Scontro Fratelli-Lega sul bypass ferroviario, Manica: "Ma erano sulla luna? Solo propaganda. In questi anni non hanno presentato nulla per modificare il tracciato"
In queste ore c'è stato un botta e risposta tra Lega e Fratelli d'Italia sul tracciato del bypass. Il consigliere provinciale del Pd, Alessio Manica: "Continua il gioco 'del doppio ruolo' di maggioranza e opposizione, che al partito di Giorgia Meloni pare riuscire benissimo, almeno con la Provincia"

TRENTO. "La destra trentina va oltre ogni decoro". Questo il commento di Alessio Manica. Il consigliere del Partito Democratico si riferisce allo scontro tra Fratelli d'Italia e Lega. "Il partito di Giorgia Meloni, forza di maggioranza a sostegno del presidente Fugatti, esce con la sparata che bisogna cambiare il tracciato del bypass ferroviario di Trento, come se in questi anni fosse stata sulla luna e come se non fosse saldamente al governo di questa Provincia".
Un'uscita, quella dei parlamentari Andrea de Bertoldi e Alessia Ambrosi, rispedita al mittente dalla pattuglia a Roma della Lega: "Bloccare l’opera? Troppo sole fa male. Sono contro il loro stesso governo?", l'intervento di Vanessa Cattoi e Elena Testor (Qui articolo).
"Anche la smemoratezza ha i suoi limiti. Infatti come si può non ricordare che siamo già in piena fase esecutiva di un appalto e di un progetto, non certo comparsi ieri come per magia. E così continua il gioco 'del doppio ruolo' di maggioranza e opposizione, che a Fratelli d’Italia pare riuscire benissimo, almeno con la Giunta provinciale. E' una ministra riscaldata quella di essere al contempo forza di lotta e di governo: sempre bravi soldatini quando è ora di difendere le proprie poltrone, ma, al contempo, sempre pronti a strizzare l’occhiolino a questo o quel malcontento. Peccato che questo atteggiamento sia l’antitesi di quello che si definisce responsabilità di governo e che, ancora una volta, prova la totale incapacità e inaffidabilità della destra di gestire la nostra Autonomia".
A parole contro, evidenzia il consigliere del Pd, ma poi nei fatti pochi documenti. "Qui, come a Roma, avrebbero potuto fare molti atti in questi anni per fermare l’opera o per provare a immaginare altri tracciati. Ma la conveniente pigrizia di chi sfrutta ogni occasione per lisciare il pelo all’elettorato, e anche all’orso, se serve) produce altisonanti titoli giornalistici, evitando di nuocere realmente all’iter del progetto. Continuando così, dopo le elezioni quante volte cambieranno idea, tracciato e progetto? Ai posteri l’ardua sentenza", conclude Manica.














