Orsi e lupi, "C'è preoccupazione e la nostra vita è radicalmente cambiata", la Comunità delle Giudicarie chiede risposte e prepara un documento da inviare alla Provincia
Dalla desertificazione dell'alpeggio al calo del turismo, dagli avvistamenti sulle ciclabili alla difficoltà a vivere l'ambiente circostante, la Comunità delle Giudicarie: "La competenza non è nostra e chiediamo a tutti gli attori chiamati in causa nella gestione dei grandi carnivori tutte le valutazioni del caso e il rispetto dei protocolli ma anche comunicazioni puntuali e un monitoraggio"

TRENTO. Una maggior comunicazione, monitoraggio e ragionamenti complessivi, anche di prospettiva, sulla gestione di orsi e lupi. Un punto sul rapporto uomo-grandi carnivori perché serpeggia preoccupazione sui territori e la popolazione chiede risposte. Risposte che oggi i sindaci non riescono a dare come vorrebbero per rassicurare sul fronte sicurezza. Domande che verranno messe nero su bianco in un documento con destinataria la Provincia di Trento.
"E' una situazione che preoccupa il nostro territorio", dice a il Dolomiti il presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini. "Una situazione simile a quella che si registra in val di Sole, in val di Non e sulla Paganella e che non ci consente di vivere l'ambiente circostante: per esempio non si va in montagna per funghi, non si portano gli animali domestici nella natura, non si frequentano le case in altura, diventa difficile percorrere le ciclabili del fondovalle e non si portano più i bambini a giocare ai margini del bosco. Non siamo sprovveduti e abbiamo avuto sempre rispetto dell'ambiente, ma c'è un profondo disagio nella popolazione".
E poi ci sono i riflessi anche sull'economia. "Si rischia la desertificazione dell'alpeggio e percepiamo anche alcune resistenze sul fronte turistico", prosegue il presidente della Comunità delle Giudicarie. "I residenti sono preoccupati e i turisti sono influenzati da questa paura. Si fa fatica a dare una risposta esaustiva sul minor afflusso turistico e quanto incida il maltempo o i grandi carnivori ma percepiamo la preoccupazione del godere di un ambiente incontaminato da parte dei visitatori".
Sono stati tanti i nodi affrontati nella lunga conferenza dei sindaci della Comunità delle Giudicarie. Un appuntamento con un argomento scontato: i grandi carnivori. Una riunione già in agenda per fine agosto ma che è stata anticipata dopo il falso attacco di un'orsa con cucciolo a due giovani durante un'escursione. Un esemplare identificato in F36, un plantigrado di 6 anni che fino all'episodio avvenuto nei boschi di Roncone non aveva dato particolari segnali da essere ritenuta "problematica". La Provincia ha già dichiarato che l'orsa verrà catturata per posizionare il radiocollare mentre si valutano tutte le strade, compreso l'abbattimento (Qui articolo).
E' chiaro che dopo i fatti di Caldes e la morte di Andrea Papi, la gestione dei grandi carnivori ha assunto ancora maggiore delicatezza. I sindaci si sono confrontati, "una riflessione razionale e rigorosa", spiega Butterini. "La vita durante le belle stagioni è cambiata radicalmente, diventa sempre più proibitiva e c'è l'esigenza di tornare alla normalità. Non c'è solo il caso di Roncone: ci sono tanti avvistamenti, anche nel fondovalle e il problema è ormai potenzialmente quotidiano".
Riflessioni che sono destinate a diventare un documento ufficiale da inviare alle autorità. "La competenza non è nostra e chiediamo a tutti gli attori chiamati in causa nella gestione dei grandi carnivori tutte le valutazioni del caso e il rispetto dei protocolli. La pretesa dei sindaci è una comunicazione più efficace: presenza e luogo di rilevamento. L'aspettativa è che ci sia un monitoraggio puntuale e un'informazione più importante". Una richiesta simile è stata anche avanzata, per esempio, dalla Comunità Alto Garda e Ledro, sempre in queste ore (Qui articolo).
Un incontro che ha visto la partecipazione anche del Parco naturale Adamello Brenta, ente che è intervenuto anche pubblicamente per invitare ad abbassare i toni. La tensione, infatti, già alta con la polarizzazione tra chi dice ''viva gli orsi'' e chi dice ''abbasso gli orsi'' si è ulteriormente esasperata dopo il falso attacco a Roncone (Qui articolo).
"Il Parco ha presentato il progetto Life Ursus - commenta Butterini - un piano all'epoca che era stato accettato dalle popolazioni, il riscontro era stato piuttosto positivo. Ma già erano state delineate anche le azioni per cercare di limitare i successivi e possibili effetti negativi della presenza dei plantigradi. Ecco che chiediamo una valutazione, urgente, alle autorità per capire i numeri, affrontare i problemi e comunicare in prospettiva come si intende gestire il fenomeno".
Superata l'epidemia Covid tra lockdown e restrizioni, adesso la libertà sembra essere circoscritta dalla presenza degli orsi (Qui articolo). "Una congiuntura strana", evidenzia il presidente della Comunità delle Giudicarie. "Cinque anni molto duri. Prima l'emergenza sanitaria, che ha lasciato strascichi, adesso i grandi carnivori. C'è una sommatoria di preoccupazioni e una clima di tensione che può avere riflessi a livello psicologico perché oggi non possiamo vivere il territorio".
Il documento dei sindaci arriverà a stretto giro ma le richieste sono chiarezza e risposte. "Il lupo è ritornato spontaneamente mentre l'orso è stato introdotto ma a ogni modo la situazione è complicata. Il rapporto con i grandi carnivori non è più quello dei decenni scorsi, per fortuna non è conflittale come un tempo e non non c'è ostilità però ci sono i protocolli da applicare con lucidità e coerenza. Si deve poter garantire la sicurezza e la serenità della popolazione", conclude Butterini.
















