Contenuto sponsorizzato

Progetto Trentino e Campobase, palla al centro (e Patt in tribuna). La mossa di candidare Tonina (poi ritiratosi) apre nuovi scenari verso il 2023

L'analisi di Walter Pruner sui movimenti al centro di Pt e Campobase ovviamente con sguardi orientati il primo a destra e il secondo a sinistra. Da Tonina a Patton, dagli abboccamenti con l'Svp ai rapporti con Fratelli d'Italia molto bolle in pentola al centro in Trentino

Walter Pruner e a destra il volantino elettorale del 2018 di Mario Tonina
Di L.P. - 28 agosto 2022 - 16:04

TRENTO. La candidatura di Mario Tonina, prima annunciata poi ritirata, ha avuto un effetto detonatore e lascerà comunque degli strascichi a venire. Ne è convinto Walter Pruner, uno che si è messo alle spalle diverse campagna elettorali e il cui nome era finito nella bagarre politica quando venne illegittimamente licenziato (lo stabilirono i giudici) dal Presidente del Consiglio provinciale Kaswalder. 

 

Pruner analizza la situazione politica che si sta sviluppando al centro in Trentino con due protagonisti e un grande assente: Progetto Trentino e Campobase a contendersi il campo di gioco e il Patt ormai fermo in tribuna spettatore silenzioso sempre meno influente e ora a ruota del primo. Per Pruner Progetto Trentino (con Grisenti) e Campobase (con Dellai) si stanno giocando la partita al centro con due stili diversi ma con azioni e capovolgimenti di fronte degni di un match calcistico.

 

Da un lato il movimento di Dellai che guarda al centrosinistra è sempre più pronto a cogliere l'eredità degli autonomisti sempre più spostati a destra e lo sta facendo con un percorso ragionato e di posizionamenti.  Sono apertissimi i tavoli con l'Svp, corrente Kompatscher, con i quali il dialogo è molto strutturato e anche la coalizione di centrosinistra ha ben chiaro che loro esistono nel loro campo (al contrario, in questo momento, del Patt) e la candidatura di Patton alle nazionali ne è la prova.

 

Dall'altro lato il partito di Grisenti ha lanciato, al 91° d gioco, la proposta dirompente di candidare il vicepresidente della Provincia (che molto probabilmente avrebbe potuto vincere su Rovereto con avversarie Conzatti a sinistra e Biancofiore a destra) assieme al Patt: una scelta che ha dimostrato un certo pragmatismo e capacità di azione nonostante poi sia stata rimangiata. E che, soprattutto, apre un solco difficilmente colmabile per gli autonomisti a questo punto quasi costretti a guardare a destra pur con un Fratelli d'Italia pronto, dal 25 settembre, a fare la voce sempre più grossa.

 

Ecco allora il contributo alla discussione politica di Pruner che propone una sua analisi in vista delle prossime elezioni nazionali e soprattutto verso anche le provinciali del 2023.  

 

Con la iniziativa messa in campo al 91° di deposito liste, in cui il vice presidente della Giunta provinciale a trazione leghista è arrivato ad un passo dalla candidatura nel collegio di Rovereto in inedita quota Patt-Progetto Trentino, si è aperta una nuova linea sulla rotta 2023. Il territorio centrista si riempie di nuovi competitori o il gesto si colloca casuale in coda ad una rumba elettorale senza schemi di gioco particolari? I maligni parlano di prove di logorio della Lega, nei confronti di Fratelli d’Italia, per indurre questi ultimi ad un’ autoesclusione, che consenta l’arrembaggio autonomista libero da imbarazzi col partito della Meloni.

 

E qui sarebbe interessante comprendere quanti e quali siano realmente gli accordi, le eventuali decisioni maturate tra le sacrestie di partito, che da Ala all’ asta del Noce, hanno costellato questa calda estate politica. Intanto balza immediatamente all’ occhio, e sorprende, l’alchimistico tentativo di Progetto Trentino di anticipare quel territorio moderato che sta organizzandosi attorno a Campobase. Il bradisismo al centro, con questo sorpasso, tentato da Progetto Trentino, proprio lì in mezzo, laddove entrambe le forze hanno in questo centro il loro medesimo barometro politico e metronomo elettorale, non è ignorabile.

 

Il silenzioso incedere del movimento civico territoriale, capace di attrarre diverse e nuove forze giovani, qualificate anche se al momento sotto traccia, descrive un Campobase che in questa tornata avrebbe potuto fare altro: attendere, vedere e decidere. Se non è successo, questo dimostra che una scelta di imbalsamazione preventiva non appartiene al nuovo raggruppamento. Poi, il sotterraneo filo che lega Campobase ad una parte almeno della S.V.P., quella più sociale che sta vivendo nel suo massimo riferimento, il Presidente Kompatscher, un momento di evidente attacco interno, non ha impedito comunque di portare ad alcuni impegnativi ragionamenti circa il ruolo del gruppo parlamentare monostellato futuro in quel di Roma, a difesa e promozione di un blocco autonomista rigoroso ed autorevole. Su questa piattaforma Campobase, lo ha scritto chiaramente un paio di settimane fa, ha intenzione di bussare senza timore reverenziale alla porta della Stella Alpina.

 

In campo avverso invece, dopo una partita in sordina, dicevo, al 91°, il contropiede centrista dell’esperto vice presidente è entrato in area, murato dalla difesa meloniana. Di contro, appunto, lo stretching di Campobase ha invece preferito puntare, tatticamente, a concentrarsi, sul piano delle candidature di non rottura e condiviso gradimento. Un intelligente lavoro prodromico al 2023, senza disdire ambizioni di colpaccio soprattutto con la candidatura concordata, ma tutta loro, dello stimato Patton sul collegio di Trento.

 

Credo sia piuttosto difficile la conciliazione di due moduli, apparentemente, ma solo apparentemente, sorretti da un’ unica matrice centrista: ad effetto scenico quella di Progetto Trentino, di pragmatismo, programmatico e silenzioso quello di Campobase. La divaricazione tra i due stili “centristi” è nei fatti presente già fin dall’esordio. Al di là dell’esito abortivo dell’iniziativa interna al centro destra, essa, acutamente, si radica nella necessità di far fronte alle conseguenze di un eventuale elettorale avvicinamento/affiancamento o sorpasso di una Fiamma tricolore nella veste di roditore leghista. E la ricerca di soluzioni temperate al centro, proprio attraverso un democristiano di lungo corso, come il territoriale Mario Tonina, è tutt’altro che scentrata.

 

La più articolata e preparata ragione politica di Campobase, si trova ora di fronte ad una variabile forse inattesa, ma per esso suggestiva e stimolante. La miccia è quella messa in campo da una parte dall’apparente indecifrabile, decisoria latitanza degli autonomisti, pressati da una nuova concorrenza civico territoriale molto vicina al suo perimetro di gioco, appunto, Campobase; e dall’altra invece dalla spericolata ma plausibile scommessa al centro di Progetto Trentino e del prodotto residuo della Civica borghiana, soggetti lanciati a sondare le praterie del moderatismo popolare che Lega e Fiamma faticano a raggiungere.

 

Non è tanto ampio lo spazio all’interno di questa zona di disaffettività elettorale, ma decisivo. E’ certo che pure Campobase sia lì anch’esso a contenderselo, attraverso la sua capacità penetrativa, corrosiva ed erosiva, in un territorio ricco di altrui doppifornismi. Il compito non è semplice: attrarre quella platea di qualche decina di migliaia di indecisi esigenti, non cristallizzati ma mobili, posti su una piattaforma di scivolosità sulla quale, il suo greep politico, è chiamato ad un esordio elettorale intrigante quanto impegnativo. La sua capacità di reggere la attuale, insidiosa sede stradale, dipenderà dalla qualità performante della mescola con la quale, gli attenti meccanici ora ai box di Campobase, decideranno su tempi e modalità del pit stop.

 

L’esito di questo piano corsa è legato alla qualità di gestione di alcune variabili tra cui pilota, programma, autorevolezza di compagine e loro performanza.

 

di Walter Pruner

Contenuto sponsorizzato
Edizione del 30 settembre 2022
Telegiornale
30 set 2022 - ore 22:49
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
02 ottobre - 12:12
Secondo una prima ricostruzione le fiamme sono partite dalla stufa a legna posizionata all’interno della cucina della mansarda
Ambiente
02 ottobre - 08:47
Fino a 20 giorni fa era possibile scorgere ippocastani in fiore lungo il Fersina a Trento e in corso Rosmini a Rovereto, una scena molto [...]
Cronaca
02 ottobre - 10:33
Le punture di imenotteri scatenano reazioni allergiche in circa 2 persone su 100 che in alcuni casi possono essere mortali. Gli esperti: [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato