livello burocratico (sebbene nati in Italia) e quindi inspiegabilmente privati dei diritti di cui gli scriventi invece godevano".

 

Una missiva che aveva profondamente toccato l'allora sindaco Massaro e condotto così al "conferimento della cittadinanza onoraria a tutti i figli di stranieri (nati in Italia) che non soltanto studiavano nelle nostre scuole, ma parlavano ad esempio il nostro dialetto o tifavano le nostre squadre, come dichiaravano i loro stessi compagni nella lettera - continua il consigliere - gesto puramente simbolico il nostro, ma apprezzato da tutti".

 

Un piccolo primo passo, quello, che sembrava condurre verso un futuro fatto di più diritti e uguaglianza: idea che, soprattutto, sembrava essere condivisa anche da Oscar De Pellegrin, attuale sindaco di Belluno. 

 

"Mi sono purtroppo dovuto ricredere - commenta Massaro sconsolato - convinto che tutti avrebbero appoggiato la mia mozione, viste le promesse di De Pellegrin, ho portato in Consiglio un ordine del giorno (odg) a sostegno dello Ius scholae. Ho presentato questo odg perché in Parlamento si discute in questi giorni di un nuovo disegno di legge, che modificherebbe il nostro attuale ordinamento in materia di cittadinanza", continua. Una mozione, incredibilmente bocciata dai presenti (in primis dal sindaco), che si proponeva di prendere posizione nei confronti del Parlamento, "affinché approvasse quanto prima una norma che ci collocherebbe più vicini a ordinamenti che su questo tema sono più avanzati del nostro e che finalmente renderebbe giustizia a tutti quei bambini e bambine, ragazzi e ragazze, anche bellunesi, che dal 2013 ci chiedono di prendere atto che le nostre norme sono state superate dalla storia e dal sentire comune". 

 

"Davamo per scontato ci sarebbe stata unanimità, invece non è stato così. De Pellegrin si è rimangiato quanto aveva promesso apportando motivazioni terribilmente fuori luogo tra cui il fatto che “la nostra normativa funziona già bene” - conclude Massaro - non posso che sottolineare il grande dispiacere che provo per Belluno, città nota tra l'altro per essere avanzata, sopratutto per quanto riguarda i diritti. Speriamo di non fare un salto indietro".

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