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| 18 ago 2023 | 06:01

Music Arena, un pozzo senza fondo: altri 150mila euro stanziati ''sulla base delle esigenze espresse dal dipartimento protezione civile foreste e fauna''

Sta per arrivare una nuova tre giorni di eventi tra i Finley, Dolcenera e i Rebel Rootz e allora ecco che i contribuenti devono rimettere mano al portafoglio. Il conto sale così a circa 8 milioni di euro con il paradosso che ancora tutto è in capo al dipartimento protezione civile foreste e fauna ''che coordina gli interventi sull'area''

Music Arena, un pozzo senza fondo: altri 150mila euro stanziati sulla base delle esigenze espresse dal dipartimento

TRENTO. Altri 150 mila euro. Può sembrare poco ma, per intenderci, è il totale che ''costano'' alla collettività tutti i lupi e tutti gli orsi del Trentino ogni anno (in termini di danni causati). Quindi, mutatis mutandis, decidete voi se è di poco conto il ''grande'' problema della convivenza con i grandi carnivori o meno. Quel che è certo è che la Music Arena è ormai un pozzo senza fondo e ad ogni manifestazione, ad ogni evento più o meno abbozzato, scattano delibere con botte di centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche per un bilancio che ormai si aggira tranquillamente sugli 8 milioni di euro. Tutto per far cantare una volta Vasco Rossi (ormai più di un anno fa) e per far esibire una serie di cantanti più o meno famosi.

 

Prima in uno dei peggiori flop che il Trentino ricordi, il Trentino Love Fest annunciato come ''il più grande festival a scopo benefico mai realizzato in Trentino, nell'incredibile cornice della Trentino Music Arena'' quando alla fine avrà sì e no raccolto 25-30mila euro da donare all'Emilia Romagna in tre giornate di eventi e 500mila euro spesi tra artisti chiamati a suonare e strutture per allestire l'area di San Vincenzo. Ora nella seconda trance di esibizioni questa volta scollegate dalla ''solidarietà'' alle popolazioni alluvionate ma centrate su una kermesse che sarà tutta a vantaggio dei privati (dagli organizzatori agli artisti che contano su nomi come i Finley, di nuovo i Rebel Rootz, Dolcenera).

 

Eppure ''mamma'' Provincia paga ancora (ovviamente soldi dei contribuenti quindi, si penserà, poco male). Questa volta la determina è della dirigente Lucia Burigo (quindi non una delibera di Giunta come nelle altre occasioni) e chiede espressamente di ''integrare il programma di spesa in argomento relativo ad acquisti ricorrenti di materiali e servizi (categoria R) per allestimenti nell’area San Vincenzo a Trento, periodo di riferimento anno 2023, per Euro 150.000,00 portandolo da Euro 250.000,00 ad Euro 400.000,00''. Il tutto, si legge sempre nella determina, ''sulla base delle esigenze espresse dal Dipartimento Protezione Civile Foreste e Fauna che coordina gli interventi sull’area'' il che, diciamoci la verità, è anche questo paradossale perché alla protezione civile sarebbe meglio affidare altri compiti che ''coordinare gli interventi'' su un'area concerti che prima o dopo si spera possa funzionare davvero, gestita e utilizzata da privati che vanno ad affittarla facendo quindi ''cassa'' in favore della collettività.

 

Invece, da quando esiste la Music Arena la collettività ha sempre pagato i ''capricci'' del caso. Il conto, quindi, solo per questi concertini di metà estate tra Trentino Love Fest e tre giorni di agosto sale almeno a 650mila euro (erano 500mila fino a pochi giorni fa) tra artisti e infrastrutture. Poi a inizio anno c'erano stati 657mila euro a fronte dei milioni già spesi tra investimenti, costi, spese ''vive'' e annesse per la ''realizzazione della recinzione a delimitazione dell'area S. Vincenzo a Trento Sud a protezione delle contigue infrastrutture per la mobilità (SS 12 dell'Abetone e del Brennero e Ferrovia Verona - Brennero)''.

 

Prima ancora una cosa come 6,5 milioni di euro (questo il conto fatto dai consiglieri provinciali del Pd Luca Zeni e Alessio Manica in un documento presentato in Aula sulle spese vive annesse e connesse per il concertone di Vasco). Dalla Provincia non sono mai arrivati totali chiari e determinati (d'altronde non sono arrivati nemmeno quelli sulle ricadute per il concertone di Vasco Rossi dato che sono state fatte cifre come 44 milioni di euro di entrate quando ci sono stati 105.000 spettatori mentre a Modena dove gli spettatori furono 220.000 le entrate stimate ammontavano a 6 milioni QUI APPROFONDIMENTO). E così si continua a spendere. D'altronde lo dicevano anche i romani ''panem et circenses'' per il popolo. E se il panem è poco ''canta che ti passa''. 

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